Firmato l’accordo di programma per il finanziamento del Cine Teatro Le Fontanelle

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62 Commenti

  1. stefania sperandeo ha detto:

    Finalmente un altro passo è stato fatto, andiamo avanti…

  2. Perdonatemi, so ke istigheró il mio linciaggio nonappena leggerete cosa segue, ma x un cine-teatro di 260 posti, quasi 3.000.000 di euro, nn sono un tantino eccessivi? Magari qualcuno può delucidarmi su quali innovative tecnologie avveniristiche ospiterà! Nn voglio fare il sarcastico, anch’io ci tenevo alla “Fontanelle” ma con questa cifra ci verrebbe un multisala credo! O no?

    • Francesca Cicero ha detto:

      multisala a Castelbuono? Le percentuali di cofinanaziamento, sono stabilite dai bandi. Con quella cifra verrà un signor teatro, quello che merita Castelbuono.

    • Io ha detto:

      Caro “grillo” ti ricordo che oltre a costruire il nuovo teatro prima bisogna abbattere in parte quello esistente e questo comporta delle spese, soprattutto lo smaltimento dei rifiuti speciali. Credo che questi siano già conteggiati nella cifra.

      • Ci avevo pensato pure io! A dire il vero! Ma in ogni caso 260 posti, non ti sembrano un po’ pochini? Mi piacerebbe vedere il progetto, a questo punto! Proprio come dice Luigi, per evitare un’altro obbrobrio come la casa comunale, considerato che sarà nell’area castellana!

        • Francesca Cicero ha detto:

          non so se i posti sono “giusti” o no… altra cosa è il progetto. Piacerebbe anche a me vederlo!

          • Francesca Cicero ha detto:

            aggiungo anche che, credo, siano anche inseriti i costi di smaltimento dell’amianto che fa da tetto a quello esistente. Insomma, a me la cifra mi pare giusta! Costa meno delle case a Castelbuono 😉

  3. Luigi ha detto:

    recuperare le fontanelle sarà un altro passo per la valorizzazione dell’area castellana che è anche il simbolo della nostra municipalità ma anche a me sembrano un pò tanti i soldi da sborsare perchè ciò avvenga…
    speriamo solo che l’intervento non snaturi il sito come hanno fatto con il municipio che è un pugno nell’occhio in pieno centro storico!speriamo che questa amministrazione sia più attenta e che non ci prenda in giro come la precedente su questo! metteranno anche sulle fontanelle gli stessi pannelli fotovoltaici??? (gli stessi che continuano a vietare ai comuni mortali)

  4. vincenzo ha detto:

    Sulla Multisala non sono assolutamente d’accordo, facciamo il teatro ma senza acrobazie architettoniche, installerei pure il fotovoltaico, e cambierei questa assurda norma che vieta l’installazione del fotovoltaico, sicuramente meno invasivo esteticamente delle odiose antenne paraboliche.

  5. Luigi ha detto:

    i costi di smaltimento dell’amianto sono esosi ma non tali da giustifiacre una simile spesa! per una copertura di circa 300 mq la cifra può aggirarsi attorno ai 20000 euro. Per il fotovoltaico sono assolutamente in disaccordo, l’impatto paesaggistico in quell’area sarebbe altissimo. Guardate castelbuono dall’alto, già la casa comunale grida vendetta (e non solo per i pannelli di silicio) all’interno di un centro storico che è rimasto quasi integro. Sulle antenne sono perfettamente d’accordo, andrebbero rimosse o quantomeno collocate in modo da essere visibili il meno possibile, utilizzandone magari una per ogni edificio in posizione tale da non essere notate dalla strada… invece ci godiamo palazzi con 12 paraboliche che potrebbero essere sostituite da 1 centralizzata, balconi pieni di antenne e antennini…
    Ma la questione sollevata era diversa: perchè sul municipio è stato un sistema fotovoltaico dopo che la vecchia amministrazione, d’accordo con la soprintendenza, ne aveva vietato l’utilizzo in centro urbano????? 1 peso e tante misure!

    • Io ha detto:

      Scusa una domanda, ma da dove li hai visti i pannelli del fotovoltaico nella casa comunale? no perchè io affacciandomi dal balcone del castello non ne ho visti..!!!

    • Io ha detto:

      Ma stai scherzando???? Negare l’evidenza??? Inventarsi follie per discriminare amministrazioni precedenti non so dove ti può portare.
      Ancora in questa foto manca il tetto e di solito i pannelli vengono montati sopra i tetti.
      Quelli che vedi non sono i pannelli ma le enormi finestre nella scala di fronte l’entrata.
      Sul discorso del blog non meriti risposta per la frase stupida che hai scritto.
      Vergognati.

  6. Perché le amministrazioni sono obbligate dal 20/20/20 il pacchetto clima energia (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=IM-PRESS&reference=20081216IPR44857&language=IT) Però i comuni mortali non possono perché la sovraintendenza non permette l’installazione per i motivi che hai accennato tu. In ogni caso io so che oramai esistono anche pannelli solari integrati in simil-tegole (http://www.ecoblog.it/post/7476/tegole-a-celle-solari). I problemi sono comunque i costi, ancora troppo elevati! Sulle parabole dubito che si troverà mai una soluzione! Il problema doveva essere risolto ai tempi, se si fosse fatto qualcosa per il ripetitore allora oggi non avremmo i problemi sia estetici che di ricezione per il digitale terrestre! Ma qua prima si ci rompe le corna e poi si cercano le soluzioni!

    • Francesca Cicero ha detto:

      non è la soprintendenza, è un’ordinanza dell’ex Sindaco che, li vieta, nel centro storico, ed il centro storico di Castelbuono, come sapete, è enorme!

      • Peggio mi sento! Visto ke nella casa comunale si e i cittadini no…Allora hanno creato un precedente!

      • metternic ha detto:

        se permetti l’impossibilità di installare pannelli solari nel centro storico nasce dal vincolo paesaggistico che è gestito dalla Soprintendenza. qulcunaltro avrebbe voluto avere anche questo potere ma, grazie a Dio, non gli è stato concesso e per questo Gli siamo grati.

    • Luigi ha detto:

      anche i privati sarebbero abbligati! vedi L. 10/91 3 s.m.i. (norme per il contenimento dei consumi energetici)

  7. vincenzo ha detto:

    L’impatto ambientale dei pannelli solari compenserebbe alla grande l’impatto paesaggistico, è solo questione di approccio mentale, anzi a mio avviso, se il teatro fosse energeticamente indipendente, sarebbe per il teatro e per Castelbuono un valore aggiunto. Spero che la nuova Amministrazione Comunale dia la possibilità di installare il fotovoltaico anche nel centro storico.

  8. Luigi ha detto:

    ma quale approccio mentale??? mettiamo un edificio ultramoderno accanto al castello del 1316 e ci dobbiamo convincere che sarà bello????? cosa ha a che fare questa nuova architettura con un centro medievale????
    tolgono una porcheria per farne una schifezza e tutto a 50 metri dal castello!!!! ma lo sapete voi che quella era la vecchia cappella di corte dedicata a San Filippo prima ancora che teatro le fontanelle? I Ventimiglia si rivolteranno nella tomba a vedere come è stato snaturata l’area castellana. Un edificio energeticamente indipendente mi si scrive ma io dico: perchè non mettere un simile mostro moderno in altro luogo piuttosto che lì?? perchè se fosse stata una casa privata non l’avrebbero mai fatta fare in chiave moderna?? (l’unico intervento possibile da legge regionale 71/78 in quella zona è il restauro conservativo)
    dov’è la soprintendenza in questi casi?
    mi sa che dovremo tenerci un altro mostro a Castelbuono….forse meglio quello che c’era

    • vincenzo ha detto:

      Mi spiace che non mi sono spiegato, ma per giusto approccio mentale mi riferivo all’installazione o meno del fotovoltaico.

  9. Luigi ha detto:

    Il concetto di “restauro e risanamento conservativo” trova la sua base normativa nell’art. 3 del D.P.R. 6/6/2001 n. 380 (T.U. in materia edilizia) nel quale è stato trasfuso l’art. 31 della legge 5/8/1978 n. 457. Secondo l’articolo 3 citato (come mod. dall’art. 1, D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 301) si intendono «”interventi di restauro e di risanamento conservativo”, gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio ».

    La caratteristica essenziale della categoria del restauro e risanamento conservativo è dunque quella della conservazione dell’organismo edilizio preesistente assicurandone la funzionalità, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo edilizio: deve pertanto trattarsi di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’edificio, ne consentano destinazioni d’uso compatibili, senza che possano essere mutati la qualificazione tipologica del manufatto preesistente, ovvero i caratteri architettonici e funzionali che ne consentono la qualificazione in base alle tipologie edilizie, gli elementi formali che configurano l’immagine caratteristica dello stesso e gli elementi strutturali, che materialmente compongono la struttura dell’organismo edilizio (es. Cass. Pen. Sez. III, sent. n. 16048 del 21-04-2006).

  10. Luigi ha detto:

    obblighiamo i privati a tenere immutato il carattere architettonico del centro storico e poi mettiamo quel “coso” accanto al castello.
    complimenti alla soprintendenza, alla vecchia amministrazione che lo ha avallato e al progettista che pensa di essere a New York anzichè in un centro medievale

    ALLA FACCIA DELLA COERENZA!!!!

  11. GRANDE LUIGI! STANDING OVATION!!!

  12. scarafaggio ypsigrota ha detto:

    Ma quanti critici di architettura!! Quante fonti qualificate a giudicare progetti!! Naturalmente senza conoscerli (chi può analizzare un progetto senza avere gli strumenti tecnici e culturali necessari?).
    Bene, di fronte a cotante qualificate stroncature (“orrore”, “obbrobrio”, “scatola”), mi cimento anch’io in una improbabile recensione: A ME PIACE anche tanto. Credo che sia perfetto per quel posto. Che è cento volte meglio di quello esistente e di quello demolito negli anni ’50 (andate a vedere le vecchie foto: un banalissimo corpo con una posticcia scala metallica bene in vista). Credo che si sposa perfettamente con il contesto storico perché con la sua essenzialità non prevarica le antiche architetture presenti. Citatemi un solo caso (che possa essere preso ad esempio) di nuovo fabbricato in ambiente storico che sia stato “ambientato” e non moderno.
    Comunque il progetto bisognerebbe vederlo nelle varie sfaccettature ed io, che ho assistito alla sua presentazione nella sala delle capriate, per quanto ho potuto capire (tetto giardino, altezza ridotta, ingresso e servizi dal lato Madonna della Catena), lo giudico molto soddisfacente.
    E poi che c’entrano i pannelli fotovoltaici? In un teatro? Quasi sempre chiuso di giorno e comunque a basso consumo energetico? Sarebbero incompatibili con il tetto-giardino e, in ogni caso, servirebbero solo a produrre energia per il comune; ma allora perché metterli proprio su un tetto ai piedi del castello? Il comune potrebbe installarli ovunque anche su terreni comunali (come ha già fatto in c/da Santa Lucia).
    A Luigi e Francesca Cicero vorrei chiedere gli estremi dell’ordinanza sindacale che vieta il fotovoltaico nel centro storico. A parte il fatto che il nuovo sindaco potrebbe revocarla con un atto semplice semplice, a me risulta personalmente un’altra storia: a me è stato solo richiesto di munirmi dell’approvazione della Soprintendenza che è l’unica competente a valutarne l’impatto ambientale in dipendenza del luogo, della visibilità nel paesaggio, del posizionamento su tetto o su terrazzo circondato da muretto (come nel municipio-vedi foto pubblicate), ecc. sia per il centro storico che per qualsiasi altro punto del territorio comunale.
    Ma poi, finiamola con questo fotovoltaico ad ogni costo anche nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico!! Si sta commettendo lo stesso identico errore delle pale eoliche che prima sono state richieste a gran voce dagli ambientalisti e, solo dopo averle viste installate, sono state relegate tra le tecnologie NON ecosostenibile da utilizzare solo nelle aree desertiche (o quasi) o senza pregio paesaggistico. Ma ve lo immaginate il nostro paese ricoperto di pannelli fotovoltaici? Un vero gioiello di salvaguardia ed ecosostenibilità!!

    • Pino ha detto:

      era evidente che a qualcuno dovesse piacere, del resto anche la “casa comunale” a qualcuno è piaciuta!…Mi sta bene che si punti sull’essenzialità, ma chi lo ha detto che l’essenzialità deve essre A FORMA DI CASERMA?! Che sia meglio di quello esistente, non penso proprio sia una grande vittoria, certamente non è una vittoria da 3 milioni di euro! Mi piacerebbe sentire cosa pensa in tema di “ristrutturazioni” il proprietario della casa a fianco del cine-teatro (negozio creta arredamenti); se anche a lui,per “non prevaricare le antiche architetture presenti” era stato proposto di realizzare una caserma e se è stato lui, a questo punto me lo chiedo, ad imporsi per ottenere un rilsultato a mio avviso (ma credo solo non mio) di GUSTO.

    • Luigi ha detto:

      avevo scritto che non avrei più commentato l’argomento ma tu mi porti a nozze caro amico “scarafaggio Ypsigrota” 🙂

      partiamo dal fatto che a norma delle Leggi 71/78 e 70/76 gli unici interventi previsti in zona A sono quelli di restauro e risanamento conservativo…. per la spiegazione di cosa voglia dire ti rimando poco sopra.
      E’ vero che questo progetto è stato approvato in variante allo strumento urbanistico ma poteva essere approvato in variante ai dettami di due leggi regionali??
      mi parli della bellezza dell’essenzialità e di tetto giardino ma tu sai che caratteri sono questi???? sono 2 dei caratteri del Bauhaus (scuola di architettura, arte e design della Germania che operò a Weimar dal 1919 al 1925). Mi spieghi adesso che c’entra il movimento razionalista tedesco con il nostro centro storico e la nostra area castellana??? mi fai un esempio di un edificio regolarmente costruito a Castelbuono che abbia il tetto giardino??? e in centro storico??? la soprintendenza a te o me privato l’approverebbe per casa tua/mia????
      per quanto riguarda la questione del fotovoltaico la mia era una provocazione infatti ho denunciato il fatto che la passata amministrazione di concerto con la soprintendenza che gestisce il vincolo paesaggistico, dopo aver (giustamente) negato l’installazione di pannelli fotovoltaici nel centro storico, li ha fatti installare sulla copertura del municipio.
      prima di parlare d’Architettura bisogna conoscerla e soprattutto conoscere le leggi nazionali e regionali che regolano la materia…

      • scarafaggio ypsigrota ha detto:

        Quindi secondo te, caro architetto Luigi, ci sarebbe una legge che impone (o indirizza) di costruire in stile medievale in ambito medievale (a proposito di medievale a piazza castello è rimasto ben poco o nulla, di visibile), in stile ‘500 in ambito rinascimentale, in stile roccocò in ambito barocco, ecc. ecc.? Questa non la sapevo. Vorrà dire che il 100% dei nuovi fabbricati italiani in centro storico sono abusivi!!
        Ma che c’entra? Tu confondi gli interventi su fabbricati STORICI ESISTENTI con le nuove costruzioni e qui non si tratta di recuperare un bene monumentale o comunque di pregio (vedi casa Spoleti accanto), che non potrebbe essere demolito e ricostruito. Qui bisogna pensare che al posto delle Fontanelle c’è il vuoto al momento occupato solamente della memoria storica dell’antico teatro comunale.
        Io non sono un esperto ma penso che il riproporre finte ambientazioni o quinte scenografiche, oltre a costituire un falso storico, è segno di oscurantismo culturale: per mancanza di coraggio (o di idee) si guarda al rassicurante e popolaresco passato e mai alla sperimentazione contemporanea che quadra il futuro. Meglio una facciata di acciaio e vetro che un finto antico.
        Infine bisogna sempre tenere presente che un’opera pubblica non è la casa privata, tanto è vero che la legge consente delle deroghe proprio per la pubblica utilità. Un teatro … poi! Non può essere certo
        paragonato ad una casetta qualsiasi.
        Per L’architetto Luigi: non mi hai ancora citato un esempio di buona architettura in ambito storico. Ti consiglio di non cercare nelle grandi città europee: Non ce ne sono.

        • Luigi ha detto:

          magari fossi architetto…purtroppo i miei genitori non avevano la possibilità di farmi laureare, ma se li avessero avuti di certo non avrei mai progettato un simil casermone!

          io non confondo e mi riferisco agli interventi su TUTTI gli edifici esistenti in CENTRO STORICO e il teatro le fontanelle è un edificio esistente.
          Inoltre la casa spoleti non è un bene monumentale.
          Non si parla di fare un falso storico ma di proporre una tipologia costruttiva che appartiene alla nostra realtà e non un esempio di architettura lontanissimo dal nostro.

          • Luigi ha detto:

            bella o no esiste la tipologia costruttiva madonita con tetti a falde anzichè giardini, finiestre con persiane o scuri anzichè enormi pareti vetrate, etc… Proporre tale tipologia, soprattutto in centro storico non vuol dire fare un falso storico o essere privo di idee ma rispettare l’ambientazione in cui si inserisce un nuovo fabbricato o si recupera uno vecchio. Le acrobazie architettoniche facciamole, ma lontano dal castello….

    • vincenzo ha detto:

      Sul fotovoltaico ti consiglierei di farti un viaggio in Trentino, Se il nuovo Municipio e il nuovo Teatro a gente qualificata come te piace niente di male, e se alla stragrande maggioranza di gente non qualificata (ma anche qualificata) non piace niente di male i gusti per fortuna son gusti.

      • Luigi ha detto:

        non si tratta di gusti!! il problema è molto più semplice: o le cose le possono fare tutti o nessuno!
        perchè a me è stato detto che a casa mia non potevo mettere i pannelli solari perchè in centro storico e l’amministrazione li ha messi sul municipio che è pure in centro storico??????? io che sono figlio del Dio Minore???? o è stata l’amministrazione ad essere scorretta????? lei per prima (amministrazione) non avrebbe dovuto dare l’esempio???????

    • Francesca Cicero ha detto:

      Ciao Scarafaggio, io non conosco gli estremi, Mario Cicero lo ha detto, in un comizio, nell’ultima campagna elettorale! C’è una querelle annosa anche con Lorenzo Palumbo che, voleva installarli, ma non ha potuto, proprio per questa ordinanza

  13. Francesca Cicero ha detto:

    L’ordinanza c’era, ed era del Sindaco Cicero, lo conferma Daniele Di Vuono nel suo ultimo post! Ricordavo bene

  14. scarafaggio ypsigrota ha detto:

    L’ORDINANZA NON C’E’. Fonte Ufficio Tecnico Comunale. Per chi non ha seguito le puntate precedenti, parliamo di una fantomatica ordinanza sindacale che, secondo molti commentatori, avrebbe vietato l’installazione di pannelli fotovoltaici all’interno del centro storico di Castelbuono.
    Permettetemi di fare un’esternazione. I blog sono uno strumento straordinario di comunicazione che consente e favorisce lo scambio di opinioni su argomenti più disparati e quasi sempre tra non addetti ai lavori. Ma sono solo chiacchiere. Niente di più che chiacchiere da bar. Anzi direi di meno, perché in troppi scrivono le più grandi cazzate nascondendosi dietro cappucci-pseudonimi (come me). Spesso però, come nel caso di Castelbuono-live e Castelbuono.org, assurgono al rango di organi d’informazione e molti commentatori si sentono giornalisti che danno notizie senza però conoscere i fatti ma solo PER SENTITO DIRE. Infatti, a chi ha chiesto conferma dell’esistenza di un documento ufficiale, tanti hanno risposto, convinti, che lo aveva detto Daniele a cui lo aveva detto Carmelo (evidentemente ritenuto la massima autorità al di sopra di ogni sospetto di faziosità).
    Concludo l’esternazione con un appello: non scrivete mai quanto sentite dire (specialmente dai politici!!). Magari, se proprio non resistete, ditelo a vostra volta. Ma non scrivetelo dove può essere letto da centinaia di persone. Passa un messaggio che può avere effetti devastanti perché la nostra comunità non ha bisogno di polemiche basate su pettegolezzi, ma solo di intelligenze e di idee, anche politicamente distanti tra loro.
    Mi sono documentato e le cose, in realtà, stanno così: nessuna ordinanza sindacale. Solo un parere (non vincolante) della Commissione Edilizia che ha ritenuto gli impianti fotovoltaici non omogenei ai caratteri storico-paesaggistici del centro storico. Fermo restando la competenza della Soprintendenza nel valutare l’impatto ambientale di qualsivoglia opera esterna anche fuori da centro storico. Quindi solo una dichiarazione di principio (che condiviso pienamente) da un organo talmente superfluo che è stato recentemente soppresso. Se non si sono, fino ad oggi, installati pannelli fotovoltaici sui tetti a falda (sulle tegole) del centro storico è solo perché (per fortuna) la Soprintendenza è orientata a non approvarli e non perché c’è una norma comunale che li vieta. Le eccezioni per gli edifici PUBBLICI (le scuole, il mattatoio, il municipio, ecc. non sono del sindaco ma di tutti noi) non sono comunque automatiche e scontate ma dipendono dagli accorgimenti adottati per minimizzarne l’impatto.
    Punto

    • Detto ciò! allora avevo ragione quando dicevo, che era la sovrintendenza a non dare pare positivo all’installazione dei pannelli fotovoltaici? In ogni caso devo dissentire sul fatto che non si può essere liberi di scrivere nei blog notizie “per sentito dire” basta citare le fonti, o quanto meno sostenere che le notizie sono tali fino a prova contraria! Tu hai fatto bene a precisare, ma di fatti per questo esistono le rettifiche! I per quanto mi riguarda il più delle volte scrivo di cose certe, e quando lascio intendere lo faccio col senno di poi! Non ci vedo nulla di così allarmante, considerato che lo fanno tutti i giornali che escono in edicola ogni giorno! Inoltre, io che credibilità posso avere! Si sa che su internet va preso tutto con le pinze! Non per questo credo che ci dobbiamo esimere di esprimere le nostre opinioni. A mio avviso l’importante è non ledere o portare danno a persona alcuna, su ambiti personali! Poi l’hai detto pure tu! Sono solo chiacchiere!

    • Luigi ha detto:

      La commissione edilizia, recentemente soppressa da una legge regionale (per fortuna), era composta dal sindaco che la presiedeva, dal dirigente dell’ufficio urbanistica e da membri nominati dal Sindaco ai sensi dell’art. 13 legge reg. n. 7/1992, come modificato dall’art. 41 legge reg. n. 26/1993.
      Il sindaco non c’entrava nulla quindi con la volontà di non installare i pannelli in centro storico??
      E’ verissimo che la commissione aveva un parere consultivo e non vincolante ma non ho mai visto a Castelbuono e fuori Castelbuono un dirigente approvare un intervento bocciato dalla commissione edilizia.

      e poi scusa “scarafaggio” quali accorgimenti sono stati adottati secondo te sul municipio dal progettista incaricato SEMPRE DAL SINDACO?
      io vedo solo silicio nelle foto

  15. Nicola ha detto:

    Nel merito (Accordo di programma per l’ ex Cine-Teatro “Le Fontanelle”), rimando ad un mio intervento sul sito:

    http://www.lapiazza-oce.org

    e segnalo il sito:

    http://www.paa-teorico.eu

  16. Nicola ha detto:

    I miei più vivi complimenti al nuovo sito:

    http://www.castelbuonolive.com

    Impostazione e grafica, splendide. Bravi e buon lavoro.

    Cordialiter,
    nicola piro

  17. non importa, nulla importa ha detto:

    Luigi scrive “mi parli della bellezza dell’essenzialità e di tetto giardino ma tu sai che caratteri sono questi???? sono 2 dei caratteri del Bauhaus (scuola di architettura, arte e design della Germania che operò a Weimar dal 1919 al 1925)”

    Mi staiu sintinnu mali… è sempre fondamentale affermare un concetto solo quando se ne ha l’autorità cioè la competenza. Il rischio è quello di creare mostri falsando idee e storie di uomini da cui si dovrebbe imparare davvero piuttosto che citare solo per dimostrar cultura o chissà cosa! si finisce facilmente con il convincere altra gente della bontà delle proprie lectio causando il simpatico effetto domino che ci porta a definire l’attuale casa comunale “fascista” o “troppo moderna” senza sapere nè cos’è fascista nè cos’è moderno. L’immensa polemica scatenata, così come il perenne stato di dissesto dell’Architettura in Sicilia, sono il risultato di una profonda ignoranza artistica di questa terra… Giulio Carlo Argan apriva i suoi libri di testo affermando l’importanza della conoscenza della storia dell’arte del proprio paese ed è emblematico il fatto che, almeno qui a castelbuono, questi libri non vengono più studiati. Evidentemente non c’importa della nostra storia tanto che siamo così preoccupati a proteggere ogni mattone trovato da dimenticare di posarne di nuovi e il più recente porta la data del completamento della casa comunale, non sarà espressione di modernità o avanguardia, non sarà un capolavoro di tecnica costruttiva avanzata, non sarà architettura con la A maiuscola ma è un segno del nostro presente, genuino e quanto mai rappresentativo del sentire Castelbuonese. Noi siamo questo! Consapevoli o meno rappresenta la cultura di questa collettività e se non piace allora vuol dire che questa collettività non ha poi chissà quale grande cultura. D’altronde basta guardare le case degli uomini.. solo le case svelano la persona.. esse sono il luogo dello spirito.. concludendo ci ricolleghiamo all’apertura.. se in italia non abbiamo mai capito il tetto giardino perchè “non ci apparteneva” allora non chiediamoci per quale strano motivo la germania o la francia di Le Corbusier (proprio lui, quello strano con gli occhialoni tondi, ed il suo tetto giardino con la scuola di Dessau citata da Luigi non hanno nulla da spartire) progettano e realizzano spazi per l’uomo nell’ambiente ad un livello per noi inconcepibile.

    Ma si tratta, sempre e comunque, di parole nel vuoto…

    • Luigi il grillo ha detto:

      aspè ca chiamamu u dutturi

      non importa nulla importa scrive: . Noi siamo questo! Consapevoli o meno rappresenta la cultura di questa collettività e se non piace allora vuol dire che questa collettività non ha poi chissà quale grande cultura.

      quell’edificio rappresenta solo la cultura di chi l’ha commissionato e di chi l’ha progettato e realizzato mio caro! vorrà dire che loro non hanno poi grande cultura!!!!
      Citi Le Corbusieur come grande maestro, ebbene sicuramente lo è stato ma moltissime sue opere quali l’unità di abitazione di Marsiglia (per citarne una tra le più famose) non sono mai state abitate ed utilizzate, sono studi pregevoli di architettura che non possono avere applicazione, noi invece abbiamo bisogno di edifici belli e funzionali!
      Noto che ti brucia qualcosa, sarai mica il progettista di uno dei due escrementi architettonici in questione??

  18. non importa, nulla importa ha detto:

    Effettivamente devo scusarmi per aver dimenticato una premessa fondamentale… Sia la casa comunale che il nuovo teatro di cui ho visto il progetto al tempo della presentazione sono per me lontanissimi dal’idea di Progetto di Architettura. Mi brucia necessariamente qualcosa in quanto si parla di interventi nella città quindi siamo tutti chiamati in causa anche aposteriormente nel presente caso. Io inoltre starei ben attento a moderare i toni… poichè un progetto di architettura si può valutare nel suo complesso solo con la fruizione diretta e direi che manca una delle due verifiche per la casa comunale (a meno che lei, carissimo luigi, non ne frequenti quotidianamente l’atrio ancora chiuso) e entrambe per il teatro di cui solo pochi hanno visto velocemente alcuni disegni preliminari. L’escremento prima dev’esser fatto per poterne sentire l’olezzo! Se, con analisi precise sugli impiegati, si potrà affermare che la casa comunale non è funzionale allora mi troverà d’accordo ma fino ad allora non possiamo escludere la perfetta utilità di ufficio. Riguardo la cultura non potrà fare a meno di notare che la casa comunale è come una qualunque residenza privata paesana di nuova costruzione portata alla grande scala (ne ha perfino gli stessi infissi) per cui non le sarà difficile ricondurne i caratteri a quanto normalmente siamo portati a richiedere all’architetto/geometra cui il castelbuonese comune si affida per la propria sontuosa dimora (l’apprezzamento delle proprie case e non della casa comunale è da rintracciare nell’immaginario collettivo in quanto si pensa che la sede dell’istituzione debba essere portatrice di simboli-a mio parere ovviamente- dunque non è incredibile pensare che se il progetto avesse previsto una facciata composta e imponente in pietra a vista stile interno di un qualunque ristorante -cosa che fa molto country- allora si sarebbe levato un grido di giubilo per la grande opera in pieno stile antico) in ogni caso la questione è complessa e spinosa ed esiste una ricchissima bibliografia sul tema ma per capire la differenza tra noi e la civilità basterebbe guardare il Bundestag di Berlino con la sua cupola oppure guardare attentamente l’intervento di Carlo Scarpa a Palazzo Steri (Palermo) dove, molto più sottilmente, con grande cultura come solo ai geni italiani è possibile, si vedrà cosa vuol dire intervento del moderno nell’antico. Solo con il confronto si cresce e si comprende la differenza tra i veri escrementi, la comune edilizia e l’Architettura. Lei, carissimo, mi invita a nozze confermando l’assioma dell’autorità nel dialogo! L’unitè di Marsiglia rappresenta una vetta incredibile per l’opera Moderna infatti, basta ascoltare le interviste ai residenti facilmente reperibili su youtube, chi ha la fortuna di vivere in quel capolavoro afferma continuamente l’ottima qualità della vita, la bellezza e funzionalità degli alloggi nonchè la correttezza di tutte le visioni del grande Corbu. Altro che mai abitata! (proprio qualche mese fa un cortocircuito in un alloggio aveva causato danni alla facciata appena restaurata, la notizia fece il giro del mondo quasi come se si fosse incendiata un’ala dei palazzi vaticani) a distanza si mezzo secolo dal suo completamento presenta caratteristiche uniche per la qualità della vita dell’uomo contemporaneo.. ma non è questa la sede per un discorso del genere.

    • scarafaggio ypsigrota ha detto:

      Evidentemente Luigi il grillo ama lo stile pizzeria-agriturismo o, peggio, quello “accostabile al medievale” (cosa è rimasto di edifici medievali a Castelbuono – oltre che parte della Matrice Vecchia – vorrei proprio saperlo).

  19. Gioacchino Cannizzaro ha detto:

    Il problema del Municipio non è l’accostamento del nuovo con l’antico, (che io in quel caso non avrei mai fatto, ma che, proprio volendo, ci poteva stare pure) ma è che, a detta di tutti o quasi, è proprio brutto … riguardo alle Fontanelle non saprei, le foto pubblicate non bastano, occorrerebbe vedere meglio gli elaborati. Speriamo bene …

  20. MAZZOLA CARMELO ha detto:

    Ho seguito con attenzione il dibattito sull’utilizzo dei pannelli solari all’interno del centro storico ed ho notato che vi è,sull’argomento,grande confusione dovuta alla non conoscenza degli atti.In seguito alla sentenza del TAR,a cui si erano rivolti i concittadini Santino Cusimano e Lorenzo Palumbo,il Consiglio Comunale,sentiti l’Ufficio e la Commissione Edilizia,ha deciso con la delibera n.22 del 27/03/2007,votata all’unanimità con una sola astensione sul metodo e non sul merito,di non consentire l’installazione dei pannelli solari sulle case del certro storico per motivi di impatto ambientale,fin quando non vi saranno tecnologie,forse già oggi esistenti,che evitino tale impatto.Tempo fa ho fornito tale delibera a’Il Grillo Catelbuonese’e la si può trovare su un link cliccando’ENERGIE RINNOVABILI A CASTELBUONO PER TUTTI’.Non c’entrano,quindi,nè la Soprintendenza,nè la commissione edilizia,nè l’ordinanza del Sindaco.A Scarafagio Ypsigrota consiglio maggiore cautela nelle sue affermazioni.Non sono sicuramente(me ne guarderei bene)la massima autorità ma Uno che conosce gli atti,sì.Il dibattito e il confronto tra idee diverse restano comunque momenti alti della vita democratica di un paese.

  21. Per comodità vi riporto il link (http://ilgrillocastelbuonese.blogspot.it/2012/07/energie-rinnovabili-castelbuono-per.html) che citava il Signor Carmelo Mazzola. Il quale gentilmente mi ha fornito la delibera che potete trovare invece direttamente a questo link: http://it.calameo.com/read/0014646588b11130e0d72

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