A Castelbuono ci sarà ancora lo spazio per “fare teatro”? La riflessione di Pietro Carollo

7 Commenti

  1. Ncolo Piro ha detto:

    Più teatro di quello che viene offerto dalla (mala)politica?

  2. Massimo Genchi ha detto:

    Pietro, un teatro senza sipario, senza boccascena, senza quinte, senza palco, senza camerini, senza sedie, senza niente è un fondaco è un luogo di transito, bivacco e di avvinazzamento per carrettieri.

    • Lorenzo Palumbo ha detto:

      Il teatro, nella sua autentica configurazione, non nella versione polifunzionalcentrica, potrebbe costituire un punto di partenza per cambiare la visione della città e una nuova prospettiva di crescita culturale ed economica. Castelbuono potrebbe diventare la capitale culturale delle Madonie e cooperare con propri apporti alle iniziative dei capoluoghi siciliani. E questo già sarebbe un bel traguardo. Ma si può fare di più. Se si mettesse in rete il mondo delle associazioni con il tessuto imprenditoriale e i circuiti del turismo culturale, Castelbuono potrebbe fare da polo di riferimento per iniziative a livello internazionale come Taormina o Spoleto. Oggi di questo e di tanto altro se ne può parlare, ma è necessario un nuovo inizio, nuove energie, altre risorse.

  3. U RE nudi è ha detto:

    Ormai carnevale non è solo il veglione è chi ci va dietro. E siccome c’è crisi con una striscia ne accontenta tanti.

  4. Qualunquista ha detto:

    Grande Pietro, Sante parole

  5. Francesca Cicero ha detto:

    Un pensiero intelligente e delicato, scritto con competenza e passione. Tutte cose che mancano a chi domani, presenterà il progetto di uno stanzone. Per “costruire” cultura, bisogna averla vissuta la Cultura.

  6. Mimma Minutella ha detto:

    Ma il parere della stragrande maggioranza dei cittadini che vogliono il vero teatro non conta niente? No ad uno spazio amorfo buono solo per bivaccare

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