A partire da domenica 10 giugno sarà attiva l’app “My Cicero”

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4 Commenti

  1. Non ci resta che piangere ha detto:

    Booom, quanti paroloni.
    Soluzione interessante e moderna, certo. Ma Castelbuono ha altre priorità: lavoro ed emergenza sociale, quest’ultima conseguenza della mancanza del primo.
    Eppure basterebbe poco per far ripartire l’economia, basata a Castelbuono da sempre sull’edilizia e solo recentemente sulla ristorazione.
    Un solo esempio: se si facesse con la massima urgenza l’ampliamento del cimitero, tante Congregazioni potrebbero iniziare i lavori delle nuove sepolture. Tanti operai al lavoro, artigiani del ferro e del marmo.
    I ragazzi, lavorando, avrebbero meno grilli per la testa ed i ristoranti sarebbero pieni anche di paesani che potrebbero finalmente permettersi una cena fuori.
    Ma l’amministrazione ha altre priorità: consoli referenti e la partecipazione del sindaco alla festa della repubblica popolare del Vietnam. Oppure raccattare qualche spicciolo dai parcheggi utilizzando una app che ha il suo stesso nome per mania di protagonismo.
    Non abbiamo speranze… Non ci resta che piangere

  2. Salvatore ha detto:

    Ma infatti perché proprio My cicero?
    È un suo brevetto?

  3. Archimede ha detto:

    No, non è un suo brevetto, ci mancherebbe ah, ah, ah!
    My cicero sta per Cicerone, cioè guida.
    Ci sono decine di altre app come https://m.easyparkitalia.it che assolvono allo stesso compito, naturalmente ha scelto questa per la sua smania di protagonismo.
    Certamente tutti i suoi fans saranno ben lieti di utilizzarla, specie quelli innamorati di lui e sono tanti. Mi auguro che vengano mantenute anche le vecchie schede parcheggio, certamente preferite dagli oppositori piuttosto che una app con quel nome.

  4. app_endila ha detto:

    E’ un fatto di priorità…qualcuno può pensare che la priorità debba essere realizzare nuovi posteggi (in tanti anni non si è visto nessun impegno in tal senso), invece a quanto pare è avere un’app per pagare la sosta!
    A castelbuno con la comunicazione sono riusciti ad infondere la convinzione che di turismo, di feste e manifestazoni si potesse vivere; certamente l’attuale sindaco può vantare di essere uno dei primi fautori di questa azione di convincimento. Purtoppo nella sostanza, vediamo inerti molti giovani andare via e molti altri vivere da inoccupati trastullandosi fra alcolici e altro.
    Credo che se, piuttosto che investire i pochi soldi disponibili in “festicciole”, si puntasse sull’artigianatosi, sull’agricoltura biologica, sull’allevamento biologico etc il ritorno che se ne avrebbe in termini di occupazione sarebbe sensibilmente maggiore. Ed anch’io credo che a benificiarne di ritorno sarebbero anche e soprattutto le attività commerciale.
    A mio parere (per un fatto di priorità) a Castelbuono, prima di spendere un solo euro in attività secondarie, si dovrebbe pensare a risolvere il problema di via ten. Forti.

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