Asini netturbini di Castelbuono, da 4 mesi senza stipendio i lavoratori delle 3 cooperative

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11 Commenti

  1. Sandro Morici ha detto:

    Fino a qualche anno fa l’operatore ecologico (pur chiamato volgarmente “spazzìnu”) era l’impiegato comunale per antonomasia. Ora c’è di mezzo l’ATO, il Comune, la cooperativa, il commissario, la differenziata, le redini dell’asinello, il sorriso al giornalista di turno e…chi più ne ha, più ne metta. Manca solo la giusta paga…

  2. antonio ha detto:

    ci sta di mezzo pure il cittadino, magari non più residente, che per mantere il baraccone, il circo e gli asini, viene vessato di tasse per le proprietà che ha in paese.
    con un servizio dal costo triplicato.
    e 20 giorni di villeggiatura con la raccolta a singhiozzo.
    se si deve fare assistenza a soggetti svantaggiati non è questa la maniera

    • Giuseppe ha detto:

      La raccolta con gli asini, non ha comportato risparmi, anzi. È solo una forma di assistenzialismo che non può gravare sulle tasche di tutti i cittadini, specie su quelli che si trovano in condizioni economiche peggiori di quelli assistiti dalle cooperative: almeno loro un lavoro, se pur minimo, ce l’hanno. Va bene allora l’assistenzialismo, ma solo se il comune se lo può permettere. Se non ha le risorse finanziarie per farlo, quindi se non se lo può permettere, non è onesto farlo pagare a tutti indistintamente alzando a dismisura il costo della raccolta dei R.S.U. Non ce lo possiamo più permettere. Gli ATO sono stato un fallimento. Sono solo dei carrozzoni inutili e costosi. Quando i rifiuti erano gestiti dai comuni costavano molto meno

      • antonio ha detto:

        l’equivoco PESANTE sta nel fatto che l’assistenza, il welfare o come lo si voglia chiamare NON POSSONO passare tramite il servizio pubblico reso al cittadino.
        Il TASSA E SPENDI, mettiamo 2 a fare il lavoro che prima faceva 1, anzi mettiamone 4…è un vecchio strumento di un modo distorto di politica (soprattutto di sinistra, ma non solo)
        l risultato è che i costi sono ESPLOSI, il servizio è PESSIMO
        unici contenti, i soggetti svantaggiati che lavorano nelle cooperative che uno stipendio di quello se lo sarebbero sognato da altre parti.
        ma chi paga?
        e quelli che hanno perso il lavoro, che sono dovuti emigrare, che hanno dovuto lasciare il natio borgo, che stentano con la pensione …
        un buon welfare è omogeneo tra tutti i cittadini
        altrimenti paradossalemente crea disuguaglianza

  3. elettore castelbuonese ha detto:

    E pensare che fino a poco tempo fa qualcuno riusciva a campare di rendita ,per questa grandiosa invenzione ,ma c’è sempre in qualsiasi cosa il rovescio della medaglia, i castelbuonesi devono pagare, pagare, pagare ,pagare ,e continueremo a pagare i DANNI che altri hanno creato.

    • Francesca ha detto:

      E magari l’inventore dello scecco è pronto a ricandidarsi.
      E magari troverebbe pure qualcuno disposto a votarlo.
      E magari acchiana di nuovo.
      Ricordiamo a tutti i danni che ha procurato
      E ricordiamo il dato che è emerso la volta scorsa: gli elettori che non lo vogliono sono il doppio di quelli che lo vogliono.

  4. Antonio2 ha detto:

    Chiudete l’ATO! E da mesi che viene prorogata la sua liquidazione e chiusura.

  5. Ultimo ha detto:

    Finalmente arrivo a mula o funnacu o megli a scecca ora fare l’operatore ecologico è un lusso altro che spazzini comunali qui ci sono ben tre cooperative in fondo Roma non è mai stata così lontana

  6. Guy Fawkes ha detto:

    Domani scade l’ennesima Ordinanza 20/Rif! Di certo ahinoi ce ne sarà un’altra ancora! Gli ATO in liquidazione continueranno a gestire, a mistificare e a tenere sotto scacco (per non dire altro) i lavori delle cooperative.

    L’amministrazione pur avendo approvato il nuovo piano A.R.O. con le modifiche illusorie delle opposizione chissà quando riprenderanno in mano la gestione.

    Il lavoratori chissà quando vedranno i loro soldi e chissà quali garanzie avranno di lavorare in futuro (nonostante le modifiche “illusorie” apportate. Poiché gli unici che sono garantiti in base alla legge 9/2010 sono coloro che provengono dall’ATO).

    Dulcis in fundo, da giorno 16 scattano gli aumenti fino al 25% percento per i costi di conferimento per quei comuni che non portano la differenziata oltre il 65%

    Buon 2016!!!

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