Bilancio consuntivo per il Gal Madonie, oggi il voto in Assemblea. Molti dubbi sulle voci di spesa e sui crediti. Occorre più trasparenza per uno strumento leggibile solo dagli addetti ai lavori

12 Commenti

  1. utente ha detto:

    chiudiamo questi carrozzoni inutili, buoni solo a sperperare i soldi dei cittadini e dar lavoro a chi vive di politica!

  2. Ultimo ha detto:

    Il sindaco Pino di Martino è un idolo per il resto ci dovrebbe pensare la magistratura, ma sai come si dice, anche li ci sono amici degli amici favori, ecc… E niente va avanti 165.000 euro e chi sù. Mi pari u Paisi di balocchi e dopo pinocchio e lucignolo si trasformano in somari

  3. maîtres à penser ha detto:

    Questo schifo può esistere solo in Italia, ma dove poi diventa rigoglioso è nel sud, con la Sicilia in testa. Noi siamo ultimi in tutte le classifiche ma in queste situazioni brilliamo di luce nostra, siamo primi con grande distacco. In contesti del genere, si sa, si celebra il consociativismo più spinto, dove tutte le parti politiche sono d’accordo su ogni cosa, al fine di dividersi cariche e prebende per sé e per tutti quelli senza arte né parte che ricadono sotto la loro egida.
    E di tanto in tanto qualche briciolina nelle forme, sia chiaro, più pulite, per iniziative coerenti con le finalità statutarie degli uni e degli altri, viene elargita – per puro spirito mecenatesco, si capisce – anche ai maîtres, soprattutto quelli à penser.

  4. Giuseppe ha detto:

    La magistratura dov’è? I presupposti per una indagine ci sono tutti.
    Come è possibile che delle misure incentivanti ne abbiano goduto solo personaggi politici e non i semplici cittadini? E come se nei requisiti richiesti dai bandi ci fosse pure quello di possedere una tessera di partito! Che schifo!

  5. Don Fabrizio ha detto:

    Perchè falliscono tutti i progetti di sviluppo delle madonie ?

    Tutti i soldi spesi in progetti di sviluppo hanno portato risultati? La risposta è conosciuta da tutti: NO!

    Le motivazioni sono tante, ma è il momento di fare proposte che contribuiscano a superarle. La complessità delle procedure, la limitatezza dei fondi, la “superficialità” dei responsabili, la limitata capacità progettuale dei territori e tante altre motivazioni possono essere prese in considerazione per spiegare questo flop. Le iniziative di sviluppo locale sono state contraddistinte da decine di sigle, PIT, GAL, PIST, Distretti Tecnologici e varie, a volte incomprensibili. Ognuna di loro ha una motivazione del fallimento che la caratterizza. Naturalmente non tutte le iniziative sono un completo fallimento ma, certamente, nessuna ha traguardato i risultati attesi con un accettabile rapporto tra investimento e crescita economica.

    Dal mio punto di vista le motivazioni comuni a tutti gli insuccessi sono due:

    approccio al finanziamento pubblico;
    scarsa attenzione alle competenze delle persone.
    Il primo punto deriva dalla evidenza che le iniziative sono sempre nate in relazione ad una opportunità di finanziamento pubblico e all’ottenimento di esso sono state sostanzialmente finalizzate. E’ ovvio che l’investimento pubblico può essere utile ad innescare processi di sviluppo locale, ma la realtà è che finisce per deformare la mentalità di operatori economici e politici dei territori che si preoccupano più di distribuire queste risorse che di crearle dal basso attraverso la valorizzazione delle realtà economiche esistenti e di quelle che spontaneamente, grazie alle idee ed allo volontà soprattutto dei giovani, si potrebbero creare.

    Il secondo fattore critico di insuccesso è la mancanza delle competenze di chi nei territori dovrebbe essere attore di sviluppo e per i loro interessi personali e familiari.
    Un esempio per tutti , ripreso ampiamente dell’articolo, Mario Cicero, presidente del distretto turistico ancora non legittimato, eletto come nell’antica fiera di mezzanotte, non parla neanche in inglese, ma promuove fiere del turismo e dolcetti tipici in giro in europa!!!!! Triste ma vero.

    Si possono fare ottimi progetti di internazionalizzazione dei borghi rurali, ma se poi gli operatori delle imprese non parlano inglese a che serve? Se si producono solo 1000 litri all’anno di un fantastico olio, come si pensa di entrare nella grande distribuzione? Se si vuole esportare un prodotto, ad esempio, in Inghilterra come farlo se non si sa cosa sia la BRC? Se si vuole fare un consorzio locale o una rete d’imprese, come si spera di avere successo se non si fa un lavoro sulla capacità di lavorare in gruppo? Se si danno responsabilità a persone che non riescono ad aggregare intorno a sé, come potranno mai riuscirci senza un percorso di leadership? Come sviluppare le imprese di un territorio senza le necessarie competenze informatiche e di web marketing?

  6. ANTO ha detto:

    BASTA VEDERE QUALI PROGETTI SONO STATI FINANZIATI. A CASTELBUONO UN BAR, RIENTRA NEL PROGETTO. E PENSARE CHE CHISSA’ QUANTI GIOVANI VORREBBERO FINANZIATO IL BAR.

    • Sora Cesira ha detto:

      Ma secondo voi l’uomo dei territori ha lavorato e lavora per la collettività o per la sua sacchetta?

    • Giuseppe ha detto:

      A Castelbuono, come in altri centri, non è stato finanziato nessun bar, ma solo dei laboratori artigianali.
      Se poi il laboratorio viene utilizzato come bar, è un discorso diverso. Intanto ognuno fa quello che gli pare

  7. Robin ha detto:

    Nessun bar ma solo laboratori artigianali????? Cosa leggono i mie occhi. Bisogna ristabilire la legalità. Mie prodi come può accadere tutto ciò. Ribelliamoci e investiamo ogni pari delle proprie responsabilità. Perché gli sceriffi di Nottingham non intervengono. Perché tutto tace se è lesa la legge? ?

  8. Cavallacci ha detto:

    Qualcuno avissi a tastari u tavulazzi

  9. osservatore ha detto:

    Chiacchiere sfoghi di giornalisti controcorrente tutto e a posto voi pensate che siano fessi ….che fanno un bilancio attaccabile ….purtroppo la politica convive e si nutre di questi “carrozzoni “forse sarebbe l’ora che tutti ci svegliassimo a chiedere conto e capire dove ci hanno portato questi strateghi del futuro .Le Madonie insieme a Cefalu ,Termini per le montagne il mare il cibo ,la gente ,..potrebbero essere un” petit paradaise”dell’Europa incominciamo a chiedere lumi di trasparenza publici ,nelle piazze che vengano a rendicontare il loro operato abbiano la capacita di mettersi di lato se incapaci.Provate a valutare l’eta media di questi guerrieri dello sviluppo …un picciuotti un c’e Svegliamoci!!!!!!! buon futuro

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