CambiAMO Castelbuono, presentazione del candidato sindaco Maiorana | VIDEO

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17 Commenti

  1. lian! ha detto:

    In un video di tre minuti e cinquantadue secondi è più la musica che tutto il resto. Segno questo che delle parole, ma ancor prima dei concetti e delle idee, c’è picca i pigghiar
    Un pezzo degli Oasis sarebbe stato più adeguato.

  2. identità paesana ha detto:

    E’ bello sentire parlare d’identità castelbuonese, soprattutto la scelta dei brani musicali ricorda la tipicità dei luoghi (sic!!!).

  3. Giuseppe ha detto:

    prima o poi quanto sostengono in Germania guardando l’Italia sarà fatto, in mondo forzato. niente municipalità al di sotto di 20 mila abitanti. se i tassi ricominciano a salire e il QE finisce, è li che andremo, meritandolo peraltro

  4. Sottovuoto ha detto:

    A parte qualche errore di grammatica, sembra più un video da “matrimonio” che programmatico, parecchio ridondante, “romantico”, direi “vuoto”.
    Ci si augura che la campagna proceda con delle idee, perchè è su queste che dobbiamo camminare per cinque anni, se alternative!!

  5. Senza meta ha detto:

    Ipotesi verosimile: le frequenti interruzioni musicali hanno lo scopo (pietoso) di coprire il nulla espresso da questo candidato sindaco (prima, durante e dopo il comizio).
    “Noi ci proponiamo di partire dove altri non hanno saputo arrivare”. Si tratta quindi di una partenza da un luogo che non esiste verso un luogo che probabilmente non conoscono. Un bel viaggio, non c’è che dire, si potrebbe affermare un viaggio senza partenza e senza meta.

  6. cosa diciAMO non sappiAMO ha detto:

    Questi non hanno il senso del ridicolo

  7. Alex ha detto:

    Scusate….PEGGIO CHE ANDAR DI NOTTE !!!

  8. Giuseppe ha detto:

    Wind of change….(un si po sentiri)

  9. Nicolo Piro ha detto:

    Tutto quì, Avvocato? Così si cambia tutto per non si cambiare nulla. E allora io offro l’ ippogrifo, il cavallo alato come stimolo per volare alto come si fa non lontano da noi: a Siviglia, smart-city vera.

    Non soltanto Ucraina, Gas e Russia, Quarant’ ore e San Vincenzo. Pensare alla nostra miseria culturale.
    . . .

    S i v i g l i a:
    Architettura e Legno per il Metropol Parasol (2011)
    e
    Architettura e Fotovoltaico per la Cupola Solar (oggi)

    . . .

    Il coraggio della Spagna e le sagge scelte della Commissione europea.

    Dal Metropol Parasol, ufficialmente denominato Setas de Sevilla sin dalla sua apertura (2011), dello Studio di A. J. Mayer H., Architekten, Berlin, alla Cupola Solar di BIG.

    Il primo è una struttura a forma di pergola in legno e cemento situata nella centrale Plaza de la Encarnación a Siviglia, nella comunità autonoma dell’Andalusia (Spagna). Ha dimensioni di 150 metri di lunghezza, 70 metri di larghezza e un’altezza di circa 26 metri. La base ospita un mercato tradizionale e ristoranti al piano terra, uno spazio per spettacoli e il Museo Archeologico dell’Antiquarium. La struttura è coronata da un terrazzo e da un belvedere che offre una vista panoramica sul centro storico.

    L’opera, realizzata principalmente in legno lamellare, consiste in un grande traliccio a forma di ombrellone sostenuto da sei colonne che si estendono sia su Plaza de la Encarnación che su Plaza Mayor della città. Ciascuna delle loro nervature forma una distribuzione spaziale in cui ciascuna nervatura ha la propria curvatura, conferendo all’insieme un senso di ondulazione. Sebbene il suo design sia ispirato alle volte della Cattedrale di Siviglia, il suo profilo fungiforme gli è valso presto il nome di “Las Setas” dai cittadini.

    La seconda, la Cupola Solar, pone subito la domanda: Perché la Commissione Europea guarda alla Spagna e non all’ Italia? Eppure ci deve essere una ragione per la quale Bruxelles ha conferito a BIG, il prestigioso Studio di Arhitettura danese, l’ incarico di progettare a Siviglia, lanciata al settimo cielo dall’ inventiva dell’ ingegnere-architetto Santiago Calatrava e diventata una delle più note smart-city d’ Europa, un Centro di ricerca, La Solar Cupola, con tetto a cascata con fotovoltaico. da costruire sul sito dell’ Expo del 1992. Si tratta di un edificio di 9.900 mq. capace di ospitare strutture da destinare al servizio scientifico della Commissione europea dal nome: Centro comune di ricerca (JRC) o “Solar Cupola” il cui punto di forza è un “roofscape” dallo Studio BIG pensato come un grande sequela di “tettoie solari” supportate da sottili pilastri per incorporare il fotovoltaico e nello stesso tempo ombreggiare spazi pubblici a richiamare piazze, strade e pergolati ombreggianti recuperati dalla tradizione sivigliana, come in tempi lontani erano anche nei centri minori della Sicilia. continua su:
    http://www.facebook.com/nicolo.piro.50

  10. Ugo ha detto:

    Le carni arricciano!

  11. Enigma ha detto:

    Questa è una bella domanda ma la risposta non è semplice. Forse nessuno la possiede. Neppure l’autore del commento.

  12. Ingegnere ha detto:

    Santiago Calatrava è quello che ha realizzato un ponte ad arco ribassato spingente con scalini in vetro trasparente così vedi l’acqua sotto, per il canal grande a Venezia. Risultato: senza studio strutturale su fondamenta hanno dovuto mettere allarme per la freccia, con il rischio che venga giù prima o poi, per allarme a chi ci sta sopra… per gli scalini in vetro, il comune di Venezia a forza di indennizzi per gente scivolata (scalini di vetro… ) li sta sostituendo…uno che si chiama Calatrava e fa strutture…

    • Archistar ha detto:

      Giudicare in maniera così semplicistica un Architetto che gode di stima in mezzo mondo…..
      Saranno tutti così cretini i committenti che gli affidano i lavori da non accorgersi che è , secondo il suo giudizio, una schiappa?

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