Casello autostradale di Castelbuono “Ho i soldi e non posso pagare!” il video che documenta il disagio di un automobilista giustamente infuriato

10 Commenti

  1. Maria Antonia ha detto:

    Non prende nemmeno i due euro molto spesso, molto , ma molto spesso, la macchinetta non conosce determinati due euro ed io cosa devo fare imparare a memoria il conio che la macchinetta non riconosce?

  2. Alessandro Barrovecchio ha detto:

    Povera Italia !!!

  3. Daniele Di Vuono ha detto:

    Per le autostrade la fine della concessione non arriva mai

    Alla scadenza della concessione, le autostrade potrebbero tornare gratuitamente allo Stato. Una norma semplice e mai applicata. Perché i concessionari cercano in ogni modo di ottenere rinnovi senza gara o almeno lunghe proroghe. Come utilizzare i pedaggi per risolvere il problema degli indennizzi.

    RINNOVO O RITORNO ALLO STATO?

    La concessione di ogni autostrada prevede che, alla scadenza, l’infrastruttura venga devoluta gratuitamente al concedente, cioè allo Stato. Perché questa norma, così chiara, non viene applicata alle varie concessioni già scadute? È ben vero che l’Unione Europea impone che i rinnovi di concessione vengano assegnati per gara, ma certo non potrebbe obiettare se lo Stato, magari tramite l’Anas, si appropriasse dell’autostrada senza bandire alcuna gara.
    L’ostacolo maggiore è rappresentato dall’indennizzo che lo Stato dovrebbe pagare al “vecchio” concessionario per gli investimenti realizzati e non ancora ammortizzati.

    QUANDO I CONCESSIONARI FANNO MELINA

    Per aumentare le probabilità di rinnovo, con o senza gara, le concessionarie minimizzano nel tempo gli ammortamenti, aumentando così sia il profitto che l’importo dell’indennizzo in caso di subentro. Anche i nuovi investimenti (ad esempio, terze corsie) sono avviati negli anni a ridosso della scadenza, sempre per accrescere ulteriormente l’indennizzo di subentro.
    I concessionari poi, forti anche dei loro appoggi politici, fanno di tutto per ottenere rinnovi senza gara o per evitare che ne vengano fatte di “vere” e aperte. La conseguenza è che, sino ad oggi, non si è riusciti a concludere nemmeno una gara per il rinnovo di una concessione. Per la Padova-Mestre è stata rinnovata senza gara a una società mista tra Anas e Regione Veneto. La Cisa e la Brescia-Padova hanno ottenuto lunghe proroghe con l’appiglio della costruzione di nuove tratte previste all’origine, in concessioni ormai vecchie di quaranta o cinquanta anni, ottenute al tempo senza gara e gratuitamente. Tre concessioni già scadute – Centropadane (settembre 2011), Autostrade Meridionali (dicembre 2012) e Autobrennero (aprile 2014) – continuano a essere gestite in proroga dalle stesse concessionarie.
    Per la Centropadane una gara bandita nel 2012 è in “stallo” e la società minaccia di chiedere 320 milioni di danni allo Stato se non otterrà una proroga; a bilancio il valore dei beni devolvibili ancora da ammortizzare è di 260 milioni. Le Autostrade Meridionali indicano a bilancio un indennizzo di subentro di circa 400 milioni. In entrambi i casi, per evitare esborsi rilevanti da parte dello Stato, la scelta della gara per il rinnovo sembra appropriata, purché si riesca infine a fare delle vere gare, aperte anche a concorrenti.

    IL CASO AUTOBRENNERO

    Ben diversa appare invece la situazione dell’Autobrennero. Una legge del 2010 prevedeva che l’Anas dovesse indire una gara entro l’anno. Bandita poi con un anno di ritardo, è stata contestata dalla concessionaria con vari ricorsi al Tar e dopo tre anni non pare vi sia ancora in vista alcuna soluzione, mentre continuano i tentativi di parlamentari della Regione di ottenere proroghe o lunghi rinvii mediante “colpi di mano” con emendamenti a leggi finanziarie inseriti all’ultimo momento. Nel bilancio (2012) i beni devolvibili ancora da ammortizzare sono indicati in 200 milioni. Non sappiamo se i piani finanziari (secretati) indichino cifre diverse, ci sarebbe comunque da aspettarsi semmai somme inferiori a quelle di bilancio, visto che non per tutti gli investimenti fatti dalle concessionarie c’è l’assenso dell’Anas. Se l’autostrada venisse devoluta allo Stato, senza bandire alcuna gara per rinnovo, l’esborso per l’indennizzo potrebbe essere finanziato a debito con grande facilità dall’Anas (o da un altro ente pubblico che subentri nella proprietà dell’autostrada) e rimborsato in poco più di un anno, considerando che l’autostrada produce un flusso di cassa operativo di oltre 150 milioni l’anno. Né sono previsti significativi nuovi investimenti.
    Non si tratterebbe di una “nazionalizzazione” perché, con l’unbundling, tutte le (poche e semplici) attività gestionali (esazione, pulizia, manutenzione) potrebbero essere messe separatamente e periodicamente a gara e assegnate alle imprese private più efficienti (magari alla stessa vecchia concessionaria). Non ci sarebbero nuovi occupati nel settore pubblico, tranne i pochi addetti alla gestione delle gare. Il gettito dei pedaggi affluirebbe invece direttamente allo Stato (magari tramite l’Anas). Un esempio di questo sistema esiste già in Spagna.
    I pedaggi furono introdotti per finanziare il costo delle nuove autostrade. Logica vorrebbe dunque che, terminato l’ammortamento e la concessione, com’è nel caso dell’Autobrennero, i pedaggi venissero eliminati o quanto meno riportati a quanto necessario per coprire i soli costi di manutenzione. Mantenendo invece i pedaggi al livello attuale si genera un cospicuo flusso di profitto che ha la natura di imposta. È preferibile allora che sia lo Stato stesso a riscuotere questa componente d’imposta, piuttosto che venderla a un nuovo concessionario che, nella determinazione del prezzo offerto, applicherebbe certo un forte sconto al flusso di profitti atteso.
    Con la devoluzione, si potrebbe avere anche una notevole riduzione di costi perché nelle gare per l’assegnazione dei vari servizi (esazione, pulizia, eccetera) vi sarebbe ampia e vera concorrenza: per manutenzioni e nuove costruzioni si potrebbero assegnare appalti “aperti” senza doverle affidare a imprese controllate in house. E si eliminerebbero tutti i costi societari come ad esempio i pletorici consigli di amministrazione.

    Fonte: http://www.lavoce.info/rinnovi-concessioni-autostrade-pedaggi/

  4. Domenico 32,18688 km ha detto:

    E poi ci si lamenta che i turisti non ritornano :se al posto dello sfortunato ci sarebbe stato uno straniero ,aspetterebbe ancora al casello 🙁

  5. zallaus ha detto:

    E ciò nonostante li non prendono nemmeno i cellulari…

  6. carmelo ha detto:

    Denunciare la società per sequestro di persona! !

  7. Giuseppe ha detto:

    Il mancato pagamento può essere pagato senza aggravio di spese entro 15gg dalla data di emissione. Trascorso tale periodo l’importo sarà maggiorato degli oneri di accertamento (Art. 176/11 bis C.d.S.). Il mancato versamento di quanto dovuto comporterà il recupero forzoso del credito con il conseguente aggravio delle spese a carico del debitore (art. 373 Regolamento al Codice della Strada).

  8. Antonio ha detto:

    l’automobilista reclama giustamente perché non può pagare, ma la causa è il limite tecnologico della macchina che ancora non è stata aggiornata. Prendersela con l’impiegato in un modo così arrogante e stupido mi pare eccessivo (sequestro?? Deficiente???), anche perché col mancato pagamento ci sono 15gg di tempo per pagare senza maggiorazioni. Le soluzioni ci sono, poi al limite si procede verso l’azienda, se effettivamente si subisce un torto. C’è la convinzione che siccome il cliente ha sempre ragione per definizione, allora ci si può permettere di inveire in questo modo, direi quanto meno irrazionale.

  9. MIMMO ha detto:

    io piuttosto vorrei chiedere al commissario di questa trazzera che chiamano autostrada quando troverà il tempo di vergognarsi del posto che occupa indegnamente e di dimettersi come farebbero le persone oneste?se percaso lei non lo dovesse sapere questo STIPENDIFICIO che lei amministra è una vergogna EUROPEA lo sà ?????.io mio malgrado per motivo di lavoro sono costretto ad essere un’utente si questa sudetta VERGOGNA che voi chiamate autostrada,e spesse volte mi sono trovato nelle stesse condizioni di questo malcapitato utente,con coseguenze ancora più COMICHE .UNA VOLTA PASSANDO PER LA BARRIERA DI BUONFORNELLO il macinino che voi chiamate distributore di tagliandi non ha emesso il tagliando con la conseguente maggiorazione dell’importo fino al massimo consentito ,per la sola colpa di non aver potuto dimostrare il tratto che avevo percorso,e cioè dal casello di castelbuono fino al casello di buon fornello ,perchè appunto non avevo avuto il maledetto tagliando.ed è stato vano il tentativo di convincere il funzionrio del PUNTO BLU.IO CAPISCO CHE QUESTA VICENDA ABBIA DEL TRAGICOMICO,ma io mi convinco sempre più che queste vicende simili convengano al consorzio ,perchè aiuta a far cassa.comunque al netto di tutto ciò abbiate almeno la cortesia di rispondere quando l’utente è in difficltà e possibilmente mettete persone con un minimo di EDUCAZIONE VERSO IL PROSSIMO,e spigate loro che I CLIENTI SONO IL PATRIMONIO DELLE AZIENDE,anche quando queste si chiamano C.A.S. NB.più di una volta ho tentato di voler fare delle dimostranze via telefono ai vostri uffici di MESSINA e,mi anno reso la possibilità vana deviandomi da un numero telefonico ad un altro fino a scoraggiarmi dal proseguire nel mio intento,ma vi assicuro che la prima volta che passerò da quelle parti farò una capatina da voi con date,motivi,e nominativi e dopo questo mio sfogo voglia accettare i miei DISTINTI SALUTI.

  10. Salvatore Aliseo ha detto:

    A me è capitato lo stesso arivo al casello provo a pagare e i soldi mi ritornavano indietro ho chiesto aiuto e mi ha detto di fare mancato pagamento sono dovuto andare qua fu vicino a Palermo per pagare il casello e uno schifo la prossima volta che mi succede chiamo i carabinieri perché è solamente una rottura dei ***** che una persona deve farsi quasi 200 km in più perché i signori devono prendersi lo stipendio senza fare un *****

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