Castelbuono, conferimento cittadinanza onoraria alla funzionaria ONU dott.ssa Francesca Albanese

Orgogliosi del Suo operato
Negli ultimi tre anni, l’arroganza e la cultura di coloro che ritengono di poter imporre gli interessi delle popolazioni che governano o, peggio ancora, di mantenere un potere vacillante ricorrendo allo stato di guerra unita alla subordinazione agli interessi di lobby economico-finanziarie e dell’industria bellica, hanno spinto alcuni capi di Stato, come Putin, Netanyahu e più recentemente il presidente Donald Trump, ad assecondare le istanze di queste lobby, sacrificando politiche di dialogo, confronto e integrazione.
Insieme ad altri (pochi) capi di Stato e di Governo, hanno promosso una cultura populista e nazionalista, con l’obiettivo di rafforzare il potere personale e quello dei “clan” che li circondano, stravolgendo e piegando agli interessi di pochi la cultura democratica di diverse nazioni — come Ungheria, Israele, e oggi anche gli Stati Uniti — mentre in Paesi come Turchia, Iran, Russia e altri, sono saliti al potere uomini che hanno represso con la violenza ogni forma di dissenso, punendo duramente chi osa esprimere opinioni divergenti.
Questa cultura, come sottolineato in precedenza, era circoscritta ad alcuni Stati identificati come “canaglia”. Oggi, per le ragioni sopra espresse, sta coinvolgendo anche Paesi che un tempo erano considerati baluardi della democrazia. Tutto ciò sta minando l’equilibrio mondiale faticosamente conquistato negli ultimi ottant’anni, un equilibrio garantito da organismi internazionali come l’ONU, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia e da altre Istituzioni che hanno rappresentato un presidio fondamentale in diversi ambiti.
Enti come la FAO e l’OMS, , hanno svolto con discreto successo il ruolo di mediatori nei conflitti tra Stati e all’interno degli stessi, sostenendo la cooperazione internazionale per ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche nei territori più svantaggiati.
Oggi questo sistema appare profondamente compromesso. Nonostante le condanne internazionali contro leader come Putin e Netanyahu, diverse nazioni hanno scelto di accoglierli ignorando gli ordini di arresto, vanificando così l’autorità degli organismi giuridici sovranazionali. Emblematico è l’episodio che ha visto Netanyahu ospite a cena da Trump, da cui è scaturita l’assurda proposta di candidare il Presidente degli Stati Uniti al Premio Nobel per la Pace: un paradosso che ricorda il caso ipotetico di un boss mafioso che promuove un riconoscimento per i politici che lo hanno protetto.
In queste ore stiamo assistendo a un fatto sconcertante: la nazione considerata la più potente al mondo sul piano militare ha deciso di imporre sanzioni e misure di isolamento contro una cittadina il cui unico “torto” è quello di aver redatto, nel suo ruolo di alto funzionario dell’ONU, una relazione che denuncia il genocidio in corso da anni nella Striscia di Gaza ai danni del popolo palestinese.
Francesca Albanese, cittadina italiana e Alta Commissaria per i Diritti Umani presso le Nazioni Unite, ha esercitato il proprio mandato con coraggio e determinazione, documentando con rigore le atrocità compiute contro il popolo palestinese. Ha denunciato con fermezza il genocidio in corso nella Striscia di Gaza, evidenziando anche il ruolo di numerose imprese e industrie — molte delle quali con sede negli Stati Uniti e in Israele — che traggono profitti da questo conflitto.
Come Comunità di Castelbuono, da sempre fondata sui valori dell’accoglienza, del dialogo e dell’integrazione tra popoli, culture e religioni, non possiamo rimanere indifferenti di fronte al clima di intimidazione che si sta instaurando nei confronti della Dott.ssa Albanese.
Attraverso iniziative politiche e amministrative, abbiamo da tempo espresso con fermezza la nostra condanna verso ogni forma di violenza e sopraffazione, sia in Ucraina che in Palestina. La nostra comunità ha sempre offerto un’accoglienza concreta a profughi, orfani e bambini in difficoltà provenienti da territori martoriati. Castelbuono continuerà a rappresentare un luogo di pace, solidarietà e giustizia, schierandosi al fianco di chi difende i diritti umani e denuncia le ingiustizie.
Consapevoli della gravità degli attacchi istituzionali rivolti alla Dott.ssa Francesca Albanese da parte di Stati sovrani come gli Stati Uniti e Israele, riteniamo doveroso esprimere il pieno sostegno della Comunità di Castelbuono alla sua coraggiosa e intransigente azione di denuncia dei crimini perpetrati contro il popolo palestinese.
Per questo motivo, nel corso di una prossima seduta del Consiglio Comunale, sarà conferita alla Dott.ssa Francesca Albanese la cittadinanza onoraria: un segno tangibile di vicinanza e riconoscimento per il suo instancabile impegno nella difesa dei diritti umani e della giustizia internazionale.
Segue la lettera inviata al Presidente del Consiglio Comunale e ai Capi Gruppo.
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