Castelbuono e la bellezza perduta, ovvero di marciapiedi, panchine e vasi

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10 Commenti

  1. Sergio Barreca ha detto:

    Risulta pressoché “inevitabile “ dover rilevare come, i recenti innesti quanto ad arredo urbano eseguiti in via Roma, rappresentino l’ennesima dimostrazione della mancanza di focalizzazione sul tema.
    La straordinarietà, l’innovazione, la sostenibilità sono tutti elementi caratterizzanti di una visione prospettica del decoro urbano.
    I centri urbani si qualificano anche in relazione al loro decoro urbano. Ancor di più nel nostro caso se si ambisce a diventare Città Creativa Unesco.
    Il decoro urbano è espressione della bellezza di uno spazio urbano, della qualità, civiltà e cultura degli abitanti.
    Attraversare le nostre strade e imbattersi in interventi improvvisati, a volte casuali e slegati tra di loro è esasperante.
    Naturale che la competenza e le responsabilità spettino all’assessore competente.
    Altrettanto naturale la necessità di deputare stabilmente risorse qualificate ad occuparsi della realizzazione di un progetto di decoro urbano.
    Eppure l’amministrazione comunale non ha mancato occasione per ribadire che è in grado di farlo senza aiuto alcuno.
    I risultati sono davanti ai nostri occhi…….purtroppo.
    Ancora una volta proclami e non azioni.
    Ancora una volta mancanza di quella visione di lungo periodo che ci è necessaria per poter interpretare al meglio il ruolo che il nostro paese merita di avere nel panorama locale.

    • Anonimo ha detto:

      Complimenti a Sergio Barreca, se non altro per avere il coraggio di metterci la faccia indicando nome e cognome. Si vede che non teme ritorsioni o non si aspetta incarichi o favori da questa amministrazione. Purtroppo non per tutti è così

  2. Vigilante ha detto:

    Anche io ho avuto la stessa impressione della costituente…ma tale maleducazione non me la sarei mai aspettata soprattutto nelle battute finali speriamo che pure l’UNESCO si giri…scusate ma questa credo sia cattiveria…

  3. Anziano ha detto:

    Carissimi costituenti una semplice semplicissima osservazione …complimenti per la vostra capacita di osservare le “minchiatelle ” che realizza il nostro caro sinnaco con la complicita della sua chiurma,ma fare un servizio fotografico decente per denunciare tali brutture ,non pensate sarebbe corretto grazie ,la vedo una comunicazione molto timida chi fa vaffruntati .

  4. La Verità ha detto:

    Non credo sia cattiveria, è la cruda realtà. Ormai manca poco al verdetto, se non ricordo male dovremmo averlo a marzo.
    Certo, sognare di diventare città creativa UNESCO è un bel sogno, però non è giusto farlo pagare (caro) ai cittadini. Un sogno irrealizzabile, come candidare a Miss Mondo una vecchietta di 80 anni e sperare che vinca.
    Anch’io in cuor mio spero che Castelbuono vinca e spero di dovermi rimangiare tutto quello che ho detto. A volte i sogni possono pure realizzarsi. A volte

    • Sehnsucht ha detto:

      Un sogno può anche realizzarsi, ma le imprese, le iniziative durature non hanno le caratteristiche di una scommessa. Sono, invece, frutto del duro lavoro di tutti i giorni che crea solide basi su cui poter raggiungere un traguardo che, guardandosi indietro, sembrava irraggiungibile. Tale traguardo è a sua volta un fine/mezzo che consente di proseguire nell’impegno e nei risultati, se si è fatto bene.
      Ora non voglio dire che a Castelbuono non si fanno sacrifici, né che l’amministrazione non si svegli alle 5 o alle 4 del mattino per raggiungere un non ben identificato punto sperduto del territorio comunale per avviare un flusso d’acqua, ma credo che le imprese durature, sebbene inizino dal caos, evolvono con logica, creatività e coraggio.
      A me pare, anche se Castelbuono venisse scelta come città creativa, che si gestisce questa candidatura, come le altre iniziative, ossia come una scommessa, quasi un fatto personale.
      Tuttavia, se non fosse per delle iniziative imprenditoriali che hanno origini lontane e che programmano il futuro con logica, creatività e coraggio, appunto, la situazione socio-economica del paese sarebbe di gran lunga peggiore rispetto a quella che è, con tutti i suoi limiti e le potenzialità.
      Tornando al modo in cui questa idee emergono: sembrano scommesse, puntiamo su oggi questo, domani quello. Ieri gli asini… oggi Unesco… domani chissà, forse la moda chic?
      Tutte cose che fanno breccia nell’elettorato, perchè danno un sogno, non perché gli elettori non ragionano, e i numeri danno ragione. Probabilmente darà ragione anche l’unesco, visti i recenti endorsment, ma ciò che non da ragione è la realtà in quanto non presenta quelle solide basi su cui si dovrebbe costruire tale candidatura. È come se un imprenditore decidesse di lanciare un nuovo prodotto senza aver completato la fase di ricerca e sviluppo per mettere a punto quel prodotto, che non nasce dal nulla, ma che costruisce su linee di prodotto già esistenti. Anche una innovazione di rottura si sviluppa a valle della comprensione dei limiti della condizione precedenti. Non è un sogno di una notta di mezza sbornia!
      La candidatura è un riconoscimento per un percorso già fatto, non è un investimento per avviarlo. Un percorso che dovrebbe vedere una grande mobilitazione istituzionale per la rete idrica (castelbuono città dell’acqua potabile dal rubinetto), per la tutela idrogeologica (castelbuono paese a frane zero), per lo sport (castelbuono paese in salute), per i servizi agli anziani (castelbuono paese che se vanno via quelle poche persone che svolgono questo lavoro, non c’è alternativa all’ospizio, per chi può permetterselo), per i servizi culturali e ricreativi per i bambini (castelbuono paese in cui i bambini se non sono accolti dalle strutture private non ci sono alternative, ma neanche per gli adolescenti se per questo), per il teatro e il cinema (castelbuono città creativa perché c’è produzione culturale e vivacità culturale), per i trasporti (castelbuono paese che se lavori a Palermo o vai con il mezzo privato e lasci per strada lo stipendio oppure vai con i mezzi pubblici e lasci per strada la salute e il tuo tempo libero tra andata e ritorno). Affrontare e provare a risolvere queste problematiche sono le solide basi su cui chiedere un riconoscimento di quel tipo o simili.
      Riconoscimento che potrà anche arrivare, ma non avremo che farcene di un trofeo se non ci sarà non solo una mensola su cui poggiarlo, ma nemmeno la parete a reggere la mensola. Forse, però saranno i nostri amministratori che reggeranno a turno il brillante trofeo, così da utilizzarne la luce per farsi strada nel buio pesto che li avvolge.

  5. Se questa è Opposizione.... ha detto:

    I vasi sono stati regalati e in quel marciapiede non ci parcheggerà più nessuno! Scinniti d’incapi a carteddra a munnizza….

    https://www.facebook.com/1004377561/posts/pfbid023vZ9R8wCTqKaz1eaVDiZeU2WhQeVKD51prP2Nchw4JcFuqoqR9hv96mvPKBxq5Q8l/

  6. Cittadino ha detto:

    Il buongusto se non ce l’hai non puoi nemmeno sentirne la mancanza. Di contro Il cattivo gusto è molto più pericoloso di quanto sembri se portato al suo estremo. Dilettanti allo sbaraglio, ancora una volta e a due passi da piazza Margherita, hanno realizzato una delle più grandi brutture di Castelbuono. Questo è solo il preludio di quanto avverrà in piazza Castello.
    Per evitare il parcheggio selvaggio sarebbero bastati vigili urbani efficienti, non servivano i fondi di magazzino di chicchessia.

    • Passante… ha detto:

      Questa scelta che confonde i piani Logici delle cose… arredo urbano per impedire parcheggi abusivi… ha un vago rimando a quei tanti frigoriferi e/o reti per i letti caduti in disuso che spesso si vedono in alcune campagne a fare da abbeveratoio per gli animali e da recinzione, rispettivamente.

      Sarebbe bastata una telecamera da 100 euro per fare vagonate di multe a chi commette l’antico sbaglio di parcheggiare sempre sul marciapiede. L’arredo urbano, donato o meno, serve ad altro… a rendere piu bello e funzionale il paese. Per dire siamo passati da un panchina con la spalliera ad una senza e per lo più brutta.

  7. Giuseppe ha detto:

    Con le sconcezze perpetrate da questa compagine non saremo mai città creativa, al massimo città ricreativa

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