Castelbuono, l’Amministrazione Comunale: “insieme per un sogno anche noi vogliamo Le Fontanelle”

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8 Commenti

  1. Paolo Fiasconaro ha detto:

    Mi dispiace dissentire con chi vuole a tutti i costi ristrutturare il “mostro” delle Fontanelle. . Se si vuole dare dignità’ al cuore del paese, la Piazza Castello ( che non cambierei con altre piazze d’Italia!) bisogna radere al suolo quel tempio che non e’ ‘cultura” ma scempio architettonico. Non credo che la cultura abiti in quella piazza, ma potrebbe essere trasferita altrove con un bel “palazzetto della cultura”. Vengano tutti i restauri possibili….ma sono certo che nessun architetto potra’ risolvere l’impatto ambientale in quella piazza. L’unica soluzione per i posteri e’ l’abbattimento al suolo e ammirare un panorama mozzafiato e un maniero che si proietta nel cielo.

  2. Comitato per Le Fontanelle ha detto:

    Il comitato per Le Fontanelle è, per sua natura, fuori da coinvolgimenti economici e politici e fedele all’unico obiettivo che si è posto: ristrutturazione di Le Fontanelle secondo i requisiti esposti ed ormai noti a molti. Tuttavia è doveroso confermare l’endorsement efficace da parte dell’amministrazione in carica di Castelbuono, all’idea di Le Fontanelle proposta e pubblicamente esposta nella assemblea del 26/12/2016. A supporto di ciò sono: l’immediata convocazione del comitato, presente il RUP, la condivisione dei dati analizzati e dell’idea, la formalizzazione, sempre da parte dell’amministrazione, di richieste perentorie e concrete, nella direzione dell’ipotesi formulata dal comitato, ai tecnici preposti al progetto.
    Altrettanto doveroso è chiarire che il comitato, così come adesso ringrazia l’amministrazione in carica per i passi compiuti che sembrano una presa di coscienza decisiva e una spinta concreta nel perseguire l’obiettivo comune, resta a disposizione, per tutto quanto in suo potere e compatibilmente con le capacità in suo possesso, di chiunque lo chiederà purché questi mostri purezza di intento nel riavere Le Fontanelle che i castelbuonesi dicono di volere: la causa che il comitato ha nel cuore, è bene ricordarlo, non è del comitato, non è nemmeno dell’amministrazione né dell’opposizione: è di tutti i castelbuonesi, senza alcun appiglio a fazioni, interessi e mire di qualsivoglia natura diversa dallo scopo fondante.
    Il comitato è peraltro cosciente che si è compiuto un passo, pieno di significati perché ha destato coscienze e consapevolezze, ma solo un passo: prontezza e vigilanza rimarranno finché i castelbuonesi entreranno e si siederanno di nuovo, almeno in 400, a Le Fontanelle, dimenticando finalmente i 33 anni passati invano fino ad oggi. Fino a quel momento il comitato, se è a disposizione di chiunque condividerà l’obiettivo, sarà feroce oppositore di chi (speriamo nessuno) lo ostacolasse o strumentalizzasse. E questo perché, semplicemente e appassionatamente, “Noi rivogliamo … Le Fontanelle”.

  3. Massimo Genchi ha detto:

    E’ quanto meno inquietante che lei non volga lo sguardo dal lato opposto della piazza dove domina un aborto degli anni ’50 detto Boccone del povero, per costruire il quale furono abbattuti diversi archi che sostenevano una lunghissima copertura a botte. L’ultimo di questi archi chiudeva la piazza, come si vede nella celeberrima foto di Interguglielmi del 1905.
    Tra il Boccone del povero, mirabile esempio di architettura da tramandare ai posteri, e la chiesa dell’Annunziata un altro fabbricato uscito direttamente dagli incubi di qualche geometra con quel parallelepipedo a vetri che si staglia contro il cielo: superbo! Anche questo contribuisce a fare di piazza Castello una delle piazze più belle d’Italia. Mah!
    Quindi il problema è solo il mostro che esclude il guardo dal panorama mozzafiato. Ma lei ha provato ad affacciarsi sul versante Madre della Catena? Forse mozzafiato lo è per le indicibili sconcezze che vi si possono ammirare.

  4. Paolo Fiasconaro ha detto:

    Mi pare che l’oggetto del contendere in questo momento sono i lavori di ristrutturazione delle Fontanelle. Il resto (scempi architettonici del passato) non spetta ne’ a Lei ne’ a me affrontarli…sarebbe una storia troppo lunga. Mi dica invece che questo mostro delle Fontanelle è un pugno nell’occhio che deturpa la visibilita’ e la maestosita’ dell’antico maniero! Io vivo fuori paese e tutte le volte che ho accompagnato per visitare il Castello, tutti notano questo obbrobrio. Forse chi vive in paese non percepisce il disagio dei visitatori. Comunque ognuno e’ libero di esprimere il proprio parere, visto che il web c’è lo consente!

    • Paolo Cicero ha detto:

      A me invece pare che lei voglia occuparsi di ciò che le conviene con una xcritica opportunisticamente selettiva. Ma sempre perché il web ce lo consente, mi lasci rispondere punto per punto alle affermazioni del suo primo post.
      Pur rispettando il suo punto di vista, ritengo infatti che lei dovrebbe tener conto di alcune considerazioni nel merito. Considerazioni queste mie che seppur meno profonde e dogmatiche delle sue, che probabilmente saranno tratte da fonti eccelse e non discutibili, hanno il pregio di essere documentabili. Di seguito provo a segnalargliele, nella speranza che le servano a farsi un quadro più chiaro della situazione.

      “Mi dispiace dissentire con chi vuole a tutti i costi ristrutturare il “mostro” delle Fontanelle. .Se si vuole dare dignità’ al cuore del paese, la Piazza Castello ( che non cambierei con altre piazze d’Italia!) bisogna radere al suolo quel tempio che non e’ ‘cultura” ma scempio architettonico.”

      Immagino che lei non abbia mai vissuto l’atmosfera di aggregazione che Le Fontanelle ispirava a tutta la comunità di Castelbuono. Perché se l’avesse vissuta, pur continuando a definire “mostro” (a ragione) l’involucro esterno di Le Fontanelle, probabilmente saprebbe che la sua sala di rappresentazione, la galleria e la platea, costituivano un vero e proprio santuario teatrale (ci perdoni l’usurpazione profana del termine santuario ma visto che ha fatto cosa analoga lei ce lo concediamo anche noi).

      “Bisogna radere al suolo quel tempio che non e’ ‘cultura” ma scempio architettonico. Non credo che la cultura abiti in quella piazza, ma potrebbe essere trasferita altrove con un bel “palazzetto della cultura”. Vengano tutti i restauri possibili.”

      E qui mi viene un pò difficile restare distaccato. Mi consenta quindi di dire almeno che lei denota una punta di presunzione nel pensare che la cultura non abiti in quella piazza. In quella piazza, che include Le Fontanelle e i teatri che c’erano prima di Le Fontanelle, che lei ci creda o no, che lei lo voglia o no, la cultura è sempre stata di casa, dalla commedia dialettale al teatro dell’assurdo, dalla sala dove i castelbuonesi potevano assistere alle prime edizioni del Festival di Sanremo (mancando la Tv in molte case allora) al luogo dove la satira solleticava i notabili locali e soddisfaceva “a scurciddra” popolare, con un elenco di aneddoti che non avrebbe fine. E dove, se no, abiterebbe la cultura secondo lei a Castelbuono? Ci illumini visto che sembra conoscere a menadito la densità culturale delle zone comunali. Magari riusciamo a individuare la sede idonea per il “palazzetto della cultura” che lei auspica ma che non so a quanti interessi.
      Ma la cosa più grave è la necessità. Il bisogno (come dice lei), di radere al suolo quel tempio. Potrei dirle che esistono documenti indicanti che fin dal 1400, nell’area dove insistono Le Fontanelle, c’è sempre stata qualcosa, persino una chiesa inizialmente, per diventare via via il teatro della corte dei Ventimiglia, ecc. In altre parole l’area castellana e stata delimitata ad ovest da un edificio fin dal 1400. Perché quindi demolire? Per godere della vista da Zurrica o du Frubauli? O di qualche altro scempio edilizio nascosto da Le Fontanelle? Sarebbe questo il panorama mozzafiato oggi nascosto da Le Fontanelle? Mi permetta rispettosamente di dubitarne.

      “Ma sono certo che nessun architetto potra’ risolvere l’impatto ambientale in quella piazza. L’unica soluzione per i posteri e’ l’abbattimento al suolo e ammirare un panorama mozzafiato e un maniero che si proietta nel cielo”.

      Le posso assicurare che ci sono fior di architetti che ritengono assolutamente alla portata l’impresa, per lei impossibile (impossibilità che immagino lei ne abbia assodato in alto loco), di armonizzare l’involucro esterno dell’edificio con tutta la piazza Castello, mantenendo intatta la sacralità (nel senso profano del termine, intendiamoci) dell’area castellana. Quanto al panorama mozzafiato, la rimando alla mia superiore confutazione (e anche a quella di Massimo Genchi che nel merito avrebbe dovuto farla riflettere).

      “Forse chi vive in paese non percepisce il disagio dei visitatori.”
      Ma lei ha la minima idea del disagio di chi vuole fare teatro a Castelbuono e non può farlo d’invenro? O pensa che Castelbuono dovrebbe essere fatto solo a misura di chi lo vive qualche giorno in estate come lei (ammesso che lei qualche giorno d’estate lo viva)? E infine, mi lasci ripetere il concetto che qui rileva di nuovo: da quale pulpito lei ha sentenziato l’impossibilità di una riqualificazione dell’edificio che invece tecnici qualificati ritengono possibile?

      Quanto sopra è solo la mera confutazione del suo asserto, seppure sulla base di fatti. In realtà c’è molto di più: per migliaia di castelbuonesi del passato e, lo spero vivamente, per tutti i castelbuonesi del futuro, questo luogo costituisce un enzima sociale aggregante prima ancora che un’esigenza culturale, un mito prima ancora che un luogo di riunione culturale. Il mito di ciò che insegna, a chi non è povero di spirito, che nella vita senza sogni, non serve soddisfare i bisogni.

  5. Paolo Fiasconaro ha detto:

    Non pensavo di suscitare tanta reazione nei sostenitori dell’attuale stato di degrado di quel sito, gioiello che sta a cuore ad ogni castelbuonese vicino o lontano. La mia e’ solo una “indignazione benevola” che in una dialettica costruttiva mira a riflettere su possibili soluzioni tese a ridare dignità al cuore del paese…senza disturbare la storia, la cultura, gli architetti o gli errori del passato.

  6. Paolo Cicero ha detto:

    Vede, lei finge di chiudere l’argomento ma in realtà continua a rinfocolarlo: io non sostengo alcuno “stato di degrado” (e la invito vivamente a non sostenere più questa falsità con me) anzi mi indigno per esso.
    Solo che vorrei risolverlo nel modo che ritengo più appropriato per i castelbuonesi, con argomentazioni che possono essere soggettive ma documentabili e condivise da molti. Lei invece ha un solo faro: distruggere l’esistente, senza cursarsi se può essere riqualificato, usando luoghi comuni e motivazioni dogmatiche se non assenti o, peggio ancora, incuranti delle esigenze del paese e dei castelbuonesi.
    Così va il mondo: ognuno ha il diritto di avere le sue convinzioni e motivazioni. Io però mi tengo le mie.

  7. beppepeppepe ha detto:

    Dienni scanza succidivi l’opera ..suli pirchi Paulu a pensava di nautra manera Ognuno é giusto che dica le propie opinioni soltanto con un confronto SANO si trova la migliore soluzione .Scusate (imparica sa pigliani puri cu mia)Buona continuazione .

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