Castelbuono: nasce il comitato promotore per Zingaretti Segretario “Chiazzannintra”

ROME, ITALY - FEBRUARY 27: Nicola Zingaretti, President of the Lazio Region and candidate in the next regional elections on March 4th for the centre-left, takes part during the election meeting with the voters of the Democratic Party at the Adriano Cinema in Piazza Cavour on February 27, 2018 in Rome, Italy. The Italian General Election takes place on March 4. (Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images)

Forse ti piacerebbe leggere...

11 Commenti

  1. Daniele ha detto:

    Signor Capuana prima di scrivere falsità si informi (e si vergogni)! Gli attivisti che oggi possono votare sulla piattaforma Rousseau devono essere TUTTI obbligatoriamente certificati.
    E diversamente dalle vostre primarie (di cui conosciamo spesso anche gli esiti non rispettati) non avrà nessun costo economico per gli iscritti.

    E le ricordo che “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” , ma tra di voi non ne vedo Madonne prive del peccato originale.

  2. come a sanrermo ha detto:

    E sulla consultazione online decisa dal M5s, Salvini spiega che è “giusto consultare gli iscritti. Spero che non finisca come a Sanremo, dove gli italiani hanno votato in un modo, poi la giuria ha cambiato, spero ci sia più trasparenza”.

    E’ lo stesso Salvini a mettere in dubbio la certificazione del risultato, la giuria è la ditta Casaleggio Di Maio in questo caso.

  3. Curioso ha detto:

    Curioso di capire cosa fa il sindaco Mario Cicero.
    Vota?
    Farà votare?
    E per chi?

  4. Daniele ha detto:

    GLI AVVOLTOI E IL VOTO ON LINE SULLA DICIOTTI

    di Tommaso Merlo

    • avvoltoio ha detto:

      «Quando si chiede al ‘popolo’ di pronunciarsi non su questioni di principio, ma su casi penali dei quali non sa nulla, la risposta che arriva – dice Travaglio – di solito è sbagliata. E quella data ieri dalla maggioranza degli iscritti 5 Stelle non è solo sbagliatissima: è suicida». Il giornalista, molto seguito nell’ambiente M5S, certamente uno dei giornalisti più vicini ai grillini, non risparmia critiche ai vertici. È soprattutto a loro che è rivolta la critica. Travaglio descrive i big del Movimento come «terrorizzati dalla reazione di Salvini, cioè dalle ripercussioni sul governo e dunque sulle proprie poltrone». Poi attacca, evidenziando la differenza da un passato non troppo lontano: «È bastato meno di un anno di governo perché il virus del berlusconismo infettasse un po’ tutto il mondo 5 Stelle. E l’impietoso referto del contagio è facilmente rintracciabile nelle dichiarazioni dei senatori che già da giorni volevano a tutti i costi salvare Salvini e nei commenti sul Blog delle Stelle dei loro degni iscritti che li hanno seguiti anziché fermarli sulla strada dell’impunità».

  5. Daniele ha detto:

    Da giorni gli avvoltoi del vecchio regime svolazzano attorno al Movimento 5 Stelle in attesa del voto online sulla Diciotti. Da rapaci spazzini che sono, vivono delle disgrazie altrui. Gli avvoltoi non lo ammetteranno mai, ma il caso Diciotti è oggettivamente anomalo e complesso. Lo è legalmente, lo è politicamente. Lo dimostra il dibattito che si è aperto anche all’interno del Movimento e le argomentazioni valide da entrambe le parti. Tutte legittime. Quella sulla Diciotti è stata una decisione politica collegiale del governo col tribunale che ha chiesto di processare solo il ministro Salvini e per atti che rientrano nelle sue funzioni (per tangenti o quant’altro, il governo sarebbe già saltato). Trattandosi di una questione controversa, il Movimento ha fatto benissimo a far decidere ai militanti invece che imporre una linea dall’alto. La maggioranza decide. Ma invece di applaudire all’ennesima prova di democraticità, gli avvoltoi sbattono famelici le ali. Proprio loro che hanno sempre protetto dietro all’immunità criminali di ogni risma e solo perché erano loro amici o complici e lo hanno fatto senza chiedere nulla a nessuno e senza nemmeno provare vergogna. Dei veri avvoltoi che oggi hanno il coraggio perfino di fare la morale al Movimento 5 Stelle che invece consulta i suoi militanti e lo fa su un caso che non ha nulla a che fare con le loro porcherie del passato. Ma è inutile attendersi onestà intellettuale e fair play dagli avvoltoi del vecchio regime. L’unico loro obiettivo è ficcare i propri artigli nella carne del Movimento per dimostrare che è un partito come tutti gli altri. Che si è fatto casta, come lo erano loro. Che è disonesto, come lo sono loro. È rovinargli la reputazione in modo che i cittadini perdano fiducia nel cambiamento e tornino a votare per loro restituendogli le prebende e le poltrone perdute. Sono mossi solo dall’avidità e dall’irrefrenabile istinto di saziarsi sulle carcasse altrui. Sono mossi dall’illusione che i cittadini siano degli idioti manipolabili e disposti a bersi la loro propaganda da quattro soldi. Comunque avesse agito il Movimento 5 Stelle avrebbe sbagliato per gli avvoltoi. E comunque andrà il voto online sarà una disfatta secondo loro. A conferma di come il caso Diciotti per gli avvoltoi sia solo l’ennesima occasione per scagliarsi contro il nemico pubblico numero uno e cioè quel Movimento colpevole di averli prima sconfitti nelle urne e poi di aver dimostrato ogni santo giorno che il cambiamento è possibile e che i cittadini possono eccome fare politica e possono farla in modo molto migliore di loro. Gli avvoltoi erano sicuri fin dal 4 marzo sera che il Movimento si sarebbe schiantato da solo contro il muro della realtà. Più passano i mesi e più il Movimento mantiene le promesse, più gli avvolti s’innervosiscono. Sono terrorizzati dall’idea che il cambiamento a 5 stelle funzioni e che abbia lunga vita. Ed è questo il punto. Anche sul controverso caso Diciotti, guai a distogliere lo sguardo dall’obiettivo di fondo. Il Movimento ha una missione storica troppo importante per sprofondare in qualche palude da azzeccagarbugli. Comunque vada il voto online sul caso Diciotti, il Movimento 5 Stelle deve restare più unito e determinato che mai.

    • Vergogna ha detto:

      Avete votato no

      Vergogna

      Salvate la casta dal processo

    • Massimiliano Città ha detto:

      E’ conoscenza, non televoto. Il grillino”sistema Rousseau” (povere JJ) non poteva votare su un provvedimento “sconosciuto”. Questa è la grande anomalia. L’incapacità che è venuta fuori da parte del Movimento. gestire politicamente gli eventi. Dovevano scegliere di votare in parlamento. Sì o no, non importa. Invece si sono lavati le mani con questa fesseria della partecipazione. Si partecipa quando si conosce. Se mi invitassero a votare sulla piantumazione di una pianta rispetto ad un’altra per rendere un terreno più fertile (ovviamente sto facendo un esempio di cui non conosco le conseguenze) mi rifiuterei di partecipare al voto perchè non ho le competenze necessarie e farei solo confusione.

  6. Utente ha detto:

    Non è solo il caso diciotti ma un insieme di atti, atteggiamenti, provvedimenti contrari a quanto affermavate prima di andare al governo. Tra poco vi aspetta anche il voto sulla secessione, come voterete? La prima batosta elettorale l’avete avuta, da qui ad un anno non esistere te più, la gente ormai vi ha capito e come vi ha dato fiducia ve la toglierà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.