Castelbuono. Sul caso dell’abbandono del Divino Festival l’organizzatore Dario Guarcello scrive: «tre sindaci dei paesi vicini pronti ad accoglierci»

Castelbuono. Sul caso dell’abbandono del Divino Festival l’organizzatore Dario Guarcello scrive: «tre sindaci dei paesi vicini pronti ad accoglierci»

 

Castelbuono. Sul caso dell’abbandono del Divino Festival l’organizzatore Dario Guarcello scrive: «tre sindaci dei paesi vicini pronti ad accoglierci». E il sindaco Antonio Tumminello apre al dialogo: «potrà contare su tutto il sostegno possibile»

 

Continua a tenere banco il possibile spostamento del DiVino Festival dal cartellone estivo castelbuonese. Dopo l’annuncio, che abbiamo pubblicato il 26 giugno, Dario Guarcello, presidente e direttore artistico dell’associazione Amici PerBacco che organizza l’evento, ritorna sull’argomento: «un grandissimo numero di Castelbuonesi ci hanno scritto affinché non spostiamo il Festival. Perché lo sentono parte di essi e questo ci fa riflettere su quanto la gente ci stimi e apprezzi il nostro operato, la gente quella che si firma e ci mette la faccia naturalmente! Ci hanno scritto tre sindaci dei paesi vicini pronti ad accoglierci a braccia aperte! Allora ci siamo chiesti dato che il paese non è amministrato solo dal Sindaco, ma anche da 4 assessori e 15 consiglieri vorrei capire il loro punto di vista anche incontrandoli se è il caso. Dopo di che se anche loro sono d’accordo e se ne sono fatti una ragione ognuno prenderà i propri percorsi».

Intanto l’associazione riceve la solidarietà della minoranza consiliare L’Ulivo per Castelbuono con Unione Civica di Centro, con un comunicato dal titolo “Castelbuono paese DiVino? Noi diciamo di sì”, e del capogruppo del Nuovo centrodestra Fabio Capuana, che comunque scrive: «Non posso, di contro, condividere ed accettare i modi e i toni con cui si attaccano le Istituzioni. Pur comprendendo le motivazioni che hanno indotto a tale sfogo il Presidente dell’Associazione organizzatrice, tali atteggiamenti vanno limitati, poiché il dialogo resta ed è l’unico baluardo che consente ad una società civile di rimanere tale e alla democrazia di imperare».

E il sindaco Tumminello, ritornando sul caso, apre al dialogo: «Continuo con le stesse considerazioni iniziali. Lui può tranquillamente fare quello che ritiene opportuno. Ho risposto dicendo: ce ne faremo una ragione, e lo confermo. Ha fatto tutto da solo, scegliendo la strada più tortuosa per raggiungere la meta. Io l’ho ribadito fin dall’inizio: in questi anni abbiamo voluto valorizzare questa manifestazione come tanti altri eventi, in parte anche nuovi, che danno slancio al nostro sistema economico, che certamente si basa sull’arte, sulla cultura, sulla natura e sull’enogastronomia. Se lui vuole dialogare, come mi sembra di capire e com’è giusto che sia, con questa Amministrazione, potrà contare su tutto il sostegno possibile in termini di logistica, di luoghi, di autorizzazioni. Certamente e necessariamente, dovremo verificare quanto l’Amministrazione potrà mettere a disposizione del Festival. Come già annunciato, sono certo che riusciremo a fare il Festival, rispettando anche l’impegno che, in seguito al suo annuncio di abbandono, ho fatto nei confronti dei ristoratori, degli albergatori e della cittadinanza».

 

(ilcaleidoscopio.info – Giuseppe Spallino)

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