Chiuso l’asilo nido ed annullata l’intitolazione

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2 Commenti

  1. piro ha detto:

    Capiranno mai i sedicenti operatori della (mala)politica la relazione che lega i servizi ai costi ? Da dove vengono e cosa hanno fatto costoro prima di andare a sedersi sugli scranni di Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo dei Normanni e nelle sedi comunali ? Non sono, forse, questi signori il prodotto di una società senza una scuola che forma, prepara alla vita, educa al senso della responsabilità ? Di fronte al fallimento del nostro Paese, certamente legato alla scelta (giammai ad una selezione rigorosa)dei rappresentanti del popolo, occorre chiedersi se è il caso di parlare di partiti o di concreghe partitiche. Nella normalità dei casi, e almeno così è in Germania, la vita dei partiti è regolata da una legge dello Stato che prescrive la formulazione di un programma e l’ elezione di organi di controllo interni. Questo è il caso anche di partiti che si fondano su una idea e su ideali.
    Le congreghe partitiche sono tutt’ altra cosa: o ruotano intorno ad un personaggio che raramente è in grado di ispirare la fiducia necessaria e trasmettere l’ affidabilità indispensabile in quanto privo di esperienza di vita vissuta all’ interno dei sani gangli della società, o è il prodotto estemporaneo di un fenomeno d’ epoca, avulso dalle passioni che esistono, animandola e vivificandola, in ogni comunità grande o meno che sia. Nel secondo caso possiamo parlare di anormalità o di assurdità che in alcun caso, e al lume della ragione, possono giustificare l’ assunzione di un personaggio come punto di riferimento ideale. Dalle congreghe partitiche dominate dall’ invadenza di un personaggio non c’ è che da diffidare. Non ha importanza se si tratta di soggetti che agitano il vessillo di presunti valori esistenti o latenti nella società. Si è sempre in presenza di forme più o meno esasperate di egocentrismo, talvolta sapientemente mascherate dietro il paravento di bonum communis di facciata, che nulla da condividere ha con i bisogni reali, complessi e variegati, della società del XXI Secolo. Che nel nostro Paese, in particolare, ci si trovi a fronteggiare una forma di smarrimento in dipendenza della mancanza di bussole di riferimento e orientamento, mi sembra più che evidente. La questione è come implementare nel presente le certezze del domani . . . . se di “certezze” ci è consentito parlare. Forse di speranze. Ma anche queste devono avere le premesse cui fare riferimento. E queste premesse dipendono da noi e soltanto da noi. Insomma dalla nostra capacità o meno di saper leggere i segni del tempo nel quale viviamo e il suo (Zeit)geist (spirito). Un mio caro amico lamentava, in occasione di un nostro ormai molto lontano incontro, che l’ uomo contemporaneo ha perduto ogni capacità di “pensare” o di “cogitare”. Aveva ragione ! Quella incapacità che non ci consente di “essere”. Quello “essere” o “Sein” che da Platone a Martin Heidegger accompagna l’ uomo nel suo tormentato percorso terreno.

  2. controcorrente ha detto:

    Mi sembrava l’ora. Nessuno si è accorto che da almeno dieci anni l’asilo ospitava al massimo sei bambini con n. 4 maestre? Non esiste il parametro bambini- insegnanti per legge?

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