Costituente: “Il grande calderone della mensa scolastica”. Il sindaco risponde alla interrogazione dei consiglieri di Minoranza

Pubblichiamo la risposta del Sindaco alla nostra interrogazione sull’uso della mensa scolastica per scopi estranei alla sua funzione di refezione per gli studenti.

A seguito di segnalazione da parte dei cittadini del fatto che i locali della mensa vengono utilizzati in orario pomeridiano e serale, quindi al di fuori dell’orario della refezione scolastica, per cene legate ad iniziative comunali e non, avevamo consultato l’albo pretorio e, non avendo trovato nulla, il 21 novembre 2025 abbiamo fatto un’interrogazione per sapere:

  1. se i locali della mensa vengono utilizzati per iniziative estranee alla refezione scolastica;
  2. se esistono atti amministrativi che giustificano tale eventuale utilizzo dei locali;
  3. se i locali dopo tali iniziative vengono riconsegnati in condizioni igienico-sanitarie idonee al successivo utilizzo per la refezione scolastica;
  4. se il personale che gestisce tali eventuali iniziative è lo stesso che gestisce la refezione scolastica;
  5. se il costo del personale rientra nel costo della refezione o è un costo a parte;
  6. se le derrate alimentari e tutto ciò che riguarda la pulizia dei locali rientrano negli impegni economici della refezione scolastica o sono coperte da impegni a parte.

Nella risposta all’interrogazione, il Primo Cittadino come sempre evita di rispondere alle domande, proponendo una raffica di argomentazioni che sviano l’attenzione di chi legge sul terreno che gli è più congeniale, quello dello scaricamento delle responsabilità.

Ammette subito che la mensa viene utilizzata per finalità estranee alla sua funzione, ma poi la butta sul solito argomento secondo cui “si è sempre fatto così”, dal ‘94 ad oggi. Sarebbe bene che elencasse tutte le volte che, nei periodi in cui non è stato sindaco, la mensa è stata utilizzata per banchetti estranei all’attività scolastica.

Vista la sua risposta, ci piacerebbe anche che venisse reso pubblico un elenco dettagliato dei banchetti e di ogni altra occasione di utilizzo della mensa scolastica in orari e con scopi diversi dalla refezione per i nostri ragazzi, per informare i cittadini sull’uso di attrezzature pubbliche, ma anche per confrontare questi dati con le informazioni in nostro possesso e con le segnalazioni di chi, passando davanti alla scuola a tarda sera, avrebbe visto le luci della mensa accese e delle auto parcheggiate nello spiazzo della scuola.

Ma su questo non risponde.

Noi non abbiamo espresso alcuna valutazione sugli scopi di beneficenza per i quali, secondo quanto dice il Sindaco, la mensa sarebbe stata utilizzata e su cui, se opportunamente e doverosamente resi pubblici tramite albo pretorio, potremmo anche, dopo opportuna valutazione, convenire.

Chiedevamo invece se ci sono atti amministrativi a supporto di queste attività. Naturalmente su questo non risponde, presumibilmente perché gli atti amministrativi sono per lui una inutile perdita di tempo. La trasparenza degli atti amministrativi, e prima ancora la loro esistenza, sono un dovere della buona amministrazione e sono presupposto indispensabile affinché i consiglieri comunali e i cittadini possano valutare l’opportunità dei nobili scopi perseguiti dal Sindaco con le sue iniziative. E, visto che parla del ’94 e giusto per marcare la differenza, vogliamo ricordargli che gli atti amministrativi, come gli statuti e i regolamenti, da altre amministrazioni non erano considerati strumenti inutili o vincoli da interpretare per neutralizzarli, ma necessari elementi dell’attività amministrativa.

Il Sindaco sostiene anche che ci sarebbe un preciso obbligo da parte degli estranei che utilizzano i locali di riconsegnarli, dopo l’uso, perfettamente puliti. Non è dato sapere in base a quale convenzione sia stato assunto tale obbligo, e soprattutto se esso venga adempiuto perché le notizie che abbiamo sono di diverso tenore.

D’altra parte, gli addetti alla mensa, che la mattina seguente utilizzano i locali, difficilmente potrebbero raccontare come stanno le cose, perché la precarietà della loro situazione, la dipendenza del loro lavoro da selezioni dal carattere oscuro e l’atmosfera pesante che si respira (vedi le recenti vicende venute alla ribalta della cronaca) non permettono loro di esprimersi liberamente.

Sempre a parere del Sindaco, queste estemporanee iniziative se avvengono in orari o giornate diverse rispetto all’orario ordinario della mensa non sarebbero un costo a carico del Comune ma della cooperativa Gi.Co. Peccato che dalla determinazione del 1° settore n. 345 del 9 settembre 2025, reg. gen. N. 1417, relativamente alla manifestazione che si è svolta dal 10 al 13 luglio e di cui si allega un ritaglio, risulti cosa diversa.

Ci permettiamo di ritenere che non sia l’unico caso e che difficilmente costi del genere ricadano sulla cooperativa.

Riguardo alle derrate utilizzate per i banchetti, il Sindaco risponde che la maggior parte sia stata fornita da sponsor. Non è dato sapere se ci siano delle convenzioni alla base di queste sponsorizzazioni e altri documenti di supporto, quale sia l’ammontare di queste sponsorizzazioni, chi siano gli sponsor, e se soprattutto si tratti di soggetti che intrattengano altri rapporti con il Comune, in quanto affidatari di pubbliche forniture. Apprendiamo pure che soltanto sale e pepe non vengono contabilizzati. Poca roba, quindi.

Sorvoliamo sull’ultima parte della risposta del Sindaco, perché esula delle nostre domande, e attiene alla ormai ossessiva divulgazione della sua immagine di amministratore ospitale, solidale e padre di famiglia.

Queste autocelebrazioni poco interessano i cittadini, ma certamente sono più funzionali alla spasmodica ricerca di accredito presso le segreterie dei partiti, nella speranza che ancora qualcuno gli creda e gli offra l’agognata collocazione che lui ritiene di meritare dopo la fine della sua esperienza sindacale.

Noi riteniamo che l’utilizzo dei beni pubblici vada regolamentato stabilendone le finalità, le procedure e le modalità.

In merito all’utilizzo dei locali scolastici, il cui fine primario è la formazione delle giovani generazioni, ci riserviamo come Costituente di proporre un apposito regolamento in Consiglio comunale.

Costituente per la Castelbuono di domani

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