Costituente: Il Sindaco “ricicla” le auto della Polizia Municipale. Un’operazione di disinvolta ingegneria amministrativa

(Riceviamo e pubblichiamo) – Negli ultimi giorni il Sindaco si è cimentato in una vera e propria acrobazia amministrativa: la riconversione delle auto della Polizia Locale in veicoli a “uso proprio” (vedi determina allegata)
Ricostruiamo la storia.
IL TENTATIVO DI GIUSTIFICAZIONE: “Mi sacrifico per il paese”
Con nota prot. 10039 del 10.06.2025, il Primo Cittadino risponde a una precisa interrogazione della minoranza, cercando di dimostrare che l’uso delle auto comunali (una Jeep Renegade targata YA289AG in particolare) è avvenuto sempre per fini istituzionali. Descrive un’attività instancabile, h24, in cui si mescolano emergenze locali, rappresentanza istituzionale, partecipazioni a missioni internazionali, trasferte associative e… viaggi con familiari al seguito.
Insomma, “una dedizione totale”, al punto da richiedere un’auto sempre disponibile per spostamenti “improrogabili”.
IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO: “Solo una formalità?”
Ma il vero colpo di teatro arriva qualche giorno dopo, con la Determinazione n. 153/2025 del 16.06.2025 del Responsabile del Settore Tecnico Urbanistica. Con questa determina viene avviata la procedura di “reimmatricolazione e cambio d’uso di ben tre veicoli” della Polizia Locale: Fiat Panda, Jeep Renegade, Suzuki Ignis.
Vuole davvero farci credere che questo repentino cambio di destinazione d’uso sia solo frutto del caso? Che proprio adesso, dopo le osservazioni sollevate sull’uso dell’auto, si sia sentita l’esigenza di trasformare le auto della Polizia Locale in veicoli ad uso proprio?
Riportiamo due passaggi fondamentali della determinazione del settore 5 n.153/2025. Nel documento si legge:
“Con nota del Sig. Sindaco prot. interno 11417 del 29/05/2025 si è indirizzato questo Settore […] per la sostituzione delle targhe dei veicoli in dotazione dei VV.UU. […] con targhe civili»
E si dà atto che:
“con nota prot. interno 12027 del 06/06/2025 e a seguito di richiesta verbale del Sig. Sindaco, è soggiunto un preventivo per il “servizio di re-immatricolazione e cambio d’uso autoveicoli Fiat Panda targ. YA977AK – Jeep Renegade targ. YA289AG e Suzuki Ignis targ. YA617AR da Polizia Locale a uso proprio”»
Questo suggerisce due punti cruciali:
- È il Sindaco stesso che ha avviato il cambio d’uso. Nella determina si legge che è lui e non gli uffici a fare richiesta verbale del preventivo ad un’agenzia, quasi fosse a casa sua e chiamasse un suo amico chiedendogli il costo di un servizio.
- Lo ha fatto in un momento successivo a quanto da noi segnalato.
Quindi, la richiesta di cambio d’uso, a nostro avviso, potrebbe essere letta come un tentativo di “regolarizzazione ex post” per una condotta già avvenuta. A questo punto non si offenda il Sindaco se — per pura cautela intellettuale — ipotizziamo che sia in atto un maldestro tentativo di svincolarsi dalle responsabilità pregresse.
LO SCARICO DI RESPONSABILITÀ PERSONALE: “Viaggio anche con la famiglia, ma è tutto istituzionale”
Il Sindaco ammette candidamente l’utilizzo del veicolo comunale per missioni fuori sede con la moglie e la figlia al seguito, giustificandolo come prassi istituzionale. Peccato che:
Art. 97 Costituzione: pretende imparzialità, buon andamento e trasparenza della pubblica amministrazione. Portare familiari in missioni finanziate con mezzi pubblici non è esattamente l’essenza dell’imparzialità. Il mezzo, guidato senza patente apposita e con passeggeri “civili” a bordo, non sarebbe coperto dalle polizze assicurative stipulate per mezzi ad “esclusivo uso di polizia stradale”.
Art. 107 TUEL (D. Lgs. 267/2000): riserva ai dirigenti la gestione amministrativa e dei beni patrimoniali. Il Sindaco non può disporre a suo piacimento di beni comunali o richiederne un cambio di destinazione d’uso senza atti motivati (qual è il fine istituzionale del cambio? Deve scriverlo) e autorizzazioni conformi ai regolamenti interni. Il responsabile che firma si assume la responsabilità delle velleità del Sindaco che, in queste cose, è abilissimo a non sporcarsi le mani.
IL PARADOSSO DEL RISPARMIO: “Viaggio in auto per risparmiare”
Curiosa, poi, l’affermazione secondo cui viaggiare in auto sarebbe stato economicamente più vantaggioso rispetto all’aereo.
Peccato che la legge impone agli enti locali il rigoroso contenimento delle spese per missioni e trasferte, da documentare e giustificare analiticamente; in pratica: deve farci vedere prima i conti che ha fatto e poi dirci quanto ha risparmiato e non basarsi su valutazioni soggettive ed estemporanee, altrimenti “di cosa stiamo parlando?” (cit. sindaco).
Oltretutto, con il cambio targa si andranno a pagare i bolli annuali che, invece, con targa speciale, non si pagano. Quindi tre spese annuali in più per tre auto acquistate attraverso una convenzione Consip “Veicoli per le Forze di Sicurezza in acquisto 3” (Determina n. 1250 del 16.12.2020), quindi non destinata all’acquisto di auto ad “uso proprio”. Quindi il risparmio è lo specchietto per le allodole che si tira fuori solo quando serve?
COSA PREVEDE LA LEGGE (che il Sindaco evidentemente omette)
a) Spetta in via esclusiva agli organi di Polizia Municipale la funzione di polizia stradale, per cui necessitano di veicoli appositamente adibiti e riconoscibili (targhe speciali, scritte, colori d’istituto, dispositivi luminosi e sonori).
b) È consentito a tali veicoli di circolare con sirene e lampeggianti solo se in servizio di polizia e solo essendo in possesso di patente apposita.
Dunque, rimuovere la destinazione d’uso significa, obbligatoriamente, dismettere ogni funzione operativa per i vigili urbani che non potranno più utilizzare quei mezzi per svolgere funzioni di pattuglia, polizia stradale e pronto intervento.
Allora ci siamo chiesti se i VVUU avessero altre auto e lo abbiamo chiesto al Comandante che, nella risposta Prot. Int 0013402 del 23-06-2025, afferma che le autovetture in dotazione alla Polizia Municipale sono proprio le tre macchine, e solo quelle:
1) FIAT PANDA TARGA YA977AK
2) JEEP RENEGADE TARGA YA289AG
3) SUZUKI IGNIS TARGA YA617AR»
In pratica, con il cambio targhe il comune di Castelbuono non avrà più nessun mezzo idoneo al servizio di polizia stradale e l’utilizzo di mezzi ad “uso proprio” da parte dei Vigili Urbani, di fatto, renderebbe contestabili gli atti prodotti nell’espletamento delle loro funzioni.
Infatti: un verbale di violazione al C.d.S. redatto da un agente:
- in uniforme, ma su veicolo non idoneo o non autorizzato (es. ad uso proprio),
- senza rispettare i requisiti di legge (segnaletica, mezzi, visibilità),
può essere annullato.
Insomma, ci sono tutti i presupposti per la configurazione di interruzione di pubblico servizio. Il cambio d’uso deciso personalmente dal Sindaco interromperebbe un pubblico servizio essenziale.
- Se il buon senso vacilla, e in mancanza di un ragionevole ripensamento, restano per fortuna, il Codice della Strada, il TUEL, il Codice Penale, diverse norme di diverso ordine e con diversi gradi di sanzioni, oltre che la Corte dei Conti, e forse anche qualche altro organo di controllo che, prima o poi, sarà costretto a intervenire.
- Ai cittadini rimane almeno la certezza che il Sindaco ha girato mezza Italia, e anche parte d’Europa, per “rappresentare la comunità” ben accompagnato dalla famiglia.
Peccato che, nel frattempo, i vigili rischino di non avere più i mezzi idonei per rappresentare la legge sulle strade del suo/NOSTRO paese.
Costituente per la Castelbuono di Domani
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