Costituente: Paralisi del Consiglio Comunale: tra incompetenza tecnica e sciacallaggio politico

(Riceviamo e pubblichiamo) – Il gruppo politico “La Costituente per la Castelbuono di domani” esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per lo stato di stallo in cui versa il Consiglio Comunale, culminato nella revoca della convocazione della seduta dello scorso 20 marzo.

L’inefficienza delle istituzioni

I lavori d’aula sono attualmente bloccati a causa dell’incertezza del Presidente del Consiglio, Mauro Piscitello, in merito alle procedure di dimissione e surroga dei consiglieri. Nonostante il TUEL (Testo Unico Enti Locali) detti norme chiare e inequivocabili, il Presidente si trova costretto a richiedere audizioni regionali per sanare dubbi procedurali che un ruolo così delicato — e lautamente remunerato — non dovrebbe permettersi di avere.

Il caso è esploso con le dimissioni del consigliere Domenico Prisinzano prima ritenute valide, poi scoperte irregolari grazie alle segnalazioni della minoranza, portando infine al caos amministrativo e alla sospensione delle attività. Ci chiediamo: come mai il Segretario Comunale ha permesso tale vuoto conoscitivo?

La verità sulla “Questione Morale”

Respingiamo fermamente le accuse strumentali lanciate su presunti interessi interni alla Costituente da parte del gruppo dei “Democratici” a cui appartengono il Presidente Piscitello e il vice sindaco Mazzola dopo il cambio di casacca dalla sindacatura Tumminello del 2012 a quella di Cicero del 2017 e del 2022. Non esiste alcuna ombra morale sulla Costituente e sulla posizione dell’ing. Raimondo (subentrante di Prisinzano), la cui temporanea incompatibilità è legata a un incarico tecnico pregresso e in via di conclusione.

● Il consigliere Prisinzano ha deciso di non sanare il vizio di forma riservandosi di ripresentare le dimissioni quando verrà meno l’incompatibilità dell’ing. Raimondo.
● L’ing. Raimondo era pronto a dimettersi dall’incarico rinunciando al compenso, ma ciò avrebbe causato ritardi nella conclusione delle procedure amministrative.
● Non c’è nulla di immorale nel voler garantire a un cittadino eletto il diritto di ricoprire il proprio ruolo senza danneggiare la comunità.

Forse i Democratici si riferiscono ad altri interessi, non interni alla Costituente, sulla base dei quali era stato convocato un Consiglio comunale tra i cui punti all’ordine del giorno ricordiamo le comunicazioni del sindaco e del Presidente del consiglio, improvvisamente diventate inutili data la revoca.

Cittadini ostaggi del silenzio

Mentre la maggioranza si lancia in giudizi pretestuosi per colpire una “minoranza fastidiosa”, i problemi reali restano al palo. La paralisi del Consiglio impedisce, infatti, la discussione di punti importanti già presentati dalla Costituente al protocollo del Comune, quali:

● Il regolamento della commissione mensa.
● Le proposte della Costituente per la gestione del servizio idrico, urgenti dopo i gravi episodi di inquinamento chimico e batteriologico al quale i cittadini sono stati esposti in maniera irresponsabile.

L’improvvisazione e il tatticismo politico non possono più gravare sulle spalle dei cittadini. La Costituente ha già inviato note formali per risolvere questo impasse indecoroso e restituire dignità alle istituzioni.

Il Gruppo Politico “La Costituente per la Castelbuono di domani”

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