Di Fontanelle, di auditorium e di altre sciocchezze

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2 Commenti

  1. Antonio Di Garbo ha detto:

    Caro Massimo, devo purtroppo farti notare che in merito alla riproposizione del tradizionale veglione di carnevale dell’anno 1999, hai omesso di citare molti nomi di persone che impegnando il proprio tempo, hanno contribuito alla rinascita della manifestazione mentre hai citato qualche altro che non ci azzecca nulla.
    Non faccio riferimento a me, ma innanzitutto ad altri organizzatori di quella edizione, che fra l’altro ci hanno rimesso denaro di propria tasca, così come al gruppo “gli amici di Bertoldo” che oltre che da Mario Ignatti era anche formato da Peppinello Mazzola, da Cesare Fiasconaro e da un certo numero di ragazzi. In più il gruppo “i nipoti da’ zza’ Cicca” di cui oltre al nome che hai citato tu, era formato anche Peppinello Barbarotto, Piero Lo Re ed il sottoscritto.
    Di quella edizione non ho ricordi di Michele Crivello, se non tra il pubblico.
    Questa non vuole essere assolutamente una nota polemica ma soltanto una precisazione, dato che “ciò che è scritto leggere si vuole” e purtroppo rischia di rimanere “verità storica” come nel caso del nome di qualcuno scritto sui manifesti come regista o di qualche altro, descritto su alcuni libricome “l’unico attore di veglione” di Castelbuono.
    Per il resto, pur avendo rispetto per la scelta fatta a suo tempo dal tuo gruppo, vale a dire di rappresentare i vostri lavori in siti diversi dal luogo dove veniva organizzato il tradizionale veglione di carnevale, devo aggiungere che oltre ai motivi da te addotti ce ne sono stati altri, quali ad esempio quello della mancanza del rispetto degli orari, per scelta dell’organizzazione che per incoraggiare i nuovi gruppi, costringevano noi ad orari assurdi.
    In una foto scattata in una di quelle occasioni, all’inizio della rappresentazione, sono stato ripreso con l’orologio al polso che segava le 4:10 del mattino.
    Ti prego di scusare la mia intromissione che altro non vuole essere se non un tentativo di rettificare la verità a merito di chi si è realmente impegnato in quell’occasione che poi è stata la ripresa del Carnevale castelbonese.

  2. Antonio Di Garbo ha detto:

    Aggiungo ancora, per maggiore precisione che, del nostro gruppo ” i niputi da’ zza’ Cicca ‘ in quell’occasione ha fatto anche parte, anche se soltanto in veste di “suonatore di contrabbasso” il mitico Cosimo Sferruzza.
    Per onore della verità, va pure chiarito che a quella edizione non ha preso parte neppure Pietro Carollo, in quanto le canzoni del gruppo “gli amici di Bertoldo” quella sera sono state accompagnate dalla chitarra di Enzo Cucco, in prestito dal tuo gruppo.
    Gli eroici volontari che quell’anno hanno ripreso la tradizione del veglione di carnevale, che assieme al nominativo fatto da te si aggiungevano Paola Sferruzza e sua sorella Anna, Antonietta Piro, Salvatore Mazzola e forse altri che io non ricordo, per rientrare nelle spese, ogni sera, loro stessi, oltre alle altre somme anticipate, pagavano il biglietto di ingresso.

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