Emergenza coronavirus. Il sindaco scrive ai cittadini residenti e ai fuori sede

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7 Commenti

  1. vincenzo capuana ha detto:

    Sindaco Cicero,
    attendevo e speravo che arrivasse questa sua lettera aperta alla cittadinanza su questo argomento da almeno 2 settimane; e ancor di più, devo esser sincero, da quanto ho appreso con sgomento che ancora lo scorso 8 marzo ci si sollazzava irresponsabilmente nella nostra comunità festeggiando la festa della donna nonostante gli appelli del Governo.
    Argomenti probabilmente più importanti, quali la relazione annuale (2017-2019) dell’attività dell’amministrazione o la quotidiana polemica politica l’hanno distratto da questo “diritto-dovere”: ma, come direbbe un vecchio saggio, meglio tardi che mai.
    Ero curioso di leggerne i contenuti.
    In particolare il passo successivo alle sue premesse “così che ognuno di noi possa riflettere sui propri comportamenti, sia attuali che futuro” mi induce a esplicitare una mia riflessione, una semplice opinione e pertanto fallace e ancor meno ecumenica, e scrivere anche perché abbiamo tanto tempo disponibile da far trascorrere in casa, anche oziando in questi giorni, e con la serenità di veder aumentare i casi in maniera non più esponenziale e in un momento che vede la nostra comunità indenne, almeno fino ad adesso, da casi di contagio.
    Non scrivo nella qualità di “ mediocre dirigente del circolo del Pd di Castelbuono” quale sono orgoglioso di essere: lo stesso, e lo ricorderà certamente, che dietro la non anonima figura del “compagno zeta” si appellava invitavando gli elettori a sostenere, fra gli altri, la sua candidatura al Senato per il centrosinistra nello stesso momento in cui un autorevole esponente della forza politica che lo sostiene in consiglio comunale, in un momento cruciale per la democrazia in Italia, raccoglieva le firme a sostegno di una lista concorrente; probabilmente, mi permetta questa valutazione, Egli non aveva poi questa grande stima politica per il “suo” Sindaco, forse troppo poco di sinistra ai suoi occhi in quanto candidato dal voto quasi unanime della Direzione del Pd di Renzi, Lotti e della Boschi.
    Scrivo in quanto castelbuonese che riconosce nel Sindaco, qualunque esso sia, l’autorità civile della nostra comunità; a maggior ragione in questo tempo drammatico.
    E credo sia stato doverosa questa sua missiva nei giorni che non definirei tristi ma come “il tempo della responsabilità”.
    E’ il tempo della responsabilità per i cittadini.
    E’ il tempo in cui il comportamento responsabile del singolo cittadino distanziato socialmente anche dagli affetti più cari, e non nascondo quanto ciò mi stia costando personalmente, permetterà di limitare lo sviluppo dell’epidemia. E’ l’unica possibilità che abbiamo per rendere meno drammatico possibile il bilancio in termini di perdite di vite umane e il modo più veloce, così come la Cina ha indicato la strada, per superare l’emergenza sanitaria. Tempo che probabilmente si protrarrà per tante settimane ancora e sarà proprio in quelle settimane che dovremo esser ancora più responsabili.
    Questa epidemia tutt’altro che inaspettata, vedi la profezia del 2015 di un visionario come Bill Gates, ci ha già cambiato.
    Ha già cambiato le nostre abitudini.
    Ha già cambiato la nostra socialità.
    Ha già cambiato le nostre priorità.
    Cambierà i nostri stili di vita e la nostra economia.
    E’ ovvio che questa tragedia è un momento di rottura che porterà l’umanità ad un cambiamento; non è scritto da nessuna parte che tale cambiamento debba esser per forza o soltanto qualcosa di negativo.
    Anzi.
    Dai nostri attuali e futuri comportamenti individuali e collettivi, non senza sbandamenti, paure, solitudini e dolori dipenderanno i cambiamenti che attraverseranno la nostra società.
    Di certo stiamo riscoprendo e dando un valore alle competenze.
    E mi auguro ne manderemo tante competenze a comporre il prossimo Parlamento.
    Di certo un modello di società o di istituzioni dove uno vale uno è solo una grande stupidità: il Prof. Galli (epidemiologo delll’Istituto Sacco) vale molto più di me.
    E il primo che ci chiederà il voto cercando di alimentare paure e parlando di no vax, mi auguro, che avremo la forza di assicurarlo “a pirati nto culi”.
    Di certo non ci sarà un numero chiuso per accedere ai corsi di medicina e infermieristica dal prossimo anno nel nostro Paese.
    Poi c’è la responsabilità di chi rappresenta le Istituzioni.
    State scoprendo e censendo, non credo ne foste a conoscenza di tutti altrimenti non ci sarebbe bisogno di mandare sms con il system alert e farvi contattare tramite un recapito telefonico, che nella nostra comunità ci sono tanti bisogni, tante solitudini, tante necessità sommerse, tante fragilità e dar loro una risposta è divenuta priorità in questa fase. Abbiamo capito, almeno mi auguro sia così, come tante priorità, in realtà, erano solo degli orpelli quando il bene essenziale è la salute e/o dare una risposta a quei bisogni e a quelle fragilità.
    Ecco.
    Forse quando usciremo dall’emergenza sanitaria avremmo imparato la lezione immaginando un modo diverso di esser comunità anche a Castelbuono.
    Partendo da chi ne rappresenta le Istituzioni democraticamente elette e mi auguro, e ne sono certo, che il Suo invito alla riflessione non sia solo un invito agli altri.
    La visione di costruire luoghi di aggregazione sociale, centri diurni per anziani e giovani portatori di fragilità dovrà esser una priorità anche per limitare fenomeni quali uso ed abuso di alcol e sostanze stupefacenti e ludopatie, che almeno leggendo dalle cronache dei giornali, sono diffusi anche nella nostra comunità.
    Forse si è sbagliato a non dare seguito a progetti già finanziati; perchè torneremo a riaggregarci, torneremo ad esser animali sociali e torneranno puntualmente a mancare quei luoghi.
    La responsabilità per le Istituzioni è occuparsi immediatamente delle emergenze, rendere operativi progetti che possono esser cantierabili anche grazie alle risorse proprie del bilancio comunale e non aspettare che siano altri a farlo assumendoci responsabilità ed intervenendo con urgenza, ad esempio, sulla frana del passetto; sarà necessario non solo per risolvere un problema, fatto tutt’altro che secondario, ma anche per creare lavoro e rendere meno stringente la crisi economica che questa emergenza sanitaria lascerà in eredità.
    Lo stesso dicasi per il Teatro le Fontanelle.
    E’ il momento di assumersi la responsabilità e farlo non solo per dare dignità paesaggista a quell’area e dare seguito alle aspettative delle associazioni culturali che lo chiedono ma anche per creare lavoro subito, immediatamente dopo la risoluzione dell’emergenza sanitaria. E quando torneremo a riaggregarci sarà bello farlo in un luogo che deve esser il simbolo della bellezza e della rinascita.
    Poi un ragionamento andrà fatto sulle aree pedonali: le ultime residuali piccole botteghe del corso e delle aree limitrofe non possono esser straordinariamente utili in questo momento, e a loro va il mio plauso, per poi dimenticarcene fra qualche settimana quanto ritorneremo a comprare su Amazon e a frequentare i centri commerciali a decine e centinaia di km di distanza.
    Non è più il tempo per nessuno di autoassolversi.
    Fare il proprio dovere per chiedere il rispetto di un proprio diritto.
    Esser credibili per pretendere: da quel momento è giusto pretendere che si investa sulla sanità, sul dissesto idrogeologico del territorio, sulla viabilità.
    E se avesse, per caso, consapevolezza di esser circondato da mediocrità, anche a questo livello, forse è il momento di dare spazio alle competenze.
    E poi c’è la responsabilità dell’impresa.
    Passata l’emergenza sanitaria sarà il momento in cui le eccellenze castelbuonesi le Aziende Fiasconaro, Forti, Tumminello, Abbazia S. Anastasia, F.lli Sferruzza e tutti gli altri aiutati speriamo da un sistema burocratico diverso e da liquidità finanziaria fresca, possano continuare, e sono certo che lo faranno, a restituire alla comunità, in termini di occupazione ed investimenti ciò che hanno ricevuto e ricevono, e parlo della castelbuonesità, come valore aggiunto ed ingrediente straordinario ed unico dei loro prodotti.
    Questa è la mia riflessione che non può non contenere un ringraziamento a chi ancora oggi, da eroe, opera senza una mascherina o senza dei guanti contro una male invisibile e subdolo. E non a Milano o Bergamo, ma anche a Castelbuono e a Cefalù per non andare lontano.
    E non può non terminare con un appello a tutti coloro che legittimante sono ritornati ai propri affetti scappando dalle aree epidiologicamente più colpite dal virus rischiando, in buonafede sono certo, di esser vettori inconsapevoli del virus: isolatevi dai vostri affetti, restiamo distanziati socialmente.
    Andra’ tutto bene e diventeremo una società migliore, più giusta.
    E scomparirà, sono certo, il bullismo nella classe politica e dirigente oltre che nella società.
    Dipende solo da Noi.
    NOI, l’insieme degli IO.

    Vincenzo Capuana

  2. Pompa magna ha detto:

    Sindaco, c’è una ragione per la quale la disinfezione è stata fatta più volte in questi giorni e sempre in pieno giorno con i negozi di frutta e verdura aperti e con un sacco di gente in giro, quando di solito si fa di notte senza essere visti da nessuno? Ci si deve fare vedere? Si vuole comunicare qualcosa? Ci dica

  3. Alex ha detto:

    Non è in momento di fare polemiche
    Scusate ma penso questo.
    Non si finisce più di leggere.
    Al momento polemiche inutili.

  4. Curioso ha detto:

    È incredibile, pazzesco e vergognoso che si parli della sanificazione (?) eseguita senza “sperperare” soldi pubblici. Tanto di cappello ai volontari dell’Avis, ma le sembra questo il momento di pensare a non “sperperare”? Non era sperperare spendere 30.000 € per acquistare due telecamere per la ZTL mai utilizzate? Non era sperperare spendere altrettanto in luci e amplificazione per il Cine Astra? Non era sperperare acquistare un autovelox costosissimo utilizzato si e no venti volte in un anno? Non era sperperare denaro pubblico partecipare ad una cena all’ambasciata del Vietnam a Roma?
    E poi, quale esperto ha consigliato i prodotti da utilizzare, oppure è un’idea del solito tuttologo? E perché non farla di notte ma in pieno giorno? Cosa si vuole mostrare o dimostrare?
    Qualcuno è in grado di rispondere a queste domande?
    Se proteggere adeguatamente la sanità pubblica è considerato da qualcuno uno “sperpero”, c’è qualcosa che non funziona nel “sistema paese” e quindi bisogna provvedere subito: DIMISSIONI!

    • Parcheggiatore abusivo ha detto:

      Hai dimenticato 40.000€ di utilissimi parcometri …un finissi mai di diri mah!

      • Mascherina ha detto:

        Infatti, e poi la sanificazione si fa “senza sperperare” soldi pubblici. Una maschera si devono mettere, per la vergogna! Dimissioni subito!

  5. ma quale sistema paese ha detto:

    Il tanto decantato sistema paese, che non esiste, oggi ha perso un’altra occasione.
    Le pasticcerie che hanno ugualmente scelto di produrre i tradizionali dolci di S. Giuseppe, anziché guadagnare qualche centinaio di euro, che non ha cambiato il loro destino economico, e probabilmente messo in giro tanti cittadini con i rischi annessi e connessi (oltre che i rischi per i propri lavoratori), avrebbero potuto DONARE alla comunità i loro sfincioni e, utilizzando ad esempio i canali della protezione civile, farli distribuire alla popolazione per addolcire il peso gravoso delle misure imposte dall’epidemia.
    Un tale comportamento avrebbe permesso fra l’altro, passata l’emergenza sanitaria, un maggior consenso sociale a misure a favore di queste attività produttive che non condivideremo.

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