Estate del 1943, quando gli americani entrarono a Castelbuono – Un aneddoto tragi-comico

7 Commenti

  1. Antonio ha detto:

    Si ricorda il nome del compaesano che intervenne?

  2. Ultimo ha detto:

    Mi sono sempre chiesto cosa sia successo a Castelbuono nel periodo delle guerra, se i Tedeschi erano stanziati in paese e cosa successe. Ma non si trovano fonti. Tranne qualche racconto.

  3. Antonio ha detto:

    provi a leggere il libro la croce sul pane di Franco Lupo.
    ci stanno un paio di aneddoti

    poi io ho ricordi dei miei nonni sfollati.
    della distruzione del ponte di nocilla da parte dei tedeschi in ritirata
    del singolo tedesco lasciato li con una mitragliatrice che blocco per ore le colonne americane (Patton?)
    nella loro corsa su messina
    (gli inglesi erano impatanati contro i tedeschi e alcuni reparti Italiani nella piana di Catania)
    il tedesco fu stanato con l’aiuto di un paesano che rivelò un viottolo per prenderlo alle spalle
    mio nonno mi racccontò che aveva 12 casse di munizioni

    e la piana di san giovanni, con tantissimi fucili abbandonati dagli italiani in rotta (avevavo tolto gli otturatori prima) erano pezzi di legno così

    e gli americani che ricostruirono in 8 ore in ponte della nocilla
    (fu un motivo di stupore immenso)
    sempre mio nonno mi raccontava che le botteghe subito scrissero un incerto WELCOME
    sui vetri delle vetrine tipo scritta di natale (i barbieri almeno)
    mio nonno mi chiese una volta, probabilmente per l’età declinante) chi fosse questo ELCOME perchè interpretava W (vica) Elcome
    ci risi su erano gli anni 70 ed ero bambino

    mi disse delle mitragliatrici spianate a piazza margherita, una verso a rua fera una verso corso umberto

    ricordi di bambino
    che sentiva della guerra come di una storia, una qualunque

  4. Giuseppe ha detto:

    Sempre in riferimento al capolavoro “La croce sul pane” di Franco Lupo, che dovrebbe essere imposto come lettura nelle scuole al pari dei Promessi sposi, mi piace sottolineare la fortuna che ha avuto Castelbuono ad essere invasa dagli americani piuttosto che dagli inglesi o dagli indiani. Ma la fortuna più grande fu quella di veder finita la guerra ben 21 mesi prima dal resto dell’Italia del nord e, fortuna ancor più grande, non aver vissuto gli orrori e le violenze della guerra civile o, peggio ancora, della resa dei conti successiva al 25 aprile 1945.

  5. Inorridito ha detto:

    A dire il vero la guerra non cominciò mai qui da noi. Quindi non vedemmo finire un bel niente. Non capisco poi che cosa c’entri “sempre in riferimento a…”. Sono forse scritte esclusivamente sulla croce sul pane quelle cose lì? E infine: ma cosa c’entra la croce sul pane con la scuola, anche quella di Castelbuono? Mah! Anche questa sarebbe, per lei Buona Scuola?

  6. Antonio ha detto:

    se è per questo siamo stati passivi anche con (non necessariamente nell’ordine): resistenza, risorgimento, ricostruzione, boom economico….
    andando indietro fino a angioni…lì i vespri siciliani furono originale (pare dicono gli storici, ma non ci stava nessuno) espressione di un popolo…ma solo perchè ci avevano toccato le “femmine”…

    blablabla su reali condizioni disagio sottosviluppo mireria

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