Grilli Castelbuonesi: chi paga il caos della TARES?

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1 Commento

  1. Giuseppe Fiasconaro ha detto:

    GRUPPO CONSILIARE
    L’ULIVO per Castelbuono
    con UNIONE CIVICA DI CENTRO

    PREGIUDIZIALE CONTRO L’INTRODUZIONE DEL TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI (TARES)
    (respinta dalla maggioranza consiliare nel Consiglio comunale 26 novembre 2013)

    Il regolamento iscritto all’ordine del giorno e proposto dall’Amministrazione comunale introduce il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, disciplinato dall’articolo 14 del decreto-legge 201 del 2011. La disciplina di detto tributo, che sostituisce la tassa di smaltimento dei rifiuti, prevede, in particolare, l’integrale copertura del costo del servizio a carico degli utenti ed un complesso meccanismo di determinazione della tariffa non governabile dall’organo decisorio. Nell’anno 2012 la copertura del costo del servizio è stato pari all’84,25%. E’ un tributo destinato a scomparire per essere sostituito con alta forma di entrata; in altre parole, nasce e muore nell’anno 2013. Nell’anno in corso, peraltro, gli utenti sono gravati da una maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro, riservata allo Stato.
    L’articolo 5, comma 4 quater, ha disposto una deroga alla disciplina della TARES, dando la facoltà ai Comuni di determinare i costi del servizio e le relative tariffe sulla base dei criteri applicati nel 2012 (cioè, sulla base della TARSU) e prevedendo la copertura della percentuale dei costi non coperti dal gettito richiesto agli utenti, attraverso il ricorso a risorse del bilancio comunale.
    Questo gruppo consiliare, in più circostanze a partire dal mese di agosto, quando ancora non era peraltro conosciuta la norma che ha dato facoltà di deroga alla TARES, ha richiamato l’attenzione dell’Amministrazione comunale e del Consiglio stesso, sul rischio di un aumento della pressione fiscale a carico dei contribuenti, non sostenibile in una situazione di crisi e di scarsa disponibilità di liquidità da parte di cittadini ed imprese.
    Il Sindaco, sollecitato dal responsabile del settore economico-finanziario, con una direttiva di due righe, senza alcuna motivazione, ha disposto che si applicassero le tariffe TARES.
    La proposta di tariffe che è stata elaborata e che sarà oggetto del successivo punto all’ordine del giorno comporterà un aumento dell’importo pagato lo scorso anno per il 64% (quasi i due terzi) delle famiglie castelbuonesi dall’8% al 66%. Mentre oltre un terzo delle imprese subiranno un aumento dal 2% al 317% e le restanti imprese goderanno di una riduzione dall’1 al 61%. Con una sproporzione ingiustificata a fronte di una immutata qualità del servizio ricevuto.
    In ogni caso, con un impatto complessivo non accettabile, soprattutto perché tale incremento delle tariffe, che semmai dovrebbe avvenire con gradualità, è dovuto ad un incremento del costo del servizio dovuto alla disciplina della TARES che carica direttamente all’utenza costi che prima non lo erano e alla mancata riduzione dei costi operativi di gestione, tanta auspicata e promessa in campagna elettorale, quanto disattesa alla prova dei fatti.
    Tanto premesso, il Gruppo consiliare L’Ulivo per Castelbuono, pone questione pregiudiziale, ai sensi dell’articolo 17 del regolamento dei lavori consiliari, affinché non sia discusso l’argomento e, conseguentemente, non sia introdotta la Tares e poter aderire alla deroga alla continuazione dell’applicazione della TARSU. La quale non comporterà l’aggravio d’imposta come rappresentato, con una più equilibrata distribuzione del carico tributario. Ciò, al fine di pervenire all’obiettivo che riteniamo essere l’interesse principale dei cittadini e delle imprese castelbuonesi ed al quale è chiamato il Consiglio comunale, assumendosene direttamente la responsabilità di fronte ad essi.

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