I cittadini ripulisco le aiuole di via delle Madonie. I ringraziamenti dell’amministrazione

9 Commenti

  1. castelbuonese ha detto:

    Meno male che ci sono questi volenterosi e bravissimi cittadini. Aspettando che provvedesse l’amministrazione i rovi e le erbacce avrebbero coperto le strade. Ai cittadini che hanno fatto questo bel lavoro va un plauso da parte di tutta la cittadinanza.

  2. Adotta un'amministrazione ha detto:

    Alle 13 mi ero sinceramente preoccupato vedendo che l’amministrazione non aveva ancora ringraziato nessuno stamattina. Adesso sì. E’ come se mi avessero ascoltato. Grazie.

  3. Cittadino lungimirante ha detto:

    Ma non vi sembra assurdo tutto questo ? Quando il nostro comune ha a disposizione un piccolo esercito di persone che prendono il reddito di cittadinanza ,che non fanno nulla; si potrebbero utilizzare per questi lavori , e tantissimi altri ancora .

  4. Lungimirante ha detto:

    Meno male che Dario aveva lanciato l’iniziativa! Il prossimo sindaco sarà ” acculturato ” ed …elegante.

    • Non è ora di sentire urlare ha detto:

      Questo sindaco acculturato ed elegante farà la fine di tutti quelli che ci hanno provato prima di lui.
      L’unica che ci riuscirà lo sa bene e si sta muovendo, eccome se si sta muovendo. Ci sarà da ridere.

  5. giuseppe abbate ha detto:

    non me ne vogliano i ben pensanti e gli anonimi critici di sempre. Ritengo che è dovere di ogni cittadino tenere in ordine le zone adiacenti le proprie abitazioni ed evitare come spesso succede che i rifiuti provenienti dalla pulizia delle proprie aiuole e giardinetti finiscano nei terreni incolti proprio di fronte le proprie case. Il comune avrà il dovere di provvedere nei tempi debiti alla pulizia degli spazi più ampi dentro e nelle adiacenze del centro abitato,

  6. Adotta un'amministrazione ha detto:

    Ma oggi ancora nessun ringraziamento? Ma può essere mai?

  7. Adotta un'amministrazione ha detto:

    Neanche oggi ringraziamenti? Ma come è finita?

  8. mario prestianni ha detto:

    Quello che io posso dire, che sono andato via dalla mia culla parecchi anni fa…ma non ho smesso di pensare al mio paese un solo giorno, anche quando …e risale a trentaquattro anni fa, quando feci la mia prima battaglia con allora sindaco professore Cipolla .La storia non va dimenticata anche se questa non è stata scritta sui libri, ma c’è un mezzo potente come la tecnologia di oggi ,che ci permette di accorciare le distanze e mettere in luce evoluzioni silenziose. (ma le cose vanno ricordate : io ho cominciato la mia prima battaglia in paese, nonostante la raggiungevo solo nelle vacanze perché vivo a Canegrate (Mi) questa pagina di storia che vi allego.. qualcuno di voi l’avrà anche letta e preso anche spunto. Come anche dal vostro paesano fuori,”L’uomo dei fiori” che quello che voi fate oggi io ho iniziato quattro anni fa in tempi non sospetti e con gli articoli che uscivano tanti osannavano… uno come te ci vuole qui in paese , e chi poi e venuto fuori a metterci la faccia…è stato mio cugino che mi a rotto la testa quando io ero piccolo con un pezzo di tronco, e adesso ho ingentilito io la la sua… con la bellezza naturale , l’uomo dei fiori ne ha la responsabilità ma intendiamoci ,è quello che aspiravo . esempi che copiassero il mio progetto di,ingentilire le menti per sconfiggere la violenza sui bambini ,donne e anziani ..PAGINA DI STORIA
    Parliamo di trentatre anni fa.
    Ero in vacanza con la famiglia (diciamo vacanza perché ero in ferie, ma io in fondo al mio cuore la consideravo missione perché andavo a trovare le cose a me più care: la mamma, i fratelli, gli amici, il paese tutto). In un serata normalissima per voi, ma romantica per la mia famiglia, perché passeggiando lungo il corso ci stavamo gustando un cono gelato da vacanzieri, avevo preso alla piccola la coppetta per evitare che si sporcasse. Dopo tre o quattro “rullate” (passeggiate, chiamala come vuoi il vai e vieni lungo la piazza e il corso) mi accorsi che Daniela aveva ancora in mano la coppetta vuota con la quale giocava; le dissi: “Daniela butta via la coppetta”.
    Lei prontamente: “dove papà?”
    “Nel primo cestino che trovi”,
    “Ma non c’è n’è uno in tutta la piazza!” (Per tutta la piazza lei intendeva lungo tutto la passeggiata, Di supra u ponti o castieddru.).
    Mi feci dare la coppetta, dicendole che avrei guardato bene io. Mi fidavo della mia bambina, però una verifica scrupolosa lo fatta comunque perché volevo tanto dirle di guardare bene la prossima volta.
    Ma aveva ragione lei, lei piccola come era di sei anni. Incrociando il capo dei Vigili gli chiesi: “Scusi Comandante dove posso buttare questa coppetta?
    “Al primo cestino” mi rispose brillantemente!
    “Non c’è ne uno in tutta la piazza”. La mia sicurezza nella risposta lo convinse, si levò il cappello e mi rispose: “Buttala qua, se non vuoi fare tanta strada. Altrimenti in via Cefalù c’è un cassonetto gigante”.
    “Grazie molto, buona serata”. Ovviamente non gettai la coppetta nel suo cappello, ma la schiacciai e feci un reso al mio caro amico Martino.
    L’indomani, per prima cosa, andai in comune a parlare con il Sindaco, allora Professore Cipolla. Gli raccontai l’accaduto.
    La sua risposta fu impressionante. Mi disse le testuali parole: “Cosa ci vuole fare, qua noi siamo tutti porci!”. Con voce velata dall’ironia continuò: “Aspettavamo voi del nord per farcelo notare” “Un cazzo” risposi io, “lei sta umiliando un cuore Castelbuonese”.
    Ha capito che non stavo scherzando e ha cercato di spiegarmi che era un questione di fondi. “BALLE!!”, dissi, “è questione di crescita culturale e volontà politica. VOLERE E’POTERE. Se è solo una questione economica faccio io da sponsor per l’acquisto dei cestini.
    “Vada via!” mi ha detto, “lei ha già fatto tanto. L’anno prossimo, quando verrà in ferie, troverà i cestini. Questa è una promessa!”.
    E devo dire che è stato di parola. Esagerò pure, facendo mettere un cestino ogni venti metri non solo il piazza, ma per tutto il paese, anche per le strade interne. Fu questa, infatti, la prima cosa che notai l’anno successivo. C’era, però, una cosa che vedevo indecorosa in quell’iniziativa positiva: vedevo poco senso civico. Questi cestini erano pieni di rifiuti, stracolmi di porcherie anche per terra.
    Non ho resistito un giorno perché l’indomani andai subito dal Sindaco a congratularmi per aver rispettato la promessa, ma nello stesso tempo lamentai il fatto, suggerendo che al posto dei rifiuti, ogni venti metri per accogliere meglio i turisti e i paesani provenienti da fuori, io avrei messo una fioriera.
    “Ma a lei non gli va mai bene niente!”, mi ribattè.
    Non aggiunsi altro e lo ringraziai anticipatamente perché avevo capito nel suo sguardo assente l’immagine di cosa aveva appena ascoltato.
    “Auguri e buona vacanza”. Cosi mi salutò.
    Per me è stato grande motivo di orgoglio perché non avevo educato una bambina a rispettare l’ambiente, ma era stata lei con la sua innocenza a farmi fare una battaglia per educare un paese intero al rispetto del loro ambiente.
    Non potrete mai immaginare la gioia che ho avuto l’anno dopo entrando in paese con la macchina; cominciando da Km 1, ogni venti metri una fioriera in legno che si armonizzava perfettamente con il paesaggio montano, come il nostro. E non più rifiuti che tracimavano, perché avevano pensato alle botticelle con il tappo.
    Come vedi, caro Grillo, il vecchio ha sempre seguito gli insegnamenti della mamma Vincenza che non solo non buttava la carta per non sporcare, ma la piegava e all’occorrenza la riciclava.
    Questa è una pagina di storia portata alla luce non per manie di grandezza, ma per dare un insegnamento a tutti.
    Ogn’uno di noi ha delle potenzialità. Se usate per il bene comune si realizza una crescita scontata. Questoi link potrebbe essere utile per farvi ricordare che sono fiero di quello che state facendo https://www.castelbuonolive.com/adottare-vicolo-carrera/?fbclid=IwAR0eUuebmZVbOAa-x9RrE-ZXTttAWXCTNji4YEOSWs3QFy_i9rEyru9XZJo

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