I Nomi e Maggiori Dettagli sulla Banda di Rapinatori da MadonieLive

(MadonieLive.com) LA POLIZIA DI CEFALU’ SMANTELLA UNA BANDA DI RICETTATORI E TOPI DI APPARTAMENTO CHE TERRORIZZAVA DA MESI VILLEGGIANTI E RESIDENTI DELLE MADONIE. TRA GLI ARRESTATI IL PRESUNTO REFERENTE DELLA FAMIGLIA MAFIOSA DI RANDAZZO (CT), UN VENDITORE DI AUTORICAMBI DI CASTELBUONO, UNA ESTESTITA, UN TITOLARE DI “COMPRO ORO” DI PETRALIA SOTTANA E IL DUE VOLTE CAMPIONE ITALIANO DELLA “100 KART”.

All’alba di oggi, in esecuzione di Ordinanze di custodia cautelare in carcere e di arresti domiciliari, personale del Commissariato di P.S. di Cefalù (PA) coordinato dal Dirigente Manfredi Borsellino ha proceduto alla cattura di 9 soggetti, di cui due donne, resisi responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro dei delitti di furto aggravato, anche di armi e munizionamenti, ricettazione e danneggiamenti, incendi e atti intimidatori, violenze. Le ordinanze sono state emesse dal Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Termini Imerese dott.ssa Angela LO PIPARO – su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Termini Imerese dott. Giacomo URBANO.

Gli arresti sono stati operati nei Comuni di Castelbuono, Altavilla Milicia, Bompietro (centri della provincia di Palermo) e in quello di Randazzo (CT). In quest’ultimo centro con la collaborazione del personale del Commissariato di P.S. di Adrano (CT).
Nel corso dell’operazione, procedendosi per reati contro il patrimonio e la persona, sono state eseguite perquisizioni a carico degli indagati e negli immobili a loro riconducibili che hanno portato al sequestro di fucili, revolver, munizionamenti vari, bilance di precisione, monili d’oro e di argento del valore di migliaia di euro, abiti armani, libretti bancari, contanti e strumenti atti allo scasso. Molte armi verosimilmente sarebbero state in procinto di essere usate dal sodalizio nei raid in ville e appartamenti che erano stati pianificati nei successivi mesi.

L’operazione, denominata “MOONLIGHT” (Chiaro di luna), nasce alla fine del 2011 da un incendio occorso ad un edicola nel Comune di Cefalù cui, successivamente, seguì una rapina violenta in danno della titolare di un esercizio di vendita di prodotti ortofrutticoli ridotta in fin di vita all’interno della sua abitazione (dove era notorio custodisse i suoi risparmi) .

I sospetti degli uomini guidati dal Dirigente del Commissariato di Cefalù Manfredi Borsellino sono caduti da subito su ZINGALI Alfio Samuele, personaggio pregiudicato che già qualche hanno addietro aveva fissato dimora e famiglia nella cittadina normanna, dove aveva lavorato saltuariamente anche per conto della famiglia che gestiva l’edicola.

Lo ZINGALI Alfio Samuele, dopo essersi trasferito nel vicino centro di Castelbuono, aveva messo su una nuova famiglia con una nuova compagna. Grazie ai finanziamenti di questa era riuscito ad aprire un’attività di autoricambi la “SEL Autoricambi” che gestiva con l’aiuto del figlio della compagna, Eduardo DI GANGI, e di un fidatissimo ragazzo a nome BARRECA Christian.

Con i due ragazzi e la compagna ha formato una squadra che di giorno apparentemente gestiva l’autoricambi, di notte era dedita ad operare sopralluoghi e successivamente a svaligiare case o danneggiare autovetture allo scopo di procacciarsi clienti interessati alle parti di ricambio danneggiate (in qualche occasione ha danneggiato i specchietti laterali delle autovetture e i marchi delle stesse).
Il gruppo criminale – che ha agito sempre secondo le direttive dello ZINGALI – per la riuscita dei colpi era solito assumere informazioni dall’attività di improvvisata estetista a domicilio di BATTAGLIA Giulietta detta “Liliana”, che con il suo modo affabile e la disponibilità a recarsi presso il domicilio dei clienti per le acconciature, aveva l’occasione di studiare minuziosamente le abitazioni e di carpire tutte le informazioni utili a monitorare gli spostamenti delle famiglie (matrimoni fuori sede, periodi di assenze, ricoveri in ospedale …) per poter svaligiare gli appartamenti in tutta tranquillità.
Alla squadra si è poi aggiunta una ragazza squattrinata, CANNIZZARO Nicoletta, madre di un piccola bambina, che trascorreva la maggior parte del suo tempo fra bar amici e locali notturni oppure prendendosi cura del proprio cavallo piuttosto che cercare realmente un lavoro e badare alla figlia minore.
Del sodalizio criminale facevano infine parte anche due soggetti del catanese: RAGAGLIA Antonino Salvatore, parente dello ZINGALI, indiziato di appartenere al sodalizio criminoso denominato “Cosa nostra” e, da quanto emerso dalle attività di intercettazione tuttora in corso, persona assai influente nel Comune di Randazzo (CT) presso il quale abitualmente dimora, e SAPIENTE Danilo, incensurato, giovane con l’hobby per gli impianti stereo di autovetture, di personal computer e materiale elettronico vario, abile nell’aprire autovetture e “promessa” della malavita catanese.
Le vittime venivano scelte in base alle abitazioni visitate dalla BATTAGLIA o per le informazioni fornite dalla CANNIZZARO Nicoletta; in una circostanza, grazie alle informazioni della giovane donna che aveva saputo che il proprietario di una casa era assente poiché ricoverato in ospedale, il gruppo ha sottratto da un’abitazione numerosissime armi, tra cui fucili revolver e munizionamenti vari; analoghe reiterate condotte sono state compiute allorquando le vittime si allontanavano dalle rispettive case per ricorrenze.
Il gruppo non si è creato scrupoli neanche con i propri parenti tanto che ha portato a segno un colpo anche nella casa di campagna del patrigno dello stesso ZINGALI ed altre volte una congiunta del BARRECA Christian ha indirizzato il giovane all’interno di abitazioni di suoi parenti invitati ad eventi fuori Castelbuono o vicini di casa assenti per qualche giorno.
L’oro e l’argento sottratto dalle abitazioni era ceduto a GIARRAFFA Girolamo Francesco detto “Gerry”, marito della titolare di un compro oro a Petralia Sottana, che provvedeva anche tramite l’aiuto del padre a farlo fondere. Trattandosi spesso di grosse cifre (anche di diverse decine di migliaia di euro), il GIARRAFFA Girolamo Francesco usava rivolgersi al padre GIARRAFFA Domenico che con estrema facilità dopo averlo fuso “piazzava” l’oro sul mercato per poi dividersi gli “utili”.
L’indagine, condotta tramite strumenti tradizionali quali intercettazioni, pedinamenti e appostamenti, ha fatto emergere come i due GIARRAFFA erano perfettamente consci della provenienza illegale dell’oro che veniva loro ceduto in cambio di denaro da parte dello ZINGALI, speculando sull’attività criminale del gruppo.

SOGGETTI TRATTI IN ARRESTO IN ESECUZIONE DELL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE:
• ZINGALI Alfio Samuele, nato a Bronte (CT) il 3/09/1980;
• BATTAGLIA Giulietta detta Liliana, nata a Castelbuono il 12/03/67;
• BARRECA Christian, nato a Palermo il 4/06/1993;
• DI GANGI Eduardo, nato a Cefalù il 7/12/1991;
• RAGAGLIA Antonino Salvatore, nato a Randazzo (CT) l’1/07/1962;
• SAPIENTE Danilo, nato a Taormina (ME) il 21/1/1993.
I predetti sono stati associati alle Case Circondariali di Termini Imerese, “Pagliarelli” di Palermo e a quella di Catania.

SOGGETTI RAGGIUNTI DA MISURA RESTRITTIVA DEGLI ARRESTI DOMICILIARI:
• GIARRAFFA Domenico, nato a Palermo il 3/01/1946;
• GIARRAFFA Girolamo Francesco detto “Gerry”, nato a Palermo il 4/10/1973;
• CANNIZZARO Nicoletta, nata a Palermo il 12/02/1983.

NELLE PROSSIME ORE ALTRI DETTAGLI SULL’OPERAZIONE 

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