Il 2 Marzo presso l’Aula Consiliare, la Cerimonia commemorativa On.le Prof. Pietro Sapienza

3 Commenti

  1. Cittadino ha detto:

    Ora si cerca di aggiustare la frittata, che orrore!! La scuola pubblica ormai al potere politico locale…
    Castelbuono è un paese che vive nell’ipocrisia, penso che finiranno tutti, nella sesta bolgia, dell’inferno. E’ un paese , che non ha mai fatto i conti, con il passato e la sua storia e vive nella falsità, per paura, per ipocrisia e per comodità politica e per tornaconto di chi amministra. Ma così non si va in nessun posto e non si cresce. A Castelbuono si inneggia ad eroi politici. Pericolosissimo, gli si inestano scuole, edifici pubblici e piazze. Credo che sia inopportuno e fuori luogo intestare una scuola ad un politico in questo caso del PC ma vale anche per DC, Socialista e Missino . Uno inquanto la scuola deve essere laica per cui significa inculcare una ideologia politica alle nuove generazioni scolastica. Due abilita anche per il nostro paese il pensiero eversivo, cioè oggi amministro io e faccio… Cosi mi gratifico i poveri compagni, oramai messi alla porta, chissa mi possono servire domani… Tre ma ora questa accellente amministrazione, per pari merito dovrebbe intestare le altre scuole ad altri onorevoli del passato Castelbuonese, come Sapienza, Carollo, Cucco ecc. Quattro senza offendere il bravuomo Ginuzzu Carollo che oggi per la sua correttezza morale, sobrietà ed etica , non può essere equiparabile alla politica di governo del paese e fatemelo dire alla sinistra di oggi che li chiamerei semmai “sinistri”, ma non era meglio per lui per il paese e per il Sindaco, intestare magari una strada, un monumento, una via incompiuta ecc sarebbe stato meno impegnativo per la responsabilità o intestare qualcosa più vicino al personaggio, magari qualcosa che ha fatto finanziare? Sempre se trovate qualcosa. Cinque non pensate , che in effetti, non si deve far politica in classe: la politicizzazione dell’insegnamento in questi termini è una delle basi, ad esempio, dello stato fascista… . La relazione pedagogica che il docente istituisce con gli studenti è estremamente delicata: opera sulla base di un’autorità (non di un autoritarismo) all’ombra della quale strategie e limiti devono essere gestiti, con equilibrio e pacatezza, dall’insegnante. Ci sono domande che chiunque si sia seduto dietro una cattedra si è posto: fin dove spingermi con le mie opinioni? Fino a che punto argomentare il mio pensiero? Conscio della disparità della relazione, l’insegnante deve far fede a un’etica professionale: non imporre la propria idea, ma guidare lo studente nella formazione (problematica, difficile) di una posizione in dialogo e conflitto con la piccola comunità-classe in cui è inserito. Sei nom pensate che tutto cio e grave ed un pacchiano mezzo di propaganda politica e che si può ritorcere e ed avvelenare ancora di più la politica e riempirla di odio e distruggendo l’ultimo baluardo rimasto la scuola libera e laica e democratica .Non provate um senzo di vergogna. Maaa!!

    Vox Populi 10 Febbraio 2020 alle 13:38
    Condivido il pensiero di Don Fabrizio, tutto questo dimostra la caduta di stile e di democrazia del nostro paese! Dove tutto e possibile, scivolando nel banale e nel mal governo, che offende la nostra storia del paese, che il mondo ci quarda…. Dove ormai almeno da due decenni la mala politica ammistra se stessa ed i loro interessi, dove tutto e diventato unica pasta e non si capisce più, chi governa e chi dovrebbe fare opposizione senza promiscuità !! Dove la legalità, la morale e lo stile, viene bandizzato dal pulpito, ma mai applicato da chi amministra, qiesto può segnare la fine della democrazia partecipata .

    • De Curtis ha detto:

      Sette, otto e nove…non le pare il caso di dare una ripassatina alla sintassi? Così, a tempo perso: le farebbe bene, a prescindere da chi governa la cosa pubblica, “a prescindere “ come diceva Totó.

  2. via per sempre ha detto:

    per toponomastica e relazioni cu vietnam na sientimi…

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