Il presidente, dott. Angelo Merlino, scrive ai dipendenti dell’Ente Parco, pensando ai giovani madoniti

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1 Commento

  1. giuseppe ha detto:

    tutte belle parole.
    nei fatti quanto il parco venne istituito, tra feroci polemiche, il propulsore era uno solo: speranza di assunzioni e generazione di “posti”. Se fosse stato aperto venti anni prima sarebbe andata così, la crisi economica perdurante da TRENTA anni sull’Italia lo ha impedito. Ma il progetto mancava allora e anche adesso di progettualità, di una base scientifica, e di una prospettiva di ricaduta economica.
    Senza trasporto pubblico degno di questo nome, con comuni l’uno contro l’altro mossi da invidia, incapaci di fare rete io chiederei un atto di trasparenza per capire la ricaduta economica sul territorio quale è stata. Non vogliamo parlare di soldi, che puzzano? bene, la ricaduta Scientifica in termini di conservazione e tutela?
    il fatto che il parco sia stato infestato dai cinghiali appenninici introdotti a Monte Cervi ha mostrato un clamoroso errore (già peraltro fatto altre volte da altre parti) e ora ci sta il parco infestato…con rischi per le persone e danni alla flora endemica del sottobosco mai voluti quantificare.
    lo chiamarono PACCO delle Madonie quelli che volevano i posti e soffrivano i vincoli… ma senza un recupero dei centri storici con vincoli stringenti come quelli toscani come si pensa di avere un’attrattiva turistica?

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