La drammatica situazione del precariato castelbuonese in un articolo di Repubblica

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20 Commenti

  1. Luca B. ha detto:

    Situazione grave e insostenibile, soprattutto perchè a mio avviso il lavoro genera lavoro e Castelbuono è sull’orlo del baratro.
    Vien da chiedersi però come mai a Castelbuono ci siano così tanti precari. Uno dei miei amici lucchesi è un ragazzo siciliano che ha vinto a Lucca un concorso pubblico in un museo. Non ho mai visto bandire un concorso del genere in Sicilia.

  2. antonio ha detto:

    scusate se mi intrometto ma dovreste sapere che a Castelbuono oltre ai precari, ci sono i rumeni più del doppio dei precari, che lavorano in nero, senza pagare le tasse e i castelbuonesi a spasso,non pensate che sono un razzista anzi al contrario, abbiamo diritto al lavoro tutti compresi i rumeni ma che siano almeno in regola e non sottopagati cosi la piazza del lavoro sarebbe uguale per tutti ed avremmo qualcosa da dar da mangiare anche noi ai nostri figli ricordo che il tempo delle vacche grasse è finito, ancora il peggio deve arrivare ,i granai si stanno svuotando o meglio sono già vuoti a chi vuol intendere intenda saluti antonio

  3. zanzara castelbuonese ha detto:

    Caro Antonio, dici di non essere razzista ma il tuo discorso è da razzista. Tu faresti il lavoro che fanno gli immigrati? Non credo proprio!Andresti a fare il badante per 600 euro al mese, comprese notti , pulizie, cucinare? È quello che hanno fatto i nostri avi emigrati in America, in Germania, in Australia, etc. O andare a lavorare la terra…Proprio perché il tempo delle vacche grasse è finito, il mensile può arrivare a tanto! Vai tu a fare questi lavori invece di lamentarti, magari non facendoti collocare per 78 giorni e prendere la disoccupazione vivendo alle spalle dello stato!

    • meteora78 ha detto:

      Cara zancara castelbuono mi intrometto solo per dirti che sei arretrato sugli stipendi che prendono i rumeni.loro hanno incominciato con molto meno ed ora sono arrivati a 750 euro mensili più una ricarica settimanale da 5 euro + 2 ore libere al giorno 3 ore invece la domenica.questo è solo quello che fanno le donne rumene. da circa 2 anni in paese sono arrivati anche i rumeni uomini. in una famiglia fin quando a portare lo stipendio e solo l’uomo allora si riesce a viveve ma ultimamente loro hanno rubato e ripeto rubato il lavoro anche agli uomini.
      Ora loro decespugliano, tagliano le legna, lavori di muratura ecc ecc….ad un prezzo molto più basso di noi castelbuonesi.io vorrei vedere chi li prenderebbe a lavorare se chiedessero di aver versato i contributi.chi li fa lavorare secondo me lo fa solo per mettersi in tasca più soldi.non lo fa certo per aiutarli.Comunque ho anche sentito dire che molti rumeni hanno fatto vertenza ai propri datori di lavoro.e altre donne rumene che dopo 3 -4 mesi scappano di notte e alle vecchiette arriva una boletta telefonica da far rizzare i peli….chiudo dicendo che i nostri avi emigrati non sono andati in america o in germania a rubare lavoro ma il lavoro c’era in abbondanza….mi spero di sbagliare ma castelbuono sta diventando rumenbuono, ci sono 3000 rumeni in paese e ogni giorno ne vedi di nuovi. meteora

      • BERLUSCONI 2 ha detto:

        Hai perfettamente ragione, per non parlare che in tempo di crisi si dedicano anche ad altro, e penso che si possa intendere, e la cronaca ne parla quotidianamente.

      • silvio ha detto:

        mi permetto di ricordare a quanti commentano questo argomento che le 600 euro mensili guadagnati dai rumeni in italia,in romania valgono almeno 4 volte il valore effettivo attribuito dalle nostre parti.In italia con 600 euro al mese forse puoi solo sopravvivere, in romania ci si può costruire case e ville di tutto rispetto( qualche amico rumeno mi ha pure mostrato delle foto).secondo voi perchè aziende come la FIAT vanno a costruire in paesi come la polonia? perchè il salario di un operaio polacco è di gran lunga inferiore a quello di un italiano ma che comunque è sufficente a vivere dignitosamente nella loro terra. Ecco perchè non reggiamo il confronto.A tal proposito mi piacerebbe dire a dirigenti come marchionne che continuano a licenziare in italia mettendo in mezzo a una strada tanti operai mentre si arricchiscono sempre di più all’estero; LE TUE MACCHINE VENDILE IN IN POLONIA!!!!!!!

    • giovanni p ha detto:

      I pericoli del fenomeno immigratorio di massa ancora non è stato compreso da parte di tante persone. L’immigrato è un soggetto che viene solo per succhiare risorse a scrocco. Delle persone e dei luoghi dove sta non gliene frega niente. Solo una piccola minoranza ha buone intenzioni. La maggior parte cerca di guadagnare il massimo possibile nel minor tempo. Queste persone non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare. Se salgono sui mezzi pubblici non pagano il biglietto, se procurano danni materiali alle cose (case prese in affitto, incidenti stradali e così via)non hanno il problema di dover saldare i debiti fatti. Non hanno beni da pignorare. Queste persone, se non si corre ai ripari, con una normativa nazionale seria che disincentivi i comportamenti scorretti ed opportunistici, costituiranno un grave problema per la nostra Comunità. Chi ha dei dubbi al riguardo venga a fare un giro in una qualsiasi città del Nord Italia e si renderà conto di ciò che sta avvenendo.

      • Vincenzo ha detto:

        le stesse cose le scrivevano in Svizzera, ove tra l’altro era vietato portarsi la famiglia e i vicini ti spiavano se avevi bambini.

        giovanni secondo te l’ondata migratoria dei primi del ‘900 in US che andava a fare? dottorati nelle università? MBA alla Columbia? o il lavori più umili che ci stavano?magari dando una possibilità ai loro figli di poter migliorare.E gli emigrati Italiani del secondo dopoguerra, in Francia che facevano? i muratori, e andava bene.E in germania, negli anni ’60 e ’70?
        Sul mio SUSSIDIARIO Delle elementari, per la geografia, nelle regioni del sud tra le risorse economiche ci stava RIMESSE DEGLI EMIGRANTI.

        I comportamenti opportunistici in Italia ci sono perchè la legge e la società li tollerano.
        perchè è possibile fallire per non pagare i fornitori.
        semplicemente gli immigrati capiscono come tira l’aria, e si adeguano…
        che poi tutti i delinquenti siano finiti qui da noi, purtroppo è perchè siamo il ventre molle.
        in germania gli immigrati, in gran parte meridionali e non tutti stinchi di santo, erano costretti a rigar dritto.

  4. Enzo Minà ha detto:

    Molto in sintesi le maggiori cause principali della crisi Nazionale :
    1) Perdita della Sovranità Monetaria, affidata ad Istituzione Privata e non nazionale ( articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea )
    2) Concorrenza sleale da parte di “Imprenditori” stranieri : è proprio di oggi la notizia di una maxi frode fiscale di “imprenditori” tessili cinesi per un importo di 4 MILIARDI di euro (stesso importo pagato dagli Italiani per l’ Imu ) + sfruttamento mano d’opera + falsificazione marche ( altro che perdita di competitività… ).
    3)Finanziamenti assurdi erogati per attività non produttive ( nè industria , nè turismo): questi rappresentano i veri sprechi!.
    Se rendessero maggiormente pubblici i finanziamenti del solo 2012 dati dalla Regione Sicilia per la realizzazione di eventi culturali siciliani, probabilmente già domattina scoppierebbe una rivoluzione .

    • Enzo Minà ha detto:

      Si può parlare del problema del precariato Castelbuonese , ma cercare i fattori e le cause che lo hanno determinato guardando alla sola Castelbuono, è come sostenere che la II guerra Mondiale sia stata causata dalla Polonia o dall’ Ungheria…

  5. Enzo Minà ha detto:

    qui caro zanzara nessuno è razzista.
    Ma se i cinesi si comportano in una certa maniera ( l’esempio di sopra è solo un esempio tra migliaia),
    se l’80% dei detenuti nei nostri carceri ( a spese degli Italiani) è di nazionalità straniera ,
    se il denaro “lavorato e prodotto” in Italia va a finire sempre più all’ estero … ed esente da tasse…,
    Mettere risalto tutto cio non è razzismo, ma essere desiderosi di legalità e giustizia economica e sociale.
    Con certi “buonismi” non si va di nessuna da parte.

  6. indignato ha detto:

    stiamo parlando di gente (ex articolisti) che sono stati assunti a tempo determinato o a progetto e adesso pretende di essere stabilizzata a tempo indeterminato. Gente che pretende, con la terza media si e no, di lavorare negli uffici comunali mentre fior di laureati sono disoccupati. Facciamo un concorso serio per titoli ed esami e vediamo chi ha diritto di essere assunto e chi invece….

    • laureato non dovrebbe far rima con disoccupato ha detto:

      Indignato ha perfettamente ragione!!

      • Luca B. ha detto:

        I laureati se ne stanno andando tutti dal paese! Ma avete visto la curva della popolazione di Castelbuono? E’ in calo vertiginoso, neanche nel dopoguerra v’era stato un calo del genere! (Aprite la pagine internet alla fine del mio commento). Inoltre ci sono tanti residenti che non abitano praticamente più a Castelbuono per cui la curva andrebbe rivista al ribasso. Gli stranieri non rubano lavoro a nessun Castelbuonese, perchè oggi a differenza del passato, chi emigra è mediamente un laureato che va a cercare lavoro di alto profilo. Emigrazioni e immigrazioni sono inevitabili conseguenze ecologiche. L’immigrato che viene in paese colma la mancanza di manodopera che nessun vuol più fare. Il laureato che va fuori deve farlo perchè il suo posto naturale è occupato da un raccomandato o da un amico di qualche politico. Probabilmente gli unici che devono lamentarsi sono le aziende serie, in regola, che molte volte vedono sfuggire dei lavori perchè qualcuno (paesano o immigrato) fa la stessa cosa in nero. So che molte aziende madonite non riescono a trovare dipendenti per due motivi: 1) nessuno sa fare il mestiere richiesto; 2) chi lo sa fare è probabilmente precario e preferisce prendere la disoccupazione e lavorare in nero piuttosto che avere un lavoro a tempo inderminato.
        Ecco il link della curva della popolazione castelbuonese:
        https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/timeline/050ed1f4f7f322dd7971cde797f11eff.png

        • Vincenzo ha detto:

          i posti per laureati in Italia non crescono dai primi anni ’80.perchè il modello basato su piccola e media impresa, spesso piccolissima non ha struttura.non fa ricerca.
          tira avanti tra nero ed evasione sottopagando laureati che fanno il lavoro di un diplomato.

          i laureati, di contra, sono cresciuti vertiginosamente, per vari motivi, tra i quali un allargamento delle maglie selettive delle superiori e della stessa università. complice riforma.

          poi la pubblica mministrazione, scuola in primis, non assorbe più perchè siamo in contrazione demografica e di aprire altri istituti superiori non si può parlare, visto che l’utenza possibile (cioè che ha voglia di studiare) studia già fino a 18 anni (far diplomare a forza chi non ne vuole di scuola è stato un errore storico e strategico)

          a Castelbuono togliendo pubblico impiego ed un po’ di libera professione, che occasioni ci sono mai state te laureati?

          e se ancora sopravvive è grazie a sussidi quali forestali, LSU, pensioni di bracciante a gente che mai ha toccato una zolla, invalidi quadrupli della media nazionale…

          quanto durerà? mah

          per quanto ai precari al comune, 40 persone a tempo indeterminato più oltre 100 precari per quanti abitanti reali?la valigia devono farla solo alcuni?

    • Aldo ha detto:

      Il concorso facciamolo solo per esami! Come si può essere così sfacciati da rivendicare il posto fisso senza averne diritto? Negli anni 70/80 si diventava dipendenti pubblici a tempo indeterminato (soprattutto in Sicilia)facendo delle DOMANDINE per progettini di qualche mese e poi…voilà..tempo indeterminato! Per favore non scherziamo!

  7. antonio ha detto:

    caro meteora io farei il lavoro che fanno loro per 600 euro al mese e ti assicuro che non sono razzista ho solo voluto dire la mia opinione ,non ho mai vissuto alle spalle dello stato ti farei vedere la mia dichiarazione e la mia imu cosi ti renderesti conto di quello che dico ,anzi al contrario lo stato vive perche io pago le tasse ,io mangio pane e cipolla lo stato fa i festini con i nostri soldi .
    il fatto e evidente prima si lavorava messi in regola ora non si lavora piu .la manodopera non la si va a cercare in nero ma si cerca in regola pagando le tasse e i contributi,gli stranieri che non hanno tasse si possono permettere di lavorare a basso costo ,sono senza auto, non hanno le bollette della luce del gas della spazzatura dell’imu del telefono e quant’altro pagano se lo pagano solo l’affitto e poi scappano questa e la mia opinione .
    questa e la guerra dei poveri ciao a tutti antonio

  8. Il Grillo Castelbuonese ha detto:

    Devo dire che sono migliori i commenti a questo articolo ke il medesimo! Concordo con molti di essi, difatti! Scusate l’espressione ma x me l’articolo è una “paraculata” perchè conosciamo benissimo noi castelbuonesi (ma anke siciliani) qual’è la verità dei fatti! “Ma si sa e non si dice”!

    La migliore analisi l’ha fatta Luca B. Ma chi ha centrato ciò ke non dice l’articolo è indignato (e non è il solo!)!!! Il merito e la professionalità nn sono requisiti richiesti spesso a Castelbuono! Non voglio entrare in polemica e neanche nel merito! Ma credo ke sia l’ora di smetterla con le ipocrisie! Deve essere premiato chi se lo merita e se lo guadagna! Ma le mie sono parole al vento ovviamente!

    Post Scriptum

    Scusate l’intromissione!

  9. Rosario ha detto:

    A come la vedo io, Castelbuono, come paese è destinato a morire a scomparire…..i fatti parlano chiaro.. indignato, Luca B , Vincenzo scrivono la verità al 100%.
    io ho lasciato il paese 14 anni fa e lavoravo (come schiavo…a nero!! a chi festeggiava il miliardo d’incasso) me ne sono andato perché non mi accontentavo non ci stavo a vivere cosi….e ho fatto bene adesso ho un lavoro retribuito come si deve, tutti i diritti di un lavoratore e questo mi ha portato ad avere una famiglia e una casa tutta mia…A CASTELBUONO ME LO SOGNAVO!!
    Ogni anno vengo in paese e noto che le cose non cambiano..e come vedere un film per l’ennesima volta…Castelbuono è fermo NON CRESCE!! Bisogna aprirsi mentalmente, espandersi, anche con sacrifici…L’esempio pratico sono i Fiasconaro dell’extra bar che hanno capito e soprattutto mettono in pratica quello che bisognerebbe fare tutti!!!
    Si parla dei romeni (si dice così non rumeni)…io vivo in un paese con romeni , albanesi , tunisini , marocchini , senegalesi , cinesi mezzo mondo insomma e vi posso garantite, che, non tutti ma la stragrande maggioranza rispetta le regole…PERCHE’ SI ADEGUA!!!
    a nessuno viene in mente di parcheggiare in 2° fila….fermare il traffico per parlare al finestrino comodamente dei fatti propri….lavoro a nero…costruire abusivamente…evadere le tasse…..ecc ecc ecc oppure dire : MA CHI VA PINZANNI….LASSA PERDIRI….o la più bella… CHI MI NI FUTTI A MIA!
    I romeni non fanno altro che mettere in atto quel che vedono fare,sicuramente rincarando la dose!
    113 PRECARI E 40 di ruolo…non è altro che il risultato di una politica sbagliata di anni e anni e ora se ne paga le conseguenze…il cerchio si stringe sempre più il tempo delle vacche grasse è finito…..
    Spero che negli anni a venire tutto questo si fermi e che il nostro bellissimo paese ritorni florido come un tempo…

  10. Sandro Morici ha detto:

    Debbo constatare che l’argomento “precariato castelbuonese” ha suscitato l’interesse di molti, residenti e non. La testimonianza di vita, espressa da Rosario con tanta sincerità, conferma il vecchio detto: “cu nnesci, arrinesci”, che alla base ha il valore umano (non comune) del coraggio. Chi, invece, vuole giustamente difendere il lavoro nel Paese natale, dovrebbe lasciare da parte le sterili lamentele o le polemiche preconcette e piuttosto cominciare ad analizzare bene la situazione: qui l’occupazione viene sostanzialmente dall’impiego pubblico, dalla piccola imprenditoria privata, dalla iniziativa personale. L’amministrazione di governo locale ha il dovere tassativo di coordinare le varie attività, di metterle in sinergia proficua, ricercando, incentivando e promuovendo nuovi sbocchi in aree di sviluppo e di applicazione (in gergo tecnico si chiamano “grappoli”, tradotto dall’inglese “clusters”) di sicuro investimento, quali turismo, cultura, ambiente, gastronomia tipica.
    Occorre cioè smetterla con l’inerzia e l’indecisione, con l’alzare le braccia in attesa di mezzi che difficilmente cadranno dall’alto. Spetta al politico proporre, avviare nuove iniziative concrete e tempestive, dare speranza a chi, a suo tempo, lo ha eletto e gli ha dato fiducia.

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