La proposta di una lettrice per migliorare la differenziata a Castelbuono

5 Commenti

  1. Daniele Di Vuono ha detto:

    Purtroppo cara signora al di là della sua lodevole proposta in realtà la nota dolete, che lei fa correttamente notare, è un vulnus in cui purtroppo da molto tempo il Comune di Castelbuono si trova.

    E dire che il Comune di Castelbuono è stato tra i primi comuni ad aderire alla Strategia Rifiuti Zero (di Paul Connett) (anno 2011).

    Concordo sullo sforzo fatto dagli operatori e dall’Amministratore della Castelbuono Ambiente Ing. Maurizio Langona, ma la responsabilità è a più livelli e soprattutto politica.

    E’ vero che la percentuale di raccolta differenziata negli ultimi anni è diminuita nonostante il comportamento egregio di cittadini e operatori, ma la colpa è solo politica, a partire dal livello Nazionale, Regionale e Comunale.

    In prImis perché la politica dei 10 punti della Strategia Rifiuti Zero ne ha messo ad oggi in pratica solo pochi punti (raccolta porta a porta, compostaggio (quando è fatto bene) etc.

    Per esempio una prima modifica che la politica Nazionale e Regionale avrebbe dovuto apportare è il metodo di calcolo e pagamento della tassa sui rifiuti (oggi TARI).

    Come sapete (se non erro e in caso me ne scuso) il calcolo avviene in base ai metri quadrati dell’abitazione e dei residenti, quindi paghiamo non per gli effettivi rifiuti prodotti ma in base più che altro ai metri quadrati posseduti (come se fosse casa nostra a produrre i rifiuti. Quando in realtà siamo noi con le nostre abitudini e consumi a determinarne i volumi).

    Detto ciò oggi vi sono calcoli e costi sproporzionati per i cittadini da sempre (per non parlare poi del fatto che spesso il Comune manda avvisi di pagamento non dovuti come sta accadendo in questi giorni, o non segue l’esempio del Comune di Cefalù che in questo periodo di pandemia ha rinviato i pagamenti, come ha dichiarato il Sindaco di Cefalù: https://www.facebook.com/photo?fbid=2009606485845102&set=a.154173944721708).

    La soluzione sarebbe stata “La Tariffa Puntuale”, ovvero pagare i rifiuti in base a quelli differenziati. In molti comuni già avviene.
    In pratica ogni giorno l’operatore che passa, dotato di apposita bilancia e lettore di bar-code, pesa il sacchetto del tipo di rifiuto odierno ritirato al momento dall’operatore. Tale sacchetto fornito dal Comune deve avere un codice a barre collegato al codice fiscale del cittadino, abbinato alla propria utenza, così che a fine anno la Società che gestisce la Raccolta dei Rifiuti può sapere esattamente quanto quel cittadino rifiuti produce nelle varie tipologie. (N.B. nel caso dei sacchetti per l’umido dovrebbero essere pure bio-compostabili per migliorare il processo di compostaggio, ma questo meriterebbe un capitolo a parte).

    A cosa servirebbe la pesatura?
    A determinare quasi esattamente le percentuali di produzione di rifiuti differenziati!
    Agevolerebbe la Società nei conferimenti presso i consorzi di Filiera (per i quali la Politica dovrebbe fare un’altro intervento a gamba tesa per il monopolio che hanno sui ricavi per le Società e i Comuni) e i cittadini potrebbero avere un costo reale in base agli effettivi rifiuti prodotti e magari essere premiati perché magari producono meno rifiuti indifferenziati.

    Collegandomi alla sua proposta, per i cittadini non serviti quotidianamente dal porta a porta, oltre all’attuale sgravio per coloro che stanno in campagna, costoro potrebbero essere più incentivati a portare loro direttamente i rifiuti presso l’Isola Ecologica di Piano Marchese, ove trovando l’operatore con l’apposita bilancia avrebbero la stessa registrazione dei rifiuti prodotti ed un calcolo più reale.

    La informo che nonostante i proclami e il vanto di essere un paese attento all’ambiente, che si loda per l’utilizzo degli asinelli, nonostante in passato a codesta amministrazione sia stata proposta una soluzione analoga (con contatto con chi in altri comuni, uno su tutti Isola delle Femmine, attua tale sistema) ad oggi ancora il metodo è quello attuale.

    Abbiamo fatto un passo avanti con i mastelli, ma per il resto, come lei stesso ha constatato siamo indietro e purtroppo nonostante gli sforzi della Società e soprattutto degli operatori e degli asinelli la percentuale della raccolta differenziata rispetto ad altri comuni virtuosi* è in continuo calo.

    * Va comunque fatto notare che i comuni virtuosi ultimamente premiati, a mio avviso, in quanto comuni con meno abitanti sono potenzialmente più semplici da gestire ed organizzare rispetto a comuni con più abitanti come il nostro, ma è una mia opinione.

  2. giuseppe abbate ha detto:

    Già i mastelli !! che però la maggioranza dei cittadini non usa e continua a lasciare i sacchetti incustoditi appesi dai balconi, dalle ringhiere, dalle porte o semplicemente a terra specialmente quelli dell’umido. Certo gli operatori fanno un lavoro egregio, buona parte dei cittadini NO !!! E se per qualche giorno i rifiuti non in regola non venissero ritirati come avviene in altri civilissimi paesi ? Apriti cielo !!!!

  3. Maria Pina Ippolito ha detto:

    io proporrei i sacchetti adatti per ogni tipo di rifiuto es. utilizzare il sacchetto di carta per la carta , bio per l’umido, palstica per plastica magari di diverso colore.e già in automatico si differenzia. Solo cosi’ si rispetta l’ambiente

    • Daniele Di Vuono ha detto:

      In realtà per quanto riguarda la carta esisterebbe anche la piattaforma ubicata presso zona Forgia, la quale inizialmente prevedeva la consegna dei sacchetti di carta da conferire in tale piattaforma, ma oltre che i sacchetti credo siano stati dati in numero limitato ad oggi mi segnalano problematica sulla stessa piattaforma.

      Inoltre a mio avviso in origine già non aver legato ad eventuale sconto sulla TARI, ciò ha inficiato l’utilizzo della stessa (oltre che sarebbe stato più coerente ubicarla presso l’isola ecologica di Piano Marchese).

    • Giuseppe ha detto:

      Questo rientra nella comune intelligenza del cittadino medio. Poi ci sono i deficienti che mettono la carta nei sacchetti di plastica.

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