La ricotta di basilisco in uno splendido documentario video su Repubblica.it

4 Commenti

  1. grandepuffo ha detto:

    Mi piace questo servizio, rende merito a due persone che al loro lavoro hanno dedicato la loro vita, e già solo per questo, meritano la notorietà, ma il servizio stesso veicola delle informazioni, mi auguro inconsapevolmente, alcune errate ed altre contenenti , sempre in maniera inconsapevole spero, elementi di illegalità riferite alle norme che si dovrebbero osservare nell’esercizio delle attività compatibili in questi territori, destinati a Parco. Vengo e mi spiego : -La pianta di Basilisco (Cachrys ferulacea), viene rifiutata da diversi tipi di bestiame, viene brucata dagli equini solo nelle fasi iniziali della sua vegetazione; si deve comunque tenere in considerazione che la pianta è fototossica e questo a causa del contenuto in furocumarine, in realtà è l’azione combinata della luce e di queste sostanze, che la rende tossica, cioè dannosa ed i pastori tutti lo sanno che ha proprietà emmenagoghe-cioè provoca gli aborti, tant’è che portano al pascolo in queste zone gli animali, quando essa è adulta o gli animali che non sono gravidi ( strippi) o che in ogni caso non vengono munti fino a quando questa pianta è tenera. Comunque non la mangiano sicuramente le pecore ,le capre e le vacche. L’erba-tutta l’erba in genere (detti tutt’ervi), – che cresce nei pascoli montani è molto apprezzata perché, per la sua varietà, conferisce al latte e ai formaggi aromi speciali. Essenze arbustive note sono la murtidda, l’aùmmaru, lo sbiezzu, il terebinto, l’erica, i rovi e i cardi d’alta montagna e che solo le capre possono brucare. Ognuna gode di particolari proprietà che le sono riconosciute dai pastori del luogo. Da questo derivano le preziose qualità organolettiche della ricotta di capra di cui si parla. Il basilisco è per l’alimentazione dei caprini, degli ovini e anche dei bovini, un incidente capitato nella bocca-in pratica se avessero la possibilità certa di evitarlo, lo eviterebbero così come fanno in genere. A questo deve essere associato quanto previsto dalle norme contenute nelle Prescrizioni di Massima di Polizia Forestale; che per quanto obsolete sono ancora in vigore e che in applicazione dell’art. 9 del R.D.L. n. 3267/1923, per il pascolo delle capre si devono osservare le seguenti prescrizioni:
    1) è vietato nelle aree forestali;
    2) nei boschi in rinnovazione;
    3) nel caso in cui l’autorizzazione sia stata concessa, le capre devono essere avviate direttamente al pascolo lungo i percorsi stabiliti;
    4) colui che immette le capre al pascolo nei terreni comunali, deve ottenere la licenza dal Sindaco, dalla quale deve risultare il numero delle capre e l’indicazione dei terreni nei quali viene
    esercitato il pascolo. Non mi pare che sia proprio così che viene esercitato il pascolo tutto, attualmente. Infine, per quanto attiene alla seconda parte del servizio, cioe quella aurea ed edule, mi sento di pronosticare la estinzione di questo prodotto a breve termine vegetale, stante la smodata maniera in cui viene raccolto e per di più -sento anche- commercializzato, il fungo di basilisco (Pleurotus nebrodensis). Credo che TUTTI sappiano della esistenza del Regolamento della Raccolta e la Commercializzazione dei Funghi Spontanei Epigei ed Ipogei, che all’art.5 stabilisce i Limiti di Raccolta: 1. La raccolta dei funghi spontanei epigei nel territorio del Parco delle Madonie è consentita tutti i giorni dalle ore 06.00 ad un’ora prima del tramonto.
    2. La raccolta di funghi spontanei è consentita altresì entro i seguenti quantitativi giornalieri:
    a) Kg 2,5 per persona per i non residenti nei comuni del Parco;
    b) Kg 4 per persona in possesso della prevista autorizzazione rilasciata ai residenti nei Comuni del Parco delle Madonie e ai proprietari, o a chi abbia legittimo titolo di possesso, di immobili in area di Parco.
    3. I suddetti limiti massimi di raccolta giornaliera di funghi non si applicano qualora l’esemplare singolo o concresciuto, non in aggiunta ad altri, ecceda i limiti previsti.
    4. Per ragioni di carattere ecologico e sanitario è vietata la raccolta dell’Amanita cesarea (ovolo buono) allo stadio di ovolo chiuso.
    5. E’ comunque vietata la raccolta di Pleurotus nebrodensis (funcia di basiliscu) allo stato spontaneo in zona A di Parco, nelle altre zone è vietata la raccolta di corpi fruttiferi, della stessa specie di dimensioni inferiori a 3 cm. E’ altresì vietata la raccolta di più di 1Kg delle specie Amanita caesarea (ovolo buono).
    6. E’ vietata, altresì, a chiunque la raccolta di esemplari di Boletus edulis (porcino) e relativo gruppo con diametro del cappello inferiore a cm. 3 nonché di esemplari di Calocybe gambosa (prugnolo) e Cantharellus cibarius (gallinaccio) con diametro del cappello inferiore a cm.2.
    7. L’Ente Parco delle Madonie può disporre per motivi di salvaguardia del patrimonio micologico limitazioni temporali alla raccolta di tutte le altre specie fungine solo per periodi definiti e consecutivi.
    8. L’Ente Parco delle Madonie, anche su richiesta motivata delle province regionali e dei comuni o su indicazione degli Istituti universitari, scientifici e di ricerca, di Associazioni o Ente, o del C. T. S. del Parco, può vietare per periodi limitati la raccolta di una o più specie di funghi epigei in pericolo di estinzione. In ultima analisi, di cosa abbiamo parlato Voi nel servizio ed io in questo Post/Commento non ne frega niente a nessuno, ed è tutto dimostrato dai fatti di ogni giorno, sui monti, negli uffici e suli tavoli dei ristoranti.

  2. Di bella ha detto:

    Bisognerebbe aumentare le zone del basilisco,date le richieste di questi funghi meravigliosi oppure tentare di riprodurlo artificialmente,non c’è altra soluzione

  3. Ultimo ha detto:

    Mi quanto lavoro per chi deve controllare, ma dove sono si incontrano mucche al pascolo dentro i demani raccoglitori di funghi, bracconieri, ma chi deve lavorare mai.

  4. Nicola ha detto:

    Nel Parco si può monti laghi e fiumi attraverserò anche con la moto a nessuno troverooo. Mucche capre e suidi rincorrero e sarò sicuro che nessuno troverò. A questo dire chiudere gli enti inutili.

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