L’amara vicenda del Centro Polis. La Costituente chiede revoca dell’assegnazione del Centro Studi “Marco e Rosa Speciale”

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 29/04/2026, con il voto contrario della Costituente, ha deliberato lo scioglimento del Centro Polis, organismo culturale istituito nel 2010 durante l’amministrazione Cicero.

Si è trattato, di fatto, di una ratifica dello scioglimento, già determinato da scelte politiche e amministrative ben precise:

  • le dimissioni dell’intero Consiglio di Amministrazione, evidente segnale di una grave frattura con l’Amministrazione comunale;
  • l’assenza di qualsiasi iniziativa da parte della Giunta per ricostituire un nuovo CdA;
  • l’affidamento ad altri dei servizi mediante l’adozione di provvedimenti urgenti;
  • l’assegnazione della gestione del Centro Studi “Marco e Rosa Speciale” all’Associazione dei Carabinieri.

Proprio quest’ultimo atto rappresenta uno dei passaggi più critici e controversi dell’intera vicenda. Da qui la contestazione da parte della Costituente, che ha rilevato gravi e inaccettabili irregolarità.

L’art. 6 dello statuto del Centro Studi “Marco e Rosa Speciale” prevede, infatti, che la Giunta Municipale, sentito il parere vincolante del Consiglio Comunale, possa stabilire l’affidamento della gestione ad associazioni culturali che, a seguito di specifico bando ad evidenza pubblica, abbiano presentato un progetto di utilizzo della struttura conforme ai principi del lascito testamentario.

Tali principi, secondo la Costituente, sono stati disattesi e le irregolarità risultano evidenti:

  • non è stato acquisito il parere preventivo e vincolante del Consiglio Comunale;
  • il bando ha trasformato l’obbligo di presentare un progetto culturale in una semplice “eventuale proposta progettuale”;
  • è stato concesso un termine di appena 15 giorni per la presentazione delle istanze, insufficiente a garantire una partecipazione reale con proposte valide e strutturate;
  • la proposta presentata dall’Associazione dei Carabinieri, pur riguardando attività utili per il territorio (pattuglia di osservazione, supporto e controllo, sicurezza e rappresentanza), non risulta coerente con le finalità culturali del Centro Studi.

Per queste ragioni, la Costituente ha chiesto con fermezza la revoca dell’assegnazione del Centro Studi “Marco e Rosa Speciale”.

Allo stesso tempo, si ritiene doveroso riconoscere il valore delle attività svolte dall’Associazione dei Carabinieri e garantire ad essa una sede adeguata per operare al servizio della comunità.

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 29/04/2026, con il voto contrario della Costituente, ha deliberato lo scioglimento del Centro Polis, organismo culturale istituito nel 2010 durante l’amministrazione Cicero.

Si è trattato, di fatto, di una ratifica dello scioglimento, già determinato da scelte politiche e amministrative ben precise:

  • le dimissioni dell’intero Consiglio di Amministrazione, evidente segnale di una grave frattura con l’Amministrazione comunale;
  • l’assenza di qualsiasi iniziativa da parte della Giunta per ricostituire un nuovo CdA;
  • l’affidamento ad altri dei servizi mediante l’adozione di provvedimenti urgenti;
  • l’assegnazione della gestione del Centro Studi “Marco e Rosa Speciale” all’Associazione dei Carabinieri.

Proprio quest’ultimo atto rappresenta uno dei passaggi più critici e controversi dell’intera vicenda. Da qui la contestazione da parte della Costituente, che ha rilevato gravi e inaccettabili irregolarità.

L’art. 6 dello statuto del Centro Studi “Marco e Rosa Speciale” prevede, infatti, che la Giunta Municipale, sentito il parere vincolante del Consiglio Comunale, possa stabilire l’affidamento della gestione ad associazioni culturali che, a seguito di specifico bando ad evidenza pubblica, abbiano presentato un progetto di utilizzo della struttura conforme ai principi del lascito testamentario.

Tali principi, secondo la Costituente, sono stati disattesi e le irregolarità risultano evidenti:

  • non è stato acquisito il parere preventivo e vincolante del Consiglio Comunale;
  • il bando ha trasformato l’obbligo di presentare un progetto culturale in una semplice “eventuale proposta progettuale”;
  • è stato concesso un termine di appena 15 giorni per la presentazione delle istanze, insufficiente a garantire una partecipazione reale con proposte valide e strutturate;
  • la proposta presentata dall’Associazione dei Carabinieri, pur riguardando attività utili per il territorio (pattuglia di osservazione, supporto e controllo, sicurezza e rappresentanza), non risulta coerente con le finalità culturali del Centro Studi.

Per queste ragioni, la Costituente ha chiesto con fermezza la revoca dell’assegnazione del Centro Studi “Marco e Rosa Speciale”.

Allo stesso tempo, si ritiene doveroso riconoscere il valore delle attività svolte dall’Associazione dei Carabinieri e garantire ad essa una sede adeguata per operare al servizio della comunità.

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