L’Amministrazione comunale: “Carnevale è vita, nessuna censura solo rispetto per i gruppi”

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11 Commenti

  1. Il Veglione è di tutti! ha detto:

    “A loro ricordiamo che il «Veglionissimo di Carnevale» è quello organizzato dal Comune”

    Vorrei ricordare proprio all’Assessore Guarcello (componente di un ex Gruppo di Veglione) che la paternità del Veglione non appartiene solo al Comune di Castelbuono in quanto tale.

    E che in tempi bui quando la tradizione del Veglione si stava perdendo (proprio anche per colpa del Comune) i gruppi per non farla perdere, visto che non c’erano più le Fontanelle, cominciarono a girare le sale da ballo private e le salette dei bar.

    Tant’è che proprio questa ostinazione porto il comune a far salire i gruppi sui camion in piazza Margherita.

    Quindi direi in sostanza che nessuno può arrogarsi la paternità del veglione né il Comune, né i vecchi gruppi, né i nuovi, né tanto meno lei carissimo assessore.

  2. Antonio ha detto:

    Avete riconsegnato al paese una struttura culturale come l’Astra …, bene, adesso è giunto il momento che consegnate Le Fontanelle per quello che sono e non ne fate un Cammaruni.

  3. Paolo Cicero ha detto:

    L’amministrazione è come quei motori delle vecchie BMW (per esemplificare) che difettano di batteria di alimentazione e, d’inverno, non si accendono al primo colpo. Solo che nel caso dell’amministrazione si tratta di accensione a primo colpo … della comprensione.

    Allora riproviamo: noi, sovversivi dichiarati nel senso rappresentato in altri post e commenti, non abbiamo attribuito la definizione di censura ad impedimenti avverso la nostra partecipazione al Veglione tenutosi all’Astro. Anche perché non abbiamo mai manifestato alcuna intenzione (per dirla in termini chiari non ci è mai passato per l’anticamera del cervello) di rappresentare alcunché in quel contesto, nel rispetto di tutti -soprattutto dei gruppi a cui va sempre la nostra stima, per primi ai più giovani che, a detta di chi ci ha raccontato il Veglione, sono stati molto bravi- ma per i motivi sostanziali più volte chiariti (sempre salvo problemi di accensione al primo colpo della comprensione). Quindi, in sintesi, questo fatto non sussiste.

    Invece la definizione di censura l’abbiamo attribuita ad un fatto gravissimo: l’arbitrio di aver tolto, in modo mirato perché le altre locandine sono rimaste a parità di approvazione formale, la locandina che annunciava un evento mirato esclusivamente a far conoscere l’eco del Veglione di una volta, alle Fontanelle. E questo fatto sussiste, eccome se sussiste.

    Possiamo ritenere di avere acceso la comprensione di chi di dovere?

    • Rudolf Diesel ha detto:

      Certo che ne avete di puzza sotto il naso!!! Solo perchè siete dotati di rombanti fuoriserie ( mentali, chiaramente) che “si accendono” ( io direi meglio : si mettono in moto, non le pare Ing. Cicero?) al primo colpo , pretendete che quattro amministratori si “accendano” in contemporanea con le vostre (brillanti) scintille . Manco fossero il famoso Zippo, di americana memoria!!. Ognuno ha i suoi tempi: consigli all’Amministrazione Comunale, piuttosto, con la quale ha un frequente scambio epistolare, di dotarsi di cavi di batteria supplementari, da collegare alla bisogna, per “accendersi” tempestivamente.
      Come collegarli? Facile: il polo negativo al Palazzo Municipale,chiaramente, e quello positivo ai “sovversivi”. La messa in moto istantanea è garantita.

      • Paolo Cicero ha detto:

        Sono quasi certo che spiegarle qualcosa sia superfluo perché la sua mente è illuminata d’immenso -o di meno?- ma tentar non nuoce. Le cito il vocabolario Treccani a proposito di accendere, chissà che non accenda anche lei.


        b. Chiudere il circuito di una lampada elettrica in modo che il filamento di questa divenga incandescente e irradii luce: a. la lampadina, la luce. Per estens., chiudere il circuito di alimentazione di apparecchi elettrici: a. la radio, il televisore; a. un amplificatore, un registratore, un motore elettrico.

        • Rudolf Diesel ha detto:

          Fa specie, ed anche un po di tristezza, notare che uno dei “Massimi” produttori di satira, carnevalesca e non, si addrumi (come direbbe lei) per un semplice tentativo di satira. La Sua va bene, nei confronti di tutto e di tutti, ma guai a toccare u culu a cicala, (come, penso, direbbe lei con l’ottimo spirito carnevalesco che si ritrova). Si faccia due risate, che fanno sempre buon sangue, e non corra il rischio di andare in….corto circuito, con tutte queste accensioni. E la didattica la lasci agli Insegnanti.

          • Michael Farady ha detto:

            Due risate come quelle che si fece Irene Joliot Curie nel 2002

          • Paolo Cicero ha detto:

            Forse il suo vero intento è sviare l’attenzione dall’argomento censura, tuttavia non posso non tentare di spiegarle, ancora una volta.

            La satira, almeno quella che io riconosco, traspone spunti veri in chiave ironica o comica. Il suo … tentativo, fondato su un errore linguistico che non c’era e presunto solo da lei, non traspone alcuno spunto vero; e poi sussistono dubbi più che fondati sul poter ritenere ironico o comico il risultato da lei ottenuto .
            Fa specie che io abbia cercato di spiegarle ciò? Faccia lei.

            Lungi da me intraprendere lezioni didattiche, semmai è stato lei a farlo; solo a suo vantaggio ho provato a spiegare.

            Quanto al buon sangue da risate, le assicuro che non mi mancano né ne faccio mancare. Purtroppo non mi pare che lo stesso si possa dire di lei, in entrambi i sensi

      • Mettici pani na ucca ha detto:

        E’ chiaro che lei Rudolf non capisce nulla di satira e meno di elettricità: unendo un polo positivo con uno negativo senza un carico di mezzo, si crea solo quel corto circuito di cui accusa altri mentre è lei a cercarlo.
        Si metta in bocca quello di cui è bravo a parlare, cioè nulla, non cose che non conosce solo per esternare un pò di rancore

  4. Massimo Genchi ha detto:

    L’assessore Guarcello (ma non solo lui) ha un cruccio: che il gruppo 2001 non vuole salire su quel palcoscenico. Non capisco però, perché se noi siamo così venali (e difatti viviamo esclusivamente dei soldi delle nostre maschere), se noi siamo antipatici, se siamo iconoclasti, se siamo invisi a tanti, perché continuate a stigmatizzare la nostra assenza al veglione e menarla con questa storia del tutoraggio? Senza alcuna vena polemica, lì avete fior di comici, quindi potete fare a meno di noi. Tuttavia, se qualcuno chiede consigli e chiede di essere ascoltato noi lo faremo, come lo abbiamo sempre fatto. Ma ultimamente nessuno ha bussato alla nostra porta e noi non siamo gente che si propone. Piuttosto le dico che come amministrazione non dovreste avere bisogno di cambiare le carte in tavola. Dovreste avere semmai il coraggio di dire che vi siete voluti produrre in un atto di censura senza bisogno di tirare in ballo i gruppi, perché i gruppi non c’entrano niente e i carri ancora meno.

    Signor assessore, lei che è una persona intelligente – senza alcuna vena ironica – mi deve dire: se, come ha scritto, avevate il tutto esaurito chi si doveva disorientare? Nessuno del pubblico, leggendo quelle locandine, poteva pensare avendo un biglietto per l’Astra di doversene andare in un posto chiuso da 35 anni. A meno che voi non pensiate veramente che la gente sia stupida. Allora, da uomini, e senza alcuna vena polemica, abbiate il coraggio di dire innanzitutto che quella di tirare in ballo i gruppi è uno stratagemma, per sembrare di più e per nascondere il vostro tentativo maldestro di imbavagliare il dissenso di qualunque natura esso sia. O si deve pensare che state cercando di mettere la gente contro qualcuno?

    Sappiano i gruppi che chi scrive, diversamente da altri, non è per vietare alcunché ma perché ognuno si esprima come vuole, perché sia garantito che ciascuno si esibisca dove e quando vuole e che il pubblico vada dove crede. Assessore, lei che vorrebbe fare la morale al gruppo 2001, dovrebbe ricordare che non molti anni fa si è prodotto invece in una perla delle sue affiggendo locandine con le quali invitava esplicitamente la gente a disertare la nostra maschera, se lo ricorda, giusto? Allora, prima di parlare tenga a portata di mano l’archivio e anche il vocabolario perché forse le è sfuggita la biunivocità del senso delle parole. Rispetto significa da me verso di lei e viceversa e non solo in un verso. Né io né altri si sono mai sognati di affiggere inviti a disertare una cosa fatta da altri… questo lo ha fatto lei.

    E’ stato fatto più volte riferimento ai piccoli, anch’essi scaraventati in questa artificiosa polemica. Senza alcuna vena polemica: non lo trovate disdicevole? Io domenica pomeriggio, senza conoscerli, ho mandato loro un messaggio di vive congratulazioni avendo saputo della loro bella interpretazione di sabato e soprattutto del loro modo di approcciarsi alla scrittura del copione e alla sua interpretazione senza spocchia, senza ridicola vanità, anzi con la grande umiltà di chi sa di essere niente di più che un gruppo che ha tutto da imparare. E proprio per questo, con metodo scientifico, i ragazzi già da tempo si erano messi a studiare le maschere, vedendo, rivedendo, cercando di capire come si fa, perché solo gli stupidi pensano di sapere tutto. Ma non sto tessendo le lodi di questi ragazzi perché hanno studiato sulle maschere del gruppo 2001 (non so neanche se le conoscono) ma solo perché hanno studiato. Perché solo chi studia può dire veramente di sapere.

    Quindi, gentile assessore, cambiate il disco che ormai si è rotto, lasciate stare la gente, i carri e i gruppi ai quali va il mio riconoscimento per l’immane lavoro che svolgono e tirate fuori gli argomenti, se ne avete, per spiegare le ragioni vere di questo vostro atto intimidatorio.

    Se martedì, mettendo da parte l’emergenza coronavirus, avete fatto questo raid con spirito missionario, solo per orientare i disorientati, come mai avete fatto registrare ai vigili non solo i nomi di chi aveva affisso le locandine ma anche i nomi degli esercizi in cui erano state affisse? Devono temere qualcosa pure loro? No, è giusto????

  5. Componente ha detto:

    Non mi sono per niente sentito offeso dal manifesto del veglionissimo alle Fontanelle, solo incuriosito e divertito.
    Solo chi non accetta critiche come questa compagine amministrativa può offendersi; e come in tantissime altre vicende (che in questa occasione eviterò di elencare), si scarica la colpa delle proprie scelte scellerate ad altri, in questo caso i gruppi del veglione.
    Se c’è stato un solo componente dei gruppi di satira che si è sentito offeso si faccia sentire. Non credo che ci sarà. Chi fa satira è troppo intelligente per offendersi per una locandina affissa il giorno di Carnevale: può solo condividerla e divertirsi.
    E voi amministratori, una volta nei vostri lunghissimi 5 anni, sarete mai capaci di ammettere una sola volta la colpa delle vostre “vracate”?
    Ed alla difenditrice dell’indifendibile non ha altri argomenti oltre a quello di porre la differenza tra messa in moto ed accensione? Ah, ah, ah.

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