L’Amministrazione Comunale ricorda il giudice Borsellino nel 25° dalla strage di via D’Amelio

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1 Commento

  1. In linea con le nomine ha detto:

    La lotta alla mafia non doveva essere soltanto un’opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, che coinvolgesse tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità». Come? «Facendo il nostro dovere, rispettando le leggi. Rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne (gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro); dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo!

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