Land Art, musica e biodiversità: la Festa delle Rose 2026 rilancia il dialogo tra arte e territorio







A Castelbuono artisti, studenti e artigiani trasformano la Tenuta Piano Monaci della Famiglia Fiasconaro in un percorso immersivo tra installazioni, tradizioni e creatività contemporanea.
Castelbuono, 28 maggio 2026: Nel cuore delle Madonie, dove il paesaggio incontra la memoria e la natura dialoga con l’arte, la Festa delle Rose 2026 ha rinnovato il suo racconto aprendosi ai linguaggi della creatività contemporanea. Ideata e promossa dalla Famiglia Fiasconaro, la manifestazione — giunta alla sua sesta edizione — ha trasformato ancora una volta la Tenuta Piano Monaci di Castelbuono in uno spazio di incontro tra cultura, territorio, formazione e comunità.
Grande novità dell’edizione 2026 è stato il rafforzamento della componente artistica della manifestazione, che ha coinvolto artisti, musicisti, performer, artigiani e studenti in un percorso diffuso capace di intrecciare paesaggio, arte e saperi identitari.
L’intera tenuta si è trasformata in un laboratorio creativo a cielo aperto. Per tutta la giornata, i visitatori sono stati accompagnati da performance musicali live, pittori impegnati in sessioni en plein air, laboratori creativi e attività dedicate agli antichi mestieri. Artigiani del territorio hanno guidato dimostrazioni di intaglio del legno, realizzazione di collane artigianali e lavorazioni tradizionali, mentre stiliste e artiste hanno lavorato dal vivo alla decorazione di stoffe e tessuti. Spazio anche alla cianotipia, antica tecnica fotografica che attraverso luce e impressione naturale restituisce immagini dai caratteristici toni blu.
L’arte contemporanea è stata protagonista anche attraverso installazioni permanenti e opere site-specific realizzate in collaborazione con artisti del territorio e istituzioni accademiche, pensate per lasciare un segno nel paesaggio della tenuta e amplificare il dialogo tra natura e creatività.
Tra le opere protagoniste dell’edizione 2026 vi è The Scaring Rose, progetto internazionale di Land Art nato dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo. Guidati dal Prof. Manfredi Leone, docente di Architettura del Paesaggio presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, e con la collaborazione della Prof.ssa Tiziana Plano del Liceo Artistico Damiani Almeyda, studenti provenienti da Stati Uniti, Iran, Venezuela, Cina, Nepal e Tunisia — iscritti al Corso di Laurea in Spatial Planning di UniPa — hanno dato vita a un’opera collettiva dedicata al tema della rosa e della vigna.
L’installazione, nata da un workshop di autocostruzione nel paesaggio, ha reinterpretato in chiave contemporanea l’antica tradizione della rosa come elemento di protezione della vigna. Una struttura astratta ispirata alle rose coltivate nella tenuta della Famiglia Fiasconaro che oggi si staglia tra i filari di Piano Monaci come simbolo di incontro tra culture, linguaggi artistici e natura.
Accanto a questa, e altre spettacolari installazioni, la tenuta ospita anche Le Radici, monumentale scultura realizzata dallo scultore ed ebanista Vito Obole insieme a Leonardo Sferruzza. Alta oltre tre metri, l’opera richiama l’architettura del celebre profiterole, omaggio alla creatività e alla tradizione dell’arte pasticcera.
La scultura è composta da radici di ulivo, quercia e faggio recuperate e intrecciate manualmente fino a ricreare la forma degli iconici bignè. Materiali naturali considerati di scarto hanno così acquisito nuova vita attraverso un’opera diventata simbolo di rigenerazione, memoria e sostenibilità.
Completa il racconto creativo Uovo Cosmico, installazione che richiama l’idea di casa, protezione e rinascita. L’opera nasce come evoluzione della ricerca artistica avviata con Needo, progetto realizzato da Nicola Fiasconaro insieme all’artista Stefania Cordone a partire da un palo della luce in disuso, simbolo del rinnovato rapporto tra uomo e natura.
Accanto al percorso artistico, la Festa delle Rose continua a valorizzare il patrimonio naturalistico della Tenuta, custode di uno straordinario ecosistema dove biodiversità, cultura del paesaggio e tradizione agricola convivono armoniosamente. Tra i sentieri di Piano Monaci trovano spazio oltre 255 specie e varietà botaniche custodite con passione da Nicola Fiasconaro che, anche nel suo ruolo di Accademico dei Georgofili, porta avanti un costante impegno nella tutela della biodiversità agricola e del patrimonio rurale siciliano. Antiche cultivar e rarità della tradizione isolana — come il melo Delizioso, il ciliegio Minnulara, il pesco Leonforte, il susino Cesaruolo e il pero Papale — convivono accanto a vitigni autoctoni storici come Fiore d’Arancio, Racina du Ventu, Regina, Cèla Cèla e Varvarussa, testimonianza della ricchezza agricola delle Madonie e dell’impegno della famiglia nella salvaguardia delle varietà tradizionali.
Protagoniste assolute della manifestazione sono state naturalmente le rose, cuore simbolico dell’evento. Dalla rosa Damascena alle varietà dai nomi evocativi come Ottavio Missoni, Scent of Woman, Barbra Streisand, Incanto e Rock & Roll, il giardino della tenuta si è trasformato in un itinerario sensoriale di colori e profumi.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla formazione e alle nuove generazioni grazie alla partecipazione dell’Istituto Alberghiero Mandralisca di Cefalù, dell’Istituto Agrario Luigi Failla Tedaldi di Castelbuono, del Liceo Artistico Jacopo del Duca di Cefalù e delle Scuole Elementari Classi V di Castelbuono.
Per la prima volta, inoltre, la Festa delle Rose ha coinvolto anche i bambini della scuola materna di Castelbuono e associazioni impegnate nel sostegno delle categorie fragili, con attività dedicate all’inclusione, alla condivisione e alla scoperta della natura.
Gli studenti hanno preso parte a esperienze formative dedicate alla valorizzazione dei saperi identitari del territorio, tra distillazione dell’acqua di rose, laboratori artistici, attività di cucina e percorsi dedicati agli antichi mestieri.
La Festa delle Rose si conferma così non soltanto un evento, ma un racconto corale fatto di arte, paesaggio, natura, formazione e identità: un ponte tra memoria e futuro capace di trasformare la bellezza in esperienza condivisa.
“Questa festa è un tributo alla nostra terra e alla nostra comunità: un modo per alimentare legami, trasmettere valori e costruire appartenenza”, ha dichiarato Nicola Fiasconaro al termine dell’evento, confermando la volontà di rendere la Festa delle Rose un laboratorio permanente di educazione ambientale, culturale e civica, dove tradizione, creatività e futuro possano continuare a incontrarsi.

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