L’azienda Fiasconaro finanzierà il restauro della Cappella di Sant’Anna del Castello dei Ventimiglia

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3 Commenti

  1. Pro Loco ha detto:

    I Fiasconaro ed il mecenatismo castelbuonese. Ci si augura che l’esempio possa essere seguito da altri imprenditori. Complimenti

  2. Santi Bonomo ha detto:

    I decori a stucco e le dorature della cappella di S. Anna nel castello di Castelbuono sono stati restaurati fra la fine del 1998 e la metà del 1999, nel più ampio quadro dei lavori di restauro del medesimo castello. I lavori di restauro del castello, dei decori a stucco e delle dorature della cappella, nonché quelli di restauro delle opere pittoriche e dei legni intagliati del castello stesso sono stati progettati e diretti dall’arch. Rodolfo Santoro, mentre Ingegnere Capo dei lavori è stato l’allora Direttore dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castelbuono, ing. Filippo Botta.
    Chi scrive ha rivestito il ruolo di assistente del Direttore dei Lavori nei lavori di restauro dei decori a stucco e delle dorature della cappella di S. Anna e nei lavori di restauro delle opere pittoriche e dei legni intagliati nel castello (questi ultimi hanno riguardato, fra l’altro, le mensole intagliate e tutto il soffitto della Gran Sala, il controsoffitto dello studiolo ubicato nell’ala cinquecentesca al secondo piano, il portone d’ingresso della cappella, la porta intarsiata di comunicazione fra la cappella e la Gran Sala, il blasone nella volta dell’ingresso del castello, il soffitto a cassettoni posto all’intradosso della cantoria della cappella e la balaustra-parapetto della medesima cantoria).
    L’Alta Sorveglianza sui predetti lavori di restauro è stata svolta dall’arch. Matteo Scognamiglio, della Sezione Beni Architettonici Paesaggistici Urbanistici della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo, e dalla d.ssa Giulia Davì, Direttrice della Sezione Beni Storici e Artistici della medesima Soprintendenza di Palermo.
    Per il restauro dei decori a stucco e delle dorature della cappella, vista l’importanza dell’intervento, il Comune di Castelbuono, con il grande impegno del Sindaco prof. Angelo Ciolino – prima – e successivamente del Sindaco prof. Giuseppe Mazzola, dell’Assessore ai Lavori Pubblici, il compianto prof. Lucio Spallino, e del suo successore – ing. Domenico Prisinzano, sotto gli auspici della futura Vice Presidente del Senato della Repubblica – d.ssa Rosa Maria Di Giorgi – all’epoca Capo di Gabinetto del Sindaco di Firenze – Mario Primicerio, ha chiesto e ottenuto la Supervisione metodologica e consulenza sui materiali di restauro e sulla loro applicazione da parte dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze – allora diretto dal prof. Giorgio Bonsanti.
    Tale supervisione è stata affidata a un gruppo di lavoro di cui facevano parte la storica dell’arte d.ssa Cecilia Frosinini, la compianta d.ssa Maria Grazia Vaccari – storica dell’arte poi divenuta vicedirettrice del Museo Nazionale del Bargello e da ultimo direttrice del Museo di Palazzo Davanzati a Firenze, e i capi-tecnici restauratori – signora Rosanna Moradei e signor Roberto Passeri. Il laboratorio Scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, allora diretto dal dr. Mauro Matteini, ha eseguito le analisi stratigrafiche (dr. Carlo Lalli) e chimiche (d.ssa Maria Rizzi) sui campioni di materiali provenienti da stucchi e dorature, a supporto del restauro.
    Le operazioni di restauro dei decori a stucco e delle dorature, complesse e complete, così come quelle di restauro delle opere pittoriche e dei legni intagliati, hanno interessato sia gli aspetti strutturali sia quelli riguardanti le superfici dell’opera, e sono ampiamente descritte nel contributo “IL RESTAURO DELLA DECORAZIONE IN STUCCO DELLA CAPPELLA DI S. ANNA DEL CASTELLO DEI VENTIMIGLIA IN CASTELBUONO (PALERMO)” della signora Stefania Caramanna, Direttore tecnico del restauro, riportato da pag. 162 a pag. 168 del volume degli atti del III Congresso Nazionale IGIIC – Lo Stato dell’Arte3 – Palermo 22-24 settembre 2005, tenutosi presso il Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo a Palazzo Steri.
    Un restauro esemplare, così come quello delle opere pittoriche e dei legni intagliati, condotto con i contributi amministrativi, tecnici e scientifici delle personalità sopra menzionate, che ha avuto il solo torto, nei circa vent’anni che ci separano dalla sua conclusione, di essere consegnato (al pari di quello delle opere pittoriche e dei legni intagliati) al silenzio e all’oblio, ben simboleggiati dalle macchie di guano dei piccioni (introdottisi in varie occasioni nella cappella) e dal progressivo (ovvio) depositarsi della polvere sugli stucchi di Giuseppe (e forse in parte di Giacomo) Serpotta, talché è motivo di grande soddisfazione apprendere che si provvederà ora certamente, con il contributo economico fondamentale di illustri e illuminati mecenati castelbuonesi, alla pulizia degli stucchi della cappella dal guano dei volatili e dalla polvere, fattispecie che sarebbe il modo di rimuovere, assieme alla polvere reale, anche quella posatasi sulla memoria di quella stagione straordinaria, specialmente in ricordo di due indimenticabili protagonisti quali il prof. Lucio Spallino e la d.ssa Maria Grazia Vaccari.

    arch. Santi Bonomo

    • Sandro Morici ha detto:

      Grazie, architetto Santi, per questa dettagliata relazione, che contiene preziosi dati tecnici e soprattutto storici. Il tuo lavoro di ricostruzione dei fatti fa percepire il grande impegno (…direi anche passione) di molteplici sinergie professionali, tecniche, artistiche, politiche, che fanno onore a Castelbuono. La parte storica è particolarmente apprezzabile perchè, da un lato riporta alla flebile memoria di noi anziani tanti particolari ormai sfumati, e, dall’altro lato, fornisce ai più giovani elementi importanti per capire la forza di determinazione di generazioni passate, con la quale si ottenevano risultati eccellenti, anche col solo uso del telefono/fax fisso! Ovviamente ci associamo nell’ammirare la generosità dei mecenati fratelli Fiasconaro, degni figli del compianto amico Mario, che ricordiamo per il suo grande cuore.

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