L’egocentrosinistrismo di certi sedicenti Democratici

(Di Massimo Genchi) – A chiusura di un indimenticabile mese di marzo, segnato dagli strascichi della taciuta acqua lorda, abbondantemente addizionata con metalli pesanti e batteri coliformi, è stata diffusa sotto forma di post una altrettanto indimenticabile nota politica dei sedicenti Democratici per Castelbuono.
Da voci ben informate è trapelato che, in realtà, il post, come sempre ispirato e diretto dall’azionista di maggioranza dei Democratici, sia sgorgato per intero dalla fatata penna del paroliere del gruppo, cioè il facente funzioni di capogruppo consiliare.
Il post, ancorché banale nei contenuti e inconsistente in ordine all’acume e alla strategia politica espressi (altro che “magistrale e puntuale” ahahahah), evidenzia l’impacciato tentativo di scatenare una bagarre in seno al gruppo di minoranza, dove il paroliere, scelti a suo piacere le vittime e il carnefice, cerca di innescare quella efficace scintilla capace di mettere tutti contro tutti, e spaccare – finalmente – il gruppo di minoranza. Che è, poi, la vera specialità della casa, ossia dell’azionista di maggioranza, dove il paroliere, ricopre esclusivamente funzioni di bracciantato politico: lo ingaggiano solo perché colpisca.
Oggi, però, è un’altra la sfumatura politica di questo post su cui vale la pena di soffermarsi: quella in cui i Democratici etichettano una lista civica del recente passato come espressione “di centro destra”. Che in assoluto, è legittimo e in fondo magari vero. Ma che siano proprio loro a dare sprezzanti patenti di destrismo agli altri, loro che hanno, e non da oggi, la loro parte politica piena di soggetti univocamente orientati a destra, mi pare esattamente come il bue che dà del cornuto all’asino o, per rimanere nel gergo castelbuonese, u cacatu chi fa u abbu o pisciatu. Fermo restando, che molti destri sono umanamente migliori di certi sinistri. Ma ci vuole poco.
Ricordo che nel corso dell’ultima campagna elettorale, a precisa domanda sulla collocazione politica dei Democratici, l’azionista di maggioranza rispose a tamburo battente e con tutta la tronfiezza che possiede: “centro sinistra”! Peccato per lui che le appartenenze fra i Democratici siano di ben altra area rispetto alla sinistra in purezza che si vorrebbe far credere. Basti ricordare quanto siano stati latitanti gli attivisti e i consiglieri dei Democratici durante le manifestazioni antifasciste del 2024 in onore di Matteotti, del 25 aprile, della revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini e nella faticosa campagna referendaria a sostegno del NO.
Questo maniacale senso di centrosinistrismo da parte dei soliti irriducibili si rintraccia, però, anche prima del 2017. Anche allora, prima ancora della DEMOCRATICA svolta della Badia del 5 febbraio 2017 (con la vittoria alle primarie di Romé) e della resa dei conti con le 723 firme (queste per il capogruppo f.f. come erano farlocche o vere?), nella zona politica dove l’azionista di maggioranza spadroneggia, si rinvengono alleanze e aggregazioni che con la sinistra c’entrano poco, anzi niente.
Ma procediamo con ordine: fase 2002-2017. Sorvoliamo pure sulle candidature di ex candidati nel MSI, sulle reali fedi politiche degli assessori Gioacchino Carollo figlio del senatore Vincenzo Carollo, di Santina Pitingaro, zia di Tumminello, e di D’Ippolito, trasbordato all’ultimissimo minuto dal candidato sindaco Campo alla corte dell’azionista di maggioranza; sorvoliamo pure sulla disquisizione se Santi Leta, per il capogruppo f.f. sia da considerare appartenente al centro sinistra solo fino a quando ha seguito l’azionista di maggioranza e di destra-destra quando invece lo ha abbandonato. Detto questo, che non è poco, come valutare politicamente le candidature di Fanino Pappalardo (2012), uomo di area UDC, CCD e assimilabili, collocato perciò a pieno titolo nella destra regionale? E quelle di mio cugino Peppe Castiglia (2007) attivista del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo e da sempre assolutamente lontano da ogni pur vaga idea di sinistra? E, ancora, come si fa a parlare di centro sinistra andando alle elezioni (2012) in alleanza con Gioacchino Allegra e Sandro Bonomo, entrambi con espliciti e rispettabili riferimenti politici sovracomunali nel centro destra?
Seconda fase: dal 2017 a oggi. Lasciamo stare che alla vigilia del 5 febbraio 2017 si sarà consumata una sorta di notte dei lunghi coltelli senza la quale avremmo avuto il cav. Fabio Capuana, già organico al movimento Andiamo Oltre, con incarichi istituzionali nella squadra di governo, naturalmente di centro sinistra, guidata dall’azionista di maggioranza. Che poi il cav. Capuana nel quadro politico sovracomunale si situi senza misteri nella parte più a destra della destra è solo un dettaglio per i nostri egocentrosinistri.
Ma niente paura, nel neo movimento chiamato significativamente i Democratici, certamente perché in accordo con la condotta ossequiosa verso il risultato delle primarie del 5 febbraio 2017, c’era una così diffusa presenza di attivisti di provata fede di sinistra che a vederli (candidati al consiglio e assessori) provavi un senso di sincera e profonda emozione sembrando di essere al cospetto del Politburo del Partito comunista sovietico: Bonomo Sandro, Conoscenti Concetta, Cusimano Annalisa, Guarcello Dario, Mazzola Annamaria, Piscitello Mauro, Puccia Angelo, Puccia Marienza, Sapuppo Lucia, Sarcona Alessandro. Una vera falange che anche definirla di estrema sinistra sarebbe sembrato oggettivamente riduttivo.
E, infine, anche se alle elezioni del 2022 la compagine governativa ha accusato la perdita (ma non l’appoggio) di alcuni pezzi di elevata caratura, si è oltremodo corroborata con l’inserimento di nuove e fresche forze, sempre naturalmente di centro-sinistra, quali sono l’attuale vicepresidente Allegra, Maria Grazia Cascio e il consigliere Marguglio, riferimento locale dell’italoforzuto deputato regionale Gaspare Vitrano.
Ma, allora, come si leggono tutte queste alchimie politiche che si protraggono da oltre vent’anni, escogitate dall’azionista di maggioranza al fine di mantenere il potere? Questo cercare spasmodicamente rinforzi nel centro destra, rigorosamente presso favolosi portatori di voti? A che pro? Evidentemente, solo per la libidine del potere oltre che per salvaguardarsi la possibilità di potere sbarcare il lunario e continuare a garantirsi una sussistenza. Il tutto mentre cerca, come il lupo travestito da nonna, di darsi una parvenza di bonomia, di uomo di buona volontà, di uomo della Provvidenza e accreditarsi anche altrove, ovunque, disperatamente, con ogni mezzo. Il fine è lui, solo lui, l’azionista. E il fine giustifica i mezzi. Anche i più disonesti.
Ora, il prossimo step è la Comunità di Sant’Egidio. Il successivo la Caritas.
Buona (Pasqua di) Resurrezione. Non sarà facile!


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