Lia Romè: “La scuola crea talenti. Per Castelbuono un Palazzo della Cultura”

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6 Commenti

  1. L'Osservatore Castelbuonese ha detto:

    Io eviterei di mettere il cappello, poiché i giovani talenti sono un bene per la comunità a prescindere….

  2. Giuseppe ha detto:

    O meglio ancora “Palazzo della cultura e della scienza” (Pałac Kultury i Nauki), o ancora Palazzo di Stalin, come quello che fu costruito per suo volere a Varsavia tra il 1952 ed il 1955.
    «Pace alle capanne! Guerra ai palazzi!», esclamava Georg Buchner nel 1834 nel suo libro Der Hessische Landbote che chiamava la popolazione dell’Assia alla rivolta, mentre il suo accesso di rabbia ispirava lo slogan più popolare dei regimi comunisti.
    Alcuni pretendono dunque che il momento culminante della rivoluzione bolscevica fosse la presa del Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo, capitale russa all’epoca. Questo episodio fittizio, che poi si rivelò una messinscena del folle regista russo dell’inizio del secolo, Sergej Eisenstein, ha però trascinato dietro di sé una vera e propria rivoluzione lessicale.
    Così, in russo, un edificio occupato si chiama Zimnyj Dworez , alla lettera “Palazzo d’Inverno”. Una volta che il popolo riuscì ad impadronirsi dei luoghi del potere aristocratico o ecclesiale, il palazzo fu riabilitato sia come concetto che come edificio. I comunisti sovietici furono i primi ad immaginare il concetto di palazzo del popolo. Così fu mutata la funzione degli antichi palazzi e se ne inaugurarono di nuovi. La residenza dello Zar di Russia, nel Palazzo del Cremino, fu così trasformata, come tutti sappiamo, in sede del soviet in capo nel 1930.
    I corsi ed i ricorsi delle storia e tanta nostalgia della Grande Madre Russia nei post-comunisti di oggi.
    🙂 🙂 🙂

  3. Tuttomeritomio ha detto:

    Abbiamo avuto maestri nell’arte di intestarsi meriti che non gli appartenevano.
    Ma a quanto pare l’allieva ha superato il maestro!

  4. Maurizio ha detto:

    Ha l’aria di essere una brava surfista, anche se a dire il vero ricordo che sa appena galleggiare. Vorrei suggerire comunque di non cavalcare ogni e qualsiasi onda che si manifesti perché prima o poi si sbatte o si scivola dalla tavola , e di scivoloni ne ha già fatti molti. Si concentri su cose più serie, idee che interessino la collettività e che fino ad oggi non ha mai manifestato.

  5. Andiamoltremar(io) ha detto:

    Mi sembra che questo era un punto del programma elettorale del 2012 del sindaco Antonio tumminello …quando si sarebbe trasferito il museo F.Mina’Palumbo a San Francesco.
    Trasferimento che si sta effettuando in queste settimane. ..per cui non è una nuova idea. .

  6. abitante via roma ha detto:

    Signora romé sono un abitante di via Roma nel suo programma lei vuole trasformare la badia nel palazzo della musica quindi noi abitanti di via Roma e del quartiere badia lei ci sta dicendo che ci dovremmo trasferire altrove…Credo che con questa sua proposta nel quartiere di via Roma e badia prenderà molti ma molti voti!!!

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