Magda Culotta: “Il Partito ha scelto di chiudersi in una stanza, mortificando i territori”

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4 Commenti

  1. Perfido! ha detto:

    Presa…. usata e scaricata!!! Ti sta bene…. credevi di sederti comoda per altri cinque anni a Roma ma la “grande donna” sen. Di Giorgi ti ha tirato lo sgambetto! ! Ahahahaha

  2. la profezia del 18 gennaio ha detto:

    (commento del 18 gennaio su Elezioni – Magda Culotta annuncia la sua disponibilità a candidarsi)

    Non so cosa succederà il 4 marzo.
    Anzi si. Ma è meglio non dirlo.
    So cosa non sta succedendo adesso.
    Non c’è discussione, non c’è iniziativa politica non c’è nemmeno la possibilità dentro il nostro partito di discutere chi e in che modo possa rappresentare questa comunità e più complessivamente questo territorio nel Parlamento.
    Non che la colpa sia di questo o quel circolo; non è mia volontà difendere un circolo, quello di Castelbuono, che di certo non mi ha molto a simpatia per usare un eufemismo e che si avvia, in ogni caso, ad essere comunità politica diversamente da come è e da come è stata.
    Ma c’è in atto una mutazione genetica del Partito Democratico.
    Nel 2013 Bersani vinse perdendo le politiche con appena il 25% ma ebbe una intuizione che portò all’elezione del più giovane e femminile gruppo parlamentare della storia del nostro partito; quella intuizione furono le parlamentarie.
    Tra Natale e Capodanno del 2012 infatti gli iscritti e i simpatizzanti fummo invitati a partecipare a delle elezioni primarie che permisero, fra gli altri, a Magda Culotta vincitrice in provincia di Palermo ad esser addirittura candidata subito dietro il capolista Bersani nel collegio della Sicilia occidentale.
    E quella fu certamente una intuizione che portò dibattiti, discussione, partecipazione.
    Ricordo ad esempio di una “pizziata” sul finire del mese di novembre poco dopo le regionali vinte con Crocetta, del gruppo dirigente del pd di Castelbuono di allora alle “Querce” con la proposta del capogruppo, oggi reggente del circolo, di candidare alla parlamentarie il Sindaco Mario Cicero; proposta decaduta nel momento in cui era mancante una visione unitaria essendoci già in campo le candidature di Franco Ribaudo e Magda Culotta (entrambi eletti fra l’altro). Alcuni successivamente cercarono di proporre la candidatura di Lia Romè, in coppia con Faraone (visto il voto doppio di genere ammesso alle parlamentarie) ma non ci furono le condizione per candidarla ( erano necessarie le firme di più iscritti di almeno 5 circoli se non ricordo male).
    Questo aneddoto solo per raccontare che in quel tempo, di questo tempo a meno di 2 mesi dal voto, c’erano riunioni, dibattiti anche scontri legittimi in una comunità politica con la semplice parvenza di poter decidere, determinare, scegliere.
    Una democrazia dal basso, un partito davvero democratico, almeno, Il nostro partito.
    Quello si, forse lo era. Il Partito Democratico, di un gruppo dirigente che stava per essere rottamato, era un partito democratico e che in quell’occasione permise alla giovane Sindaca di un piccolo paese, figlia di un operaio edile, di diventare parlamentare.
    Oggi invece cosa sta succedendo?
    Ripeto: nessuna discussione, nessuna iniziativa, nessuna partecipazione.
    C’è Renzi al Nazareno con pochi altri; Orfini, Guerini, Martina, Fassino forse Faraone a scrivere e cancellare collegio per collegio, circoscrizione per circoscrizione chi debba esser candidato, chi deve esser paracadutato, chi deve esser eletto e chi non.
    Si valutano i collegi se più o meno certi e/o contendibili e si abbinano a candidati leali e funzionali ad un progetto del Nazareno Bis, a potentati locali capaci di drenare consensi (si parla di Casini, di De Luca jr., di Cardinale – e la rottamazione renziana??????); con i collegi dati per persi si dà la parvenza di essere democratici e di voler rappresentare le diverse anime del partito dando spazio a chi al massimo potrà avere l’ambizione di esser candidati.
    Non si valuta chi, come ha lavorato e in che modo ha rappresentato la propria comunità politica e territoriale.
    In questo contesto la disponibilità generosa e coraggiosa di Magda va certamente apprezzata e mi auguro possa Ella raggiungere ciò che maggiormente desidera.
    E’ un mio parere, e pertanto conta per quello che è, che con lo strumento delle parlamentarie oggi la candidatura di Magda sarebbe certamente più forte, in questo territorio che sconosce o quasi altri eletti della passata legislatura del nostro e degli altri partiti, e creerebbe delle condizioni in termini di partecipazione e come lievito di entusiasmo necessario per ribaltare un risultato che alla luce dei sondaggi di questi giorni sembrerebbe scontato.
    Spero di essere smentito dai fatti sin da domani dalle decisioni che verranno prese dalla Direzione Regionale del partito. Ma non ho grandi speranze.
    Ecco.
    Non so cosa succederà il 4 marzo.
    Anzi si. E mi auguro che il 5 marzo porti via con se questo modo di fare politica.
    Non che si torni a Bersani; la mia non è una visione nostalgica che guarda al passato e ancor meno una dichiarazione di voto per LEU.
    E nella intenzione di molti elettori di sinistra che intendono rottamare Renzi fra la copia e l’originale finiranno per scegliere l’originale e cioè i 5 Stelle piuttosto che la copia LEU (come alle recenti regionali).
    Io posso solo augurarmi che ritorni il tempo in cui una giovane Sindaca di un piccolo paese, figlia di un operaio edile, possa esser rieletta nel Parlamento come premio per il lavoro svolto in questi anni che certamente non l’hanno cambiata ne arricchita.
    Se è diventata mamma, è solo “colpa” di Michele.

    Vincenzo Capuana

  3. pino ha detto:

    la prolissità personificata ad autoassolvere ed autoassolversi.

    profezia per profezia, vi propongo la mia:

    scenario A: il 5 marzo mattina emerge un pasticcio come e peggio di quello del 2013. Governo di galleggiamento e vivacchiamento per 5 anni ancora. Riforma del CATASTO, con moltiplicazione per 4 o 5 delle rendite. nel mezzo probabile crisi spread, visto che il debito pubblico resta li. governo tecnico e PATRIMONIALE
    riusltato inseguiremo i paesi in via di sviluppo su costo del lavoro, distruzione dei diritti dei lavoratori, produzioni di beni a basso valore aggiunto.sprofondamento ulteriore

    Scenario B:movimento 5stelle ha affermazione inattesa, chi lo vota non lo dice, e insieme a frange di LEU e PD mette su un governo di dilettanti allo sbaraglio. tassazione come scenario A. in sei mesi prevediamo la troika

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