Musicisti per il Teatro Le Fontanelle

25 Commenti

  1. Viva le fontanelle ha detto:

    Arrivano critiche da tutti i fronti ma il sindaco cosa fa? O tace o spara corbellerie. Che tinta a gnuranza

    • Rosario ha detto:

      Castelbuono dovrà rispondere presente il prossimo anno: mandare a casa una persona che non ha più il polso della situazione e non più in grado di governare il paese. Sarebbe onesto dimettersi ma non lo farà mai.

  2. Perplesso ha detto:

    Scusate ma non riesco proprio a capacitarmi. Come può un attore come il sindaco, lo showman di via sant’anna non volere un teatro?

  3. Comitato per Le Fontanelle ha detto:

    Prima i ragazzi del teatro e ora i musicisti.
    C’è speranza per Castelbuono ed è germogliata.

  4. Sono proprio OTTUSI!!! ha detto:

    Solo il sindaco e l’amministrazione non riescono a comprendere che solo un vero Teatro può costituire il luogo dove poter esibire l’estro di tanti artisti, in tutti i settori culturali, Castelbuonesi e non. Non riesco a capacitarmi sul fatto che questi pseudo amministratori non vedono il Teatro come una vera risorsa (anche economica) e una FORTE spinta culturale per Castelbuono.

  5. Utile idiota ha detto:

    La cultura non eleva solo lo spirito, rende anche più capaci di discernimento. Ecco perché i cattivi politici spingono il popolo verso l’ignoranza.

  6. Dlin dlon ha detto:

    Ho un’idea: arruolate il sindaco nella vostra band. Lui è abile a suonare i campanelli specie in periodo elettorale. Un musicista a tutto tondo di fama mondiale.

  7. studente fuori sede ha detto:

    Grazie a chi vuole dare bellezza a questo paese ,grazie ai musicisti grazie ai ragazzi che fanno teatro ,grazie a tutti quelli che ancora credono nella democrazia e partecipazione delle scelte per il bene comune per la crescita sociale e culturale alziamo un grido forte unanime contro chi vuole svilire processi e dinamiche per altri tornaconti ,calpestando il popolo !! .Ribelliamoci ,scioperiamo occupiamo il teatro ,il popolo e SOVRANO ,imporre le proprie scelte scelte e dittatura Castelbuono é dei Castelbuonesi noo di mariuzzi e della sua chiurma accondiscente Andrea non pensi di non rispettare minimamente i principi del comunismo “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia” Enrico Berlinguer Sinceramente a vedere tutto quello che sta accadendo “mi veni di chianciri ” ancora nel 2021 si attenta al volere di una comunita’.

  8. il giorno prima della rivoluzione ha detto:

    vorrei che fossero i giorni che preludono alla fine del ventennio

    • Professore ha detto:

      È vero, è stato un ventennio. La pausa della sindacatura di Tumminello la possiamo includere di fatto in quanto, dopo che gli ha fagocitato quasi tutti i suoi consiglieri, riprendendosi la maggioranza in seno al Consiglio Comunale, è come se fosse stato sempre il capo ininterrottamente da 19 anni. Ma l’italiano e la storia ci insegnano che i ventenni dopo venti anni finiscono.

  9. Vincenzo P. ha detto:

    Con tutto il rispetto, quella del teatro è una pratica ormai poco seguita, superata a torto o a ragione, prima dal cinema ed poi dalla televisione e i nuovi mezzi di comunicazione. Non si capisce a chi dovrebbe servire uno spazio enorme solo per questo. Meglio una sala polifunzionale al coperto, teatro incluso, di cui Castelbuono è sprovvista. Quello che non va nel progetto in questione, è il tetto non praticabile. Una copertura accessibile e praticabile avrebbe valorizzato la vista sul lato Isnello e sulla piazza stessa per gli spettacoli all’aperto che usualmente vi si tengono.

    • Antonio ha detto:

      e si potevano anche mettere tavulina pure sul tetto che erano sempre buoni. Il nome della buvette glielo propongo io: “TERRAZZA CASTELLO”

    • Utente ha detto:

      Vincenzo ma tu in un campo di calcio un concerto ce lo puoi fare si! E in una piazza una partita regolamentare ce la puoi fare? Ti rispondo io, NO! Poi se se devi affermare e cito “quella del teatro è una pratica ormai poco seguita, superata a torto o a ragione, prima dal cinema ed poi dalla televisione e i nuovi mezzi di comunicazione” devi supportare con dati oggettivi alla mano.

      Inoltre vedo che non sei dovutamente informato sull’iniziativa NESSUNO VUOLE SOLO IL TEATRO! Chi porta avanti questa battaglia di cultura (e credimi la tv non è cultura il più delle volte) VUOLE IN PRIMIS IL TEATRO cosa che non impedisce (come non lo impedisce in altri teatri) di svolgere qualsiasi altro tipo di attività culturale (certo non si possono fare banchetti).

      Ti invito a leggere e documentarti attraverso i vari post che il comitato ha pubblicato in questo blog e ti accorgerai che il tuo ragionamento è fuorviate.

    • Terrazza sul mondo ha detto:

      Lasciamo perdere quella del teatro come pratica poco seguita, che si commenta da se, ma la riflessione (?!) sul tetto non praticabile è proprio una perla da tramandare ai posteri. Tipo una camera con vista…. E vabbè, ne abbiamo lette tante che quasi ci si fa l’abitudine. Complimenti, comunque.

    • Vincenzo C. ha detto:

      Signor Vincenzo P., sarebbe curioso sapere quali sono le fonti autorevoli da lei consultate che la inducono a riferire le sue parole: “quella del teatro è una pratica ormai poco seguita, superata a torto o a ragione, prima dal cinema ed poi dalla televisione e i nuovi mezzi di comunicazione”. Perché se lei legge la citazione all’inizio del post che si sta commentando sembrerebbe proprio il contrario rispetto a quanto da lei affermato: “Un popolo senza teatro è un popolo morto”, giusto per prendere l’ultimo esempio in ordine cronologico che i vari sostenitori del Teatro hanno citato a supporto delle loro ragioni.
      Ora, se lei ha delle fonti più autorevoli ed attendibili di Federico Garcia Lorca, riferisca pure che ci riflettiamo sopra, ma se devo credere a quanto lei afferma solo perché lo dice lei, mi permetta di nutrire molta diffidenza a quanto da lei riportato.
      Ad ogni modo, quando ci sono questioni spinose che coinvolgono la comunità e i pareri sono discordanti, la Democrazia fornisce gli strumenti consoni a risolvere le divergenze. Infatti basterebbe indire un referendum popolare e chiedere ai cittadini (tutti) se a piazza Castello si vuole un Luogo di cultura come ormai propongono in tanti, oppure un NON luogo come propone il sindaco, l’amministrazione e pochi altri.
      Sono certo che Castelbuono saprà rispondere bene ed in modo inconfutabile. A quel punto non ci potranno essere più dubbi di alcun genere.

  10. Antonio ha detto:

    è solo da sperarsi. Ma purtroppo ci sta una fetta di popolazione non so più quanto larga a cui del teatro e della cultura non frega nulla. Per quanto alla musica basta loro il rap urlato da discoteca o similia. A loro interessa il riempirsi il gozzo ed bagnarsi il gargarozzo..su questo fa leva purtroppo chi fregandosene della storia, ignorando la cultura (Cu?) ha quella prospettiva come orizzonte e la propone ad elettori che la vedono uguale o simile. Spiace perché una volta la politica orientava le opinioni, cercando di elevare lo stato culturale del popolo. Oggi la politica fiuta e cavalca le opinioni diffuse.e lo si vede anche a livello nazionale

  11. Ma come ce ne dobbiamo uscire da questi guai? ha detto:

    un commento che salta come niente due anni di assemblee, di dibattiti e comunicati
    Sulla attualità del teatro mi pare di vedere una analogia col fatto che siccome non ci sono più preti non restauriamo le chiese e facciamole diventare spacci alimentari e punti dove si affetta la porchetta

  12. Le ultime parole famose ha detto:

    Il sindaco chissà se dice ancora che quelli che vogliono il teatro e non U CAMMARUNI sono quattro gatti

  13. Antonio ha detto:

    ci manca solo il restauro della scritta famosa che comparve un dì…quando si era studenti.
    la storia di quella scritta e di quando apparve sarebbe simpatica

  14. Vincenzo Barreca ha detto:

    Perché sarebbe un errore non cogliere l’opportunità di costruire un teatro a Castelbuono

    Per chi non lo sapesse l’Area Interna Madonie è un’area individuata dalla Regione Siciliana con DGR n.162 del 22 giugno 2015 come area prototipo per la sperimentazione della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI). Questo perché, così come si legge nella bozza di strategia sulle Madonie, “il processo di graduale spopolamento ha intaccato le capacità di rigenerazione del capitale umano delle comunità locali.” Inoltre, citando la Strategia d’Area Definitiva, “oggi il territorio dei 21 Comuni dell’Area Interna Madonie – per l’83% classificato fra le aree periferiche ed ultraperiferiche – registra una forte criticità connessa al progressivo processo di spopolamento. A gennaio 2015 la popolazione risultava pari a 61.489 abitanti, con una ulteriore diminuzione di 4.900 unità rispetto al dato del censimento 2011 (66.389), che pure aveva registrato un calo demografico medio pari a -25% rispetto al censimento 1971. Dal 1971 al 2011 nell’area si è avuta una riduzione media della popolazione pari a -24%, con punte di oltre il 40% nei Comuni di Bompietro, San Mauro Castelverde, Isnello, Gratteri e Petralia Soprana.”
    Tralascio le mie considerazioni sulla “strategia d’area” proposta e approvata concentrandomi sullo spopolamento del territorio che ormai appare patologico e di difficile risoluzione.
    Ritengo importantissime le esperienze vissute in contesti metropolitani, organizzati e stimolanti, e non biasimo chi tra i ragazzi vuole conoscere l’Europa, capire come funziona il mondo, crescere. Ma ritengo altrettanto vitale la possibilità per chi decide di vivere i nostri territori di farlo in un contesto sociale eccitante e appagante culturalmente. La crescita di un territorio non è collegata esclusivamente al contesto economico: i parametri da valutare dovrebbero essere molteplici e in primis andrebbe studiato il substrato culturale, perché l’elemento creativo deriva proprio da questo.
    Le nuove idee per la crescita sociale nascono nei luoghi che stimolano l’immaginazione; difficile essere poetici lungo una catena di montaggio.
    Una comunità con una vasta disponibilità di strumenti a servizio della fantasia e dell’estro cresce culturalmente e rafforza i legami territoriali generando innovazione. Il decantato “sistema paese” dovrebbe prevedere tra i suoi ingranaggi la promozione del contesto culturale con priorità assoluta, così come nel passato si è cercato di fare a Castelbuono.
    Non si può scegliere di non realizzare un Teatro solo per delle valutazioni economiche; la gestione avrà, sì, un costo ma sosterrà la crescita dei cittadini donando benessere, capacità di discernimento e di autodeterminazione.
    Perché negare ai Castelbuonesi, distanti 100 km dal centro cittadino più vicino, quella possibilità in più per sognare godendo di un grande spettacolo teatrale o di un meraviglioso film? Le passioni nascono e si alimentano se trovano un ambiente fertile per attecchire e sono convinto che uno degli elementi che più potrebbe contribuire a tamponare l’emorragia di abitanti che attanaglia le Madonie sia proprio lo stimolo delle passioni, aspetto spesso e volentieri dimenticato da chi governa i processi del territorio.

    I render presentati restituiscono una sala convegni con un palco molto ridotto, ambiente più utile per un contesto fieristico che per una rappresentazione teatrale. L’architetto, durante la presentazione alla cittadinanza del progetto per Le Fontanelle, ha cercato di spiegare che il teatro può essere fatto ovunque prendendo ad esempio addirittura Lars Von Trier: un ottimo modello, certamente, ma Dogville è avanguardia dove il cinema impatta con il teatro decostruendo tutte le certezze dell’osservatore. Non è l’esempio giusto. Certamente si può fare teatro in spiaggia o un concerto in una cameretta ma queste possibilità non cancellano i luoghi deputati a queste attività: rappresentano un’eccezione artistica o una scelta registica, non certo la normalità.

    Ripensateci, proponete delle varianti; siete ancora in tempo per evitare la costruzione di un’opera che non lascerà un’impronta utile ad alimentare la connessione delle generazioni future con il nostro paese.

    • Giuseppe ha detto:

      il teatro potrebbe essere un polo attrattore per tutte le madonie. potrebbe consentire per esempio rassegne di musica medioevale all’ombra del castello (originale non del XIX secolo come altri casi). Potrebbe consentire ai ragazzi del liceo di vedere shakespeare o pirandello…
      o di sperimentare loro di mettere in scena qualcosa che non sia la macchietta alla Martoglio (senza toglier nulla a Martoglio, ci vuole pure quello). Ma come si fa a non capirlo…come si fa…ad esser così sordi ai bisogni di una parte. Non venite poi a parlare di povertà educativa.

  15. Saba ha detto:

    Unanime si leva un’unica voce e un grande auspicio che venga ripensata l’idea di un progetto di teatro che tanti cittadini, contestano. Perché ostinarsi e ribadire della bontà del progetto, quando da tanti cittadini È contestata. Fate un passo indietro e date voce al popolo
    Grazie a quanti condividono.

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