“Nullità del matrimonio canonico e vizi del consenso”. A Cefalù la II Giornata diocesana di Studi Giuridici

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1 Commento

  1. Giuseppe ha detto:

    a parte il profluvio titulorum, in ordine errato peraltro, sarebbe ora che si andasse o almeno di pensasse di andare oltre il matrimonio concordatario perchè essso oggi è anacronistico, superato piaccia o no dall’evoluzione dei costumi e della morale. se il matrimonio civile è scindibile con il divorsio, per quello “religioso” si può solo andare a ricorrere al vizio di nullità. con un profluvio di istanze di chi non si rassegna all’unicum per il sacramento religioso. sarebbe educativo che la sede per i due fosse differente. per mille ragioni, e si superasse l’aver caricato l’officiante del ruolo di ufficiale di stato civile.
    ma è la mia personalissima opionione

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