La scuola che vogliamo: il progetto della nuova scuola media non risponde neppure alle elementari esigenze di funzionalità

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7 Commenti

  1. avviso di sfratto ha detto:

    come per le fontanelle
    così per la scuola

  2. Antonio2 ha detto:

    Ma almeno una cosa giusta la riesce a fare?
    La scuola elementare di San Leonardo, il Cineteatro Le Fontanelle, i totem, i contatori elettronici, l’autovelox, la ZTL, i parcheggi a pagamento, le visiere,,…
    Tutta “roba” o inutile o realizzata male.

  3. L'avete già fatta fuori? ha detto:

    Ma come mai non è previsto l’intervento del candidato sindaco del PD ONOREVOLE ROSAMARIA DI GIORGI????????????????????????????????

  4. Giuseppe ha detto:

    Una riflessione politica.Gli eventi degli ultimi anni ci mostrano come il dibattito e la dialettica politica trovi sfogo in singoli fatti e accadimenti, ora l’acqua sporca dal rubinetto, ora la modalità di approvvigionamento, ora il mancato teatro e la volontà di NON DARE un teatro al centro, ora la scuola media da poco ristrutturata, ed ora da buttar giù…unendo tutti questi puntini si traccia una linea che costituisce l’indirizzo o il mancato indirizzo che si vuole dare alla comunità nei prossimi venti anni. E quello che manca è una visione, o meglio emerge una limitata visione, di chi si è convinto che la comunità per stare in piedi economicamente debba fondarsi sul turismo del mangia e fuggi, sui tavolini e sui bar, su osterie e ristoranti. al resto, senza dirlo, senza parlarne, rinuncia. Preferirei che ci fosse la possibilità di far conoscere Shakespeare ai ragazzi, anche in versione ridotta, che avviarli al (anche legittimo se moderato) appagamento con crapula e beveraggio. Eppure la presenza di un patrimonio museale avrebbe consentito di provare a sviluppare una summer school di botanica e biodiersità. il Gal Hassim a Isnello di creare sinergie per iniziative. la visione politica che vedo non è quella degli anni ’60 che guardava a un futuro. Ecco nella riflessione politica, apprestandoci a scegliere un nuovo sindaco manca di un dibattito su che comunità vogliamo, che Castelbuono vediamo nei prossimi venti anni, che strumenti di sviluppo pensiamo di creare per limitare l’emorragia inarrestabile di ragazzi che scappano via prima per studiare e poi per lavorare. su questo un fragoroso silenzio regna sovrano.

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