PD Castelbuono: pronti a sanare la frattura con i cittadini delusi

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6 Commenti

  1. oliver ha detto:

    “A Castelbuono i voti espressi al PD, in relazione al collegio, al Senato hanno fatto registrare il migliore risultato, mentre alla Camera il quinto. Si è pronti a partire da qui e da subito per iniziare un percorso per sanare la frattura politica fra il Partito Democratico e i cittadini”

    Ipocriti e ciarlatani, mai per un momento hanno mai pensato ai bisogni dei cittadini!!!!!

  2. Mario ha detto:

    Cicero a Castelbuono come Casini in Emilia ecc..ricordo al PD Castelbuonese che non tutti gli elettori sono fan di un politico o di un partito x cui se siete ridotti così non meravigliatevi…e purtroppo noto che perseverate vantandovi del voto al senato di Cicero.

    • Giuseppe ha detto:

      Giustissimo ricordare la strage di via Fani.
      Ma quarant’anni dopo la strage di Via Fani, in cui morirono i componenti della scorta di Aldo Moro e fu rapito l’esponente politico della Democrazia Cristiana, cosa fanno i terroristi delle Brigate Rosse? Matrix ne ripercorre le vicende.

      Barbara Balzerani, 69 anni, unica donna presente il giorno dell’attentato, tornata in libertà dopo una condanna all’ergastolo (secondo i dettami della legge Gozzini del P.C.I.), scrive sui social senza mostrare alcun pentimento – “Chi mi ospita oltre il confine per il 40ennale?”, ha postato di recente – e si prepara a presentare il suo libro. Il suo compagno di allora, Mario Moretti, condannato a 6 ergastoli, dal ’97 è in regime di semilibertà e lavora in una cooperativa che si occupa di detenuti.

      Valerio Morucci, scarcerato nel 1994 malgrado l’ergastolo, vive a Roma e fa il consulente informatico. Adriana Faranda, ex compagna di Morucci, dopo essersi dissociata dalle Br ha ottenuto uno sconto della pena ed è libera da 24 anni. La semilibertà è stata concessa anche a Raffaele Fiore e Franco Bonisoli. Prospero Gallinari, tra gli autori della strage, è morto nel 2013. Non è mai stato in carcere Alessio Casimirri, nonostante una condanna all’ergastolo. L’uomo, scappato in Sudamerica, gestisce un ristorante in Nicaragua. Ha sposato una donna del posto, acquisendo la cittadinanza, ostacolo al momento insormontabile per l’estradizione che l’Italia richiede da anni. Vergogna Italia!

  3. vincenzo capuana ha detto:

    (testo integrale lettera inviata al periodico Suproponti pubblicata parzialmente nel n. 139 del 22 marzo)

    Sono io “un compagno zeta” che il 25 febbraio ha sentito la necessità, vista una campagna elettorale inesistente, di scrivere una lettera ai candidati del Pd del ai Candidati del Pd Circoscrizione Sicilia 1 Collegio 05 (Camera) e Collegio 02 (Senato) per invitare gli elettori a sostenere il Partito. E non credo sia una colpa esserlo.
    In tanti mi hanno riconosciuto oltre l’anonimato di una sigla; l’essere comunque riconoscibile per me è motivo di orgoglio perché vuol dire che in questi anni sono stato coerente nelle cose che ho pensato, che ho detto, che ho scritto e che ho fatto.
    Ma non sono il solo compagno zeta, per fortuna, nella nostra comunità.
    Siamo in tanti.
    Circa 700 elettori domenica sono andati al seggio elettorale ed hanno votato sia alla Camera (679) che al Senato (689) apponendo un segno sul simbolo del Pd a prescindere dal metodo usato per determinare le candidature, nonostante il merito delle candidature sia nel collegio proporzionale che in quello uninominale, senza curarsi di Renzi dei suoi fedeli luogotenenti, gigli magici, saltimbanchi e le loro narrazioni.
    Sono cittadini ed elettori per dirla come dice il compagno zeta che “usando la testa e il cuore, mai la pancia, hanno rinnovato nel voto e con il voto un atto d’amore”.
    E mi pare questo il senso più importante dal voto, il punto da cui ripartire per cominciare a scrivere su “una pagina bianca”.
    Perché il 4 marzo una linea è stata segnata fra il futuro e il passato.
    Il 4 marzo è stato sconfitto il renzismo e cioè l’esercizio del potere per il potere, un continuo referendum ad ogni elezione sull’uomo solo al comando e il fatto che il destino politico del singolo sia sempre più importante dell’interesse generale di una comunità politica, di un paese e di un territorio.
    Quindi non è tanto e non è solo Renzi lo sconfitto di questa tornata elettorale ma il renzismo come cultura politica che tanti hanno interpretato e scopiazzato , in questi anni, con le medesime modalità a Roma, a Palermo e a Castelbuono.
    Ma il voto del 4 marzo con il risultato fallimentare di LeU certifica che non c’è la prospettiva di un nuovo partito a sinistra del Pd.
    Anzi, per assurdo, nonostante sia al minimo storico (siamo tornati ai Ds) viene riaffermata la centralità del Pd come unica entità politica del centrosinistra e come forza di governo del Paese; il Pd oggi è il centrosinistra e difficilmente potrà nascere un Governo senza il suo sostegno.
    Senza Renzi e il renzismo, quindi, il 5 marzo è nato un Partito NUOVO da costruire.
    Un partito che andrà al congresso, un partito che rinnoverà i suoi gruppi dirigenti, il partito dei Minniti e Zingaretti, Delrio e Martina con Carlo Calenda segretario almeno nei miei auspici.
    Un partito con Magda Culotta fra i suoi dirigenti regionali se non addirittura il segretario se Ella avrà la forza di “uscire da porti sicuri lasciando che il vento gonfi le sue vele”.
    Un partito con la “castelbuonese” Rosa Maria Di Giorgi eletta alla Camera a cui va il mio augurio di buon lavoro magari in ruoli apicali nel gruppo parlamentare o dentro le istituzioni nella speranza che ci possa dare una mano d’aiuto.
    Un partito che deve necessariamente rimettersi in connessione sentimentale con il suo popolo. E a partire da Castelbuono, passando per Palermo fino ad arrivare a Roma deve eliminare l’autoreferenzialità della propria classe dirigente, non essere un comitato che apre e chiude con le scadenze elettorali, parlare con tutti e soprattutto con i più deboli, usare il verbo del noi, non essere in campagna elettorale permanente ed affrontare temi quali lavoro ed ammortizzatori sociali universali – istruzione – sanità – pensioni – trasporti – valorizzazione beni naturali monumentali e culturali – legalità ed illegalità – integrazione e società multirazziale – rispetto e cura delle persone, delle donne e dei bambini e di tutte le diverse abilità – credito ed opportunità – progettualità diffuse essenziali e questione meridionale per migliorare la condizione di vita dei cittadini per permettere alla nostra ed alle future generazione di rimanere nel nostro Paese e nel nostro territorio.
    Costruire, dalle macerie, il Partito Democratico; questo deve essere il nostro impegno.
    Il mio, per primo. Fino al 4 marzo avevo dubbi sul rinnovo della tessera al partito renziano ma il 5 marzo ho inteso rinnovare la tessera.
    Si il 5 marzo nel momento in cui tanti stanno scendendo dal carro per salire sul nuovo carro del potere pentastellato e della lega, nel momento della dignità di una sconfitta dovuta alla incapacità di rappresentare una visione di cambiamento e speranza per il Paese che altri, a torto o ragione, hanno ben rappresentato. Consapevole di un ruolo di opposizione perché lo streaming dei Bersani nel 2013 con i portavoce del Movimento 5 stelle ha precluso allora, e pertanto anche oggi, la possibilità di una alleanza organica e di governo fra il Pd e il Movimento. Consapevole della necessità della costruzione dal basso di una piattaforma programmatica e di una squadra per esser pronti alle nuove possibili elezioni politiche che potrebbero tenersi entro la fine dell’anno o nella prossima primavera. Perché una cosa è certa: non durerà a lungo questa legislatura e questa comunità politica e territoriale, con questa o con altra legge elettorale con o senza primarie, esprimerà candidature probabilmente diverse da quelle appena bocciate.
    E mi auguro che possano palesarsi, innanzitutto fra i circa 700 elettori che hanno votato il Pd, tante donne ed uomini giovani e meno giovani che sentano il bisogno, come lo sento io, di un rinnovato impegno e di una nuova militanza.
    E chi contandosi e sfuggendo dal significato politico che le candidature sono state approvate dalla Direzione Nazionale del Pd renziano e non da movimenti locali e territoriali, ha votato e fatto votare soltanto i candidati indicati sulla scheda e non il simbolo ottenendo un risultato (1246 voti) poco brillante come d’altronde poco brillante è stata l’azione amministrativa in questi mesi, oggi ha un’ unica e sola prospettiva politica per andare “oltre il ponte della sciumara”: quella di iscriversi al Pd e partecipare così alla costruzione del Partito Democratico.
    Identica è la prospettiva di chi aveva immaginato in LeU un nuovo partito.
    Ecco l’orizzonte verso cui andare, insieme.
    Quello che oggi non c’è e che forse non c’è mai stato.
    Quello che certamente domani ci sarà.
    Il Partito Democratico.

  4. mozart ha detto:

    State incominciando a fare la riabilitazione ,dopo tutte queste fratture causate dopo la mega asfaltata??

  5. oltre andiamo oltre ha detto:

    ma che fine hanno fatto l’ex segretario, l’ex consigliere comunale, gli ex candidati sindaco, gli ex assessori di tumminello protagonisti della stagione fallimentare di andiamo oltre????????? hanno regalato il comune a mario cicero e scappari!

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