Perché l’amministrazione Cicero non è in grado di gestire l’emergenza

8 Commenti

  1. Ncolo Piro ha detto:

    Direi che non è in grado di gestire nulla. La Politica, quella serie e votata al benessere dei cittadini, ha bisogno di politici competenti, “allitrati” e con esperienze di vita, giammai di politicanti e mezze pugnette. E questo deve essere visto e praticato a tutti i livelli istituzionali e operativi.

    Di seguito, tradotto in italiano, il titolo di un articolo odierno sull’ autorevole quotidiano elvetico NZZ, Neue Zürcher Zeitung:

    Da 75 anni la politica italiana altro non esprime che il livello culturale di chi con il voto la sostiene. Ho sempre sostenuto, e sempre sosterrò, che un buon giornalismo a tutti i livelli, e, pertanto anche questo Blog che continua ad aprirsi alla società, in primis deve “formare e informare” tenedo la schiena dritta, coivolgendo i cittadini in un dibattito costruttivo, edificante, articolato e coerente. Le tamatiche non mancano. Sono la buona volontà e le idee a mancare. E questo è il vero dramma dell’ Italia.

  2. Antonio ha detto:

    Rispetto questo blog, perché ci tiene informato della nostra Castelbuono di belle e brutte notizie specialmente in questo periodo di pandemia mondiale, attenzione a giudicare l’operato altrui senza prendersi responsabilità sanitarie e regolamenti fantasma che no si erano mai visti prima, non è facile x nessuno evitiamo le chiacchiere e cerchiamo di mantenere il virus fuori da Castelbuono..

  3. Vergogna ha detto:

    Precisazioni inappellabili da parte della Redazione. Se solo avessero un minimo di dignità dovrebbero coprirsi capo e volto per la vergogna. Ma siccome hanno una faccia ca’ si ci puonnu sparati i cirina, pigluanu puri di susi.

  4. Santino leta ha detto:

    Purtroppo alle palesi contraddizioni, evidenziate da questo autorevole blog, che caratterizzano una pericolosa e scomposta gestione dell’ emergenza che stiamo attraversando, primeggia fra tutte, una testardaggine che non ha precedenti nella storia di chi ha amministrato il nostro paese negli ultimi 40 anni. Nessun primo cittadino, in questo lungo arco di tempo si è innamorato , come quest’ultimo, del proprio verbo e del proprio io. È giusto che chi siede al comando deve ostentare una certa sicurezza ed una buona dose di decisionismo, ma è altrettanto sacrosanto che ciò deve essere supportato da conoscenza e ponderatezza. Non mi pare che siamo di fronte a questo quadro amministrativo. E se questo è vero allora siamo in piena anarchia politico-amministrativa. Che Dio ci aiuti.

  5. Santino leta ha detto:

    P.S: si potrebbe obiettare che in questo lungo arco di tempo questo stesso sindaco ha amministrato per circa 15 anni. Ma anche in politica si cambia e occorre riconoscere , per tempo , quando bisogna fare un passo indietro prima ancora di fare danni al paese.

  6. Nicolo Piro ha detto:

    In generale, cioè non soltanto per Castelbuono, il cambiamento – come rigenerazione e rinnovamento sociale, politico, economico e culturale – è possibile, se nelle mani e nel coraggio di ottimi media e di chi crede nel futuro. Occorre potenziare le risorse intellettuali della società ed invogliare chi vive fuori a dare il suo contributo. È la via che da qualche anno percorre il silenzioso per natura Portogallo. Io sono ad incondizionata disposizione della mia Castelbuono e dei miei “paesani”. La vita quotidiana non si deve fermare, bensì fecondare con nuove idee e proposte da trasformare in realtà.
    È possibile.

  7. Nicolo Piro ha detto:

    Ci si dia tempo e con la santa piazenza dovrà andar via sua sponte per inettitudine. Una malattia, questa, che ha colpito, e continua inesorabilmente a colpire, l’ Italia e, dacché ci siamo, anche Castelbuono. Non me la prendo soltanto con il Signor Cicero (non sarebbe né onesto e né umano), bensì mi rivolgo a tutti i suoi predecessori (onorevoli, senatori, avvocati, ingegneri, ragionieri, professori, pepè e piripillè vari) – tutti inclusi e nessuno escluso – che si sono succeduti negli anni imbalsamando Castelbuono nel nome di quelle due perverse categorie di quella tipicità tutta italiana, quali sono caos e bellafigura. Non si tratta – per ben intenderci – soltanto di una consolidata crisi politica, bensì di una crisi di pensiero, ancora più pericolosa che atrofizza quella attività più sublime dell’ uomo: il pensare quale premessa ad operare in scienza e coscienza per il bene comune.

    La misura di questa tragedia continua ad essermi consegnata dalla lettura del romanzo comunale dal titolo: PIANO REGOLATORE GENERALE – REGOLAMENTO EDILIZIO.
    Non so a questo punto cosa pensare della vice-sindaco, Signora architetta Mazzola, che ha potuto permettersi il lusso di fregiarsi di un titolo accademico, l’ Architetto, che ancora viene considerato l’ ultimo umanista, ma in estinzione.

    Brevemente, per intenderci, riservandomi di affrontare l’ ambito dell’ Urbanistica, latu sensu, in maniera esaustiva e per il bene comune in un futuro prossimo, ma di questo ambito anticipandone i due punti di forza fondanti: Diritto urbanistico e Diritto edilizio pubblico. Ambiti che vanno a sustanziare il Codice della Pianificazione urbana nel ruolo di guida normativa e raccolta giurisprudenziale illuminati da quella stella polare che fu, ed è (con qualche sostanziale miglioramento*), la Legge 17 agosto 1942, n. 1150. Legge urbanistica. (G.U. 16 ottobre 1942, n.244) anticipata dalla convocazione dei migliori giuristi, ingegneri e architetti di quella stagione ai quali il Capo del Governo, ignorante della materia, saggiamente si rivolse. Il risultato fu un’ opus di grande avanguardia e seconda soltanto alla consorella della Germania che Luigi Piccinato aveva potuto conoscere, studiare ed approfondire in occasione del suo soggiorno a Monaco di Baviera sollecitato da un innominabile uomo di Stato e politico del tempo. Per la prima volta in Italia si potè parlare di Piani Regolatori Generali (Sezione I) e Piani Regolatori Particolareggiati (Sezione II): due pietre miliari della Pianificazione urbana collocate nel contesto del Diritto urbanistico costituito (così da noi, in Germania) dalla Legge urbanistica “nazionale” e dall’ Ordinamento “nazionale” sull’ uso dei suoli e dei lotti edificabili. È (sempre, e saggiamente, da noi, in Germania), invece, il Diritto edilizio pubblico a dare con le sue due articolazioni in Regolamenti edilizi “regionali” e Statuti urbani a dare sostanza e struttura all’ opera edilizia da erigere nei suoi aspetti costruttivi e di fisica tecnica, fino a prescrivere il ricorso ad uno o più ingg. verificatori con l’ incarico della verifica preliminare del progetto strutturale ed evitare così quella marionetta che va al nome di collaudo finale che ha luogo ad opera finita e vergogne consumate. Un procedura, questa, irrinunciabile per opere di notevole rilievo, quale è stata la ricostruzione del Ponte-viadotto di Genova che ha visto l’ architetto e senatore della Repubblica Renzo Piano nel fantomatico ruolo di “advisor senior”: una figura tecnica insignificante e del tutto assente nel panorama degli imbrogli della nostra Repubblica. Orbene l’ architetto Renzo Piano, a conoscenza di tale prassi in Germania, Paese nel quale ha lasciato opere stupende, non ha tenuto conto della sua esperienza in quell’ ordinato Paese né delle mie copiose segnalazioni scritte, seguito nel “buon esempio” dal Procuratore della Repubblica di Genova, dallo scrivente più volte allertato. Speriamo che il Buon Dio sia provvido di grazia nel tempo, anche se non lo è stato, chissà impegnato nella fase incipiente della crisi pandemica da Covid 19, per quanto attiene il costo totale dell’ opera, già generosamente valutato nell’ ordine di 202 mlioni di euro, del quale, in pieno clima di un incerto Recovery Fund, non viene ancora data contezza né al contribuente né all’ Europa. Un “modello-Genova”, pertanto, da elevare al ruolo di “summa” per l’ eventuale seminagione del generoso aiuto dell’ Europa all’ Italia? “Silentium est aurum” anche per la Corte dei Conti che dovrebbe vigilare sui conti dello Stato? Certo, non siamo in Germania, dove proprio nei giorni scorsi la Corte dei Conti (Bundesrechnugshof) ha messo un freno al progetto di ampliamento del Cancellierato (detto “Kohlosseum”), poiché: zu gross, zu teuer und von fraglichem Nutzen (it.: molto grande, molto costoso e dalla dubbiosa utilità). Concludo: in ambito di Pianificazione urbana, almeno a Castelbuono, dovranno cambiare molte cose, donde né il Signor Mario Cicero, sia pure con l’ aiuto della vice-sindaco e architetta Mazzola, né il prossimo fasciato tricolore potranno fare più che granché: nulla. E allora, e sul piano nazionale, saranno le Procure della Repubblica, Polizia e Carabinieri ad incastonare lo “jus aedificandi” nella giusta cornice? Intanto, lungi dal pormi nel ruolo di un “deus ex machina” o saputello, io invito i miei compaesani alla lettura di due articoli contenuti nelle Categorie “Architettura e Pianificazione urbana” e “Innovazione e Ricerca”. La sorpresa non sarà di poco.

  8. Nicolo Piro ha detto:

    Stampa 3D: nell’ Edilizia (e non solo) è già una realtà e dei muratori non ci sarà più bisogno.

    Per apprendere di più:
    http://www.teorico.eu
    Categoria: Innovazione e Ricerca

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