“Perché Palestina”, il nuovo libro di Francesco Di Garbo disponibile online

È disponibile online Perché Palestina – racconti e interventi, il nuovo libro dello scrittore castelbuonese Francesco Di Garbo. Un’opera che affronta uno dei temi più controversi e dibattuti dell’attualità internazionale, proponendo una lettura critica del conflitto israelo-palestinese attraverso un originale intreccio di narrativa e riflessione politico-sociale.
Il volume nasce con l’intento dichiarato di offrire ai lettori uno strumento agile per approfondire la questione palestinese, andando oltre la cronaca quotidiana e interrogandosi sulle radici storiche, culturali e ideologiche del conflitto. Attraverso racconti e brevi saggi, Di Garbo propone una chiave di lettura personale e fortemente argomentata della guerra in corso, affrontando temi come colonialismo, militarizzazione, potere e diritti dei popoli.
Il libro sarà presentato prossimamente anche a Castelbuono, in un incontro pubblico che consentirà all’autore di dialogare con i lettori e approfondire i contenuti dell’opera.
(Di Francesco Di Garbo) – La guerra in Palestina non ha tregua, imperterrito continua il genocidio l’umiliazione e la sopraffazione dei palestinesi nonostante la tregua farlocca siglata. Il diritto internazionale è una chiarissima presa per i fondelli attuata dai sanguinari teatranti allo sbaraglio che lo mettono in scena. La tattica israeliana è di avanzare metro dopo metro nella striscia e ad oggi, come si vede dall’immagine, controlla quasi il 70% del territorio mentre la crisi umanitaria è all’apice della sofferenza del popolo gazawi. Per un verso Israele cerca di occupare tutta la striscia ma non può cacciarne gli abitanti, per altro verso vorrebbe buttare a mare i legittimi proprietari ed impossessarsi di tutto il territorio vuoto di gazawi. I governi occidentali, tranne qualche eccezione, lasciano agire gli israeliani indisturbati. La logica d’avanzare un metro alla volta è una caratteristica del sionismo fin dalle origini dei primi insediamenti in Palestina a fine ottocento. È la tattica del prendersi il dito con tutta la mano, il braccio etc. etc. Un pezzettino alla volta piano piano… con l’avallo degli Usa e mettendo il resto del mondo davanti al fatto compiuto.
Israele è uno Stato militarizzato fino al midollo osseo della società, uno studio (art. di Riccardo Antoniucci su Il Fatto Quotidiano 11-05-26) ha rilevato che la stragrande maggioranza dei giovani dai 18 ai 35 anni hanno come valore di vita principale l’esercito e vi ripongono totale fiducia; trattasi di quel famigerato mito delle armi di stretta osservanza destrorsa. Infatti l’accezione mentale militarista è una convinzione prettamente nazifascista dove, in essa, non v’è spazio per l’umanitarismo; il concetto d’umanità si va a far fottere nella dietrologia dei militaristi. Di fronte a questo stato di cose l’unico modo per impedire una tale strafottenza politica è quello di ribaltare l’ideologia capitalista che regge questo sistema di regime nazifascista.
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Lo scritto in oggetto non ha pretesa d’essere esaustivo su un argomento delicato e complesso come quello della guerra genocidaria in Palestina. L’intento è quello di dare un agile strumento a chi vuole farsi un’idea più approfondita sulla questione palestinese. Il tentativo è di spiegare attraverso un taglio inusuale una situazione complessa verso la quale in molti hanno un approccio superficiale basato su ciò che dicono quasi tutti i media embedded indottrinati dall’ideologia capitalista colonialista di stampo nazifascista. Dire cose difficili, mistificate dal potere dominante, in modo chiaro ed estraneante per sbugiardare la narrazione travisante e far capire realmente quello che succede in Palestina è lo scopo ultimo del libro. Nonostante ci siano concetti aulici e complessi tuttavia il fulcro principe dello scritto, cioè il senso della sostanza dei concetti euristici impiegati, risulta al lettore con un minimo dispendio energetico intellettuale di facile comprensione, e devolve in diletto estetico con naturale godimento.


Il taglio del libro intrecciando narrativa e saggistica è voluto per accostare al tema il lettore e delucidarlo con parole diverse rispetto al semplice saggio senza per questo voler tradire il nòcciolo storico-politico della questione.
Il libro non ha pretese velleitarie, ovviamente, se non quella di fornire un’agile chiave di lettura per la guerra in corso e della situazione internazionale attuale. In nuce cerca di mettere a fuoco la radice ultima da dove deriva l’ideologia colonialista che impregna il sionismo e cosa lo rende di stampo prettamente fascista, cioè insito nell’ideologia capitalista neocons e dunque un regime totalitario. Fascismo 4.0 ma pur sempre fascismo mai scomparso e sempre in auge nonostante la forte memoria storica partigiana che ha caratterizzato il mondo occidentale dal secondo dopoguerra fino ad oggi. Memoria messa in discussione dalla corrente storico-politico del revisionismo e negazionismo, al soldo del neoliberismo vincente e del capitalismo esacerbante, che stravolge i fatti accaduti e la verità acclarata.

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