Perché sottomettere ai botti il senso, il cuore, i suoni e i colori della festa?

8 Commenti

  1. miriam ha detto:

    Grazie,di cuore .Avere fede significa gloriarsi della Croce di Cristo .Entrare in questo mistero dove il dolore e
    la gioia non si ecludono l’un l’altro ma si incontrano e completano.Grazie ancora carrissimo parroco testimone fedele di CRISTO

  2. Angelo ha detto:

    Caro don Mimmo cosa dire di più spero che la tradizione non si confonda con lo sparo di qualche petardo. I cattolici o quanti si professano tali a volte dimenticano che la nostra gloria è soltanto la Croce di Cristo.

  3. Angelo Ciolino ha detto:

    Su un quotidiano vedo l’immagine di una fragorosa risata di Papa Francesco di fronte al primate anglicano Welby che fraternamente esordisce con ironia: “Qual’è la differenza tra un terrorista e un liturgista? … Col terrorista si può trattare… (col liturgista no!)”. Ho tanto apprezzato e condiviso la riflessione di Don Mimmo sul barbaro uso di certe manifestazioni (botti e fuochi pirotecnici) in occasione delle feste pubbliche e private, religiose e laiche. Qualche anno fa in un mio intervento citavo i versi di Angelo Guarnieri: “La tradizione è / sant’Anna bombardiera./ A ogni benedizione,/ vespro, mattutino,/ a ogni rito sacro degli uomini,/ scoppi, botti, sventagliate. / Il modello è il cannone, / la mitragliatrice leggera, / l’obice per la conclusione./ E tutti a battere le mani.” Ben vengano dunque le iniziative formative e pastorali quali il presente intervento, alcuni incontri in parrocchia e tante profonde omelie. Meno efficaci sul piano educativo della comunità, invece, i rimbrotti o il dare sulla voce. La formazione liturgica se vuole essere vitale dovrebbe uscire dalla ritualità e dalle forme per divenire vera convivialità e fraternità. L’auspicio è quello di una Chiesa che “tratti”, ovvero dialoghi ed accolga, nell’anno della Misercordia, più di quanto giudichi e imponga. Grazie don Mimmo

  4. Giovanni ha detto:

    Perchè accettare solo alcuni simboli della Fede? Se i fuochi d’artificio sono simboli pagani che non rappresentano Cristo è giusto escluderli dalla Celebrazione, ma se si segue questo filo logico sarebbe giusto escludere anche altri simboli pagani. Un esempio tra tutti? i paramenti che lei indossa durante la processione secondo il suo pensiero dovrebbero essere esclusi perchè sono rappresentanti di una fede esteriore ed aggiungo, sono rappresentanti dell’avere e non dell’essere e di un potere (ecclesiastico) che il prete detiene rispetto ai poveri fedeli (cosa che crea distacco). Per non parlare di tutti i calici d’oro che sono espressione del potere economico della Chiesa e ancora delle stesse statue che vengono portate in processione. Se dovessimo seguire la fede esclusivamente nel nostro cuore allora neanche la chiesa (come struttura) e il suo ministero (la figura del prete) avrebbero senso di esistere. A me le tradizioni piacciono e dovrebbero essere tutte mantenute e curate dalle più stupide alle più importanti perchè sono il mezzo tramite il quale il popolo si avvicina a Dio ed inoltre sono la carta d’identità di un popolo utile ad escludere l’omologazione. Un’ultima cosa. Non mettiamo in mezzo sempre per ogni cosa quei poveri popoli che vivono nella miseria e nella guerra, perchè la chiesa (come Stato) detiene una ricchezza economica tale da poter risolvere buona parte della fame del mondo, quindi si abbia la decenza di non strumentalizzare certi problemi che pur potendo non si vogliono risolvere.

    • claudio ha detto:

      Bravissimo Giovanni concordo pienamente ma visto che mi sento in campo come pirotecnico e per di più castelbuonese vorrei ricordare che non bisogna confondere l’arte pirotecnica con armi da guerra . E vorrei aggiungere anche che l’arte pirotecnica da lavoro a tantissima gente che tiene famiglia e che ha bisogno di lavorare. E poi non credo che uno spettacolo pirotecnico sia pagano, c’è chi canta, chi suona della musica, chi fa spettacolo bene, noi facciamo spettacolo che porta gioia e allegria.

  5. cittadino ha detto:

    si confondono i suoni di guerra con i giochi pirotecnici, uno spettacolo di luci e suoni che nulla hanno a che vedere con la guerra. Certo non i tratta di una nostra tradizione (nascono in Cina) ma sono ormai diventati parte integrante della nostra cultura. Personalmente trovo decisamente più fuori luogo l’esposizione delle sacre reliquie con addosso l’oro donato dal popolo o le vesti sfarzose del clero (Gesù era povero). Non si può seguire la fede a giorni alterni o solo quando ci conviene.

  6. miriam ha detto:

    Mi convinco che c’è una grandissima ignoranza per quanto riguarda la nostra fede.Non possiamo fare altro che pregare fiduciosi che lo Spirito Santo trasformi e converta i nostri cuori.

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