Pinnuliddra n. 4: il foyer mastodontico e la “stradella”: il nuovo che non serve

Forse ti piacerebbe leggere...

14 Commenti

  1. Commis di sala ha detto:

    È chiaro e lampante. Non è stato commissionato un teatro ma un salone ricevimenti. Questo è stato chiesto ai progettisti e questo hanno progettato. Il problema era ed è un solo: la committenza. Ma dall’attuale classe politica cosa altro ci potevamo aspettare?

  2. Sonny ha detto:

    Appunto, se c’è, come molto probabile, la motta, ossia la scarpata ricoperta in muratura, e questa non può essere non vincolata, come si può pensare di realizzare in quella zona una strada che danneggerebbe irrimediabilmente un manufatto antico e molto caratterizzante l’apparato difensivo del castello, invece di riscoprirlo e valorizzarlo?

  3. U Re nudi è ha detto:

    Ma quali teatro e sala pari na staddra ce puri u largu pu fumieri e a strata pi caricari i viesti pi purtarli o macello. Ormai c’è un livello così basso, una fame spietata, uno spopolamento di giovani, un paese decadente. La fortuna di questi soggetti che ormai governano un po tutto il territorio è il parassitismo. Tradotto in quell’animale che si nutre delle energie fornite, dall’animale che l’ospita. La vera opposizione dov’è. Non ci può essere perché è minoranza al governo e minoranza tra la gente che non capisce non può capire vive di strisce, di marciapiedi, di MUNNIZZA, di paletti, che cosa può capire di teatro, o di spese folli. Ma una cosa la volete sapere, i parassiti per debellarli ci vuole per forza il medicinale. La politica di minoranza una cosa non ha mai avuto il coraggio per paura di pagare, usare il medicinale o appoggiare chi ha avuto il coraggio.Per gli atti gravi un si discute in consiglio comunale si denuncia, si lotta per fare valere i diritti e far riconoscere gli abusi. Il destino è segnato ormai ma anche loro hanno figli e pagheranno i debiti dei loro padri.

  4. Nicolo Piro ha detto:

    Se devo scrivere proprio la mia, allora la condenso in tre punti:
    a. L’ aceesso dal fronte ovest mi sembra ben risolto, purché si provveda a convogliare a regola d’ arte le acque meteoriche. La massa del castello ha un peso enorme, pertanto massima attenzione a non turbare l’ equilibrio geologico esistente nell’ esecuzione dei muri di sostegno da eseguire tra la fine della stagione primaverile e l’ inizio dei quella esitiva. La collaborazione tra geologico e strutturista è premente. Personalmente anticiperei l’ avvio dei lavori dei muri di sostengno in conglomerato cementi armato ad alta prestazione, per le superfici visibile da rivestire in conci di arenaria, sottoponendo il terrapieno sud-ovest del castello ad un processo di refrogerazione che consentirebbe una agevole impermeabilizzazione e opere di drenaggio delle acque meteoriche d’ infiltrazione dietro i muri di sostegno prevedendo l’ esecuzione di una canaletta di raccolta dietro la fondazione ed un numero adeguato di feritoie di scarico verso l’ esterno in guisa da mitigare la pressione di spinta del blocco del terrapieno. Pari attenzione proporrei per l’ esecuzione della soletta della stradella che conduce al plesso previa ricorso a calcestruzzo a presa rapida con materiali della Calcestruzzi Spa del gruppo Italcementi. Cura particolare al convogliamento delle acque meteoriche con pendenza del corpo stradale verso l’ interno dove da una canaletta dotata di griglia in acciaio a formare un marciapiede della larghezza di cm.50 e altezza 10 cm coperto da una lastra di lamiera zigrinata in acciaio.
    b. La superficie del foyer non è mai grande se si pensa alla disposizione di impianti sanitari separati uomini-donne e portatori handicap, ripostigli vari, bancone di ricezione, guardaroba, vani tecnici,etc.
    c. Poco convincente è la soluzione formale del lungo blocco superiore con timpano triangolare. Al tutto viene a mancare ogni premessa di emozione percettiva in un’ epoca come la nostra che offre affasciananti materiali di contrasto quali possono l’ acciaio COR-TEN o il rivoluzonarioe affascinante calcestruzzo traslucido del quali si hanno impieghi coraggiosi. Insomma un blocco traslucido che anche nelle ore notturne, grazie ad una illuminazione artistica affidata ad un ingegnere di settore ed all’ esecuzione di note, quanto prestigiose ditte italiane del Nord, aprirebbe innovative proposte di dialogo tra monumenti storici e spazio urbano.

    Non conoscendo il confuso programma spaziale e non avendo ben capito la destinazione d’ uso del complesso prendo le distanze da ogni suggerimento di merito.

    • Esperienza ha detto:

      Grande tecnico ed esperto in tecnologie delle costruzioni l’Architetto Piro. Fu il primo a presagire che il rivestimento lapideo della facciata curva del municipio sarebbe venuta giù, cosa che puntualmente avvenne con grande rischio per i passanti. La sua previsione appare ancora più straordinaria se si pensa che non assistette neppure alla messa in opera!
      Ascoltate quindi i consigli di questo grande uomo con la barba bianca.

  5. Don’t speek italian ha detto:

    Sono degli scellerati. Il sindaco conosce solamente il gelato Motta. Spiegate meglio di cosa si parla.

  6. Alemagna ha detto:

    No, conosce a stento il gelato che doveva produrre insieme con l’allora grande amico Vincenzo Lapunzina.

    • Gelatiere ha detto:

      Doveva esportare il gelato fatto con il latte di Gangi in tutto il MONDO ,solo che il mondo si è subito fermato O Cuorvu .
      (Località a circa 2 km da Gangi )

  7. Surgelati ha detto:

    Con 1600€ euro al mese, il solo tipo di Sindaco che possiamo permetterci

  8. I sogni son desideri ha detto:

    Si può anche fare un lungo elenco di paesi i cui sindaci assai più competenti di quello locale destinano le loro indennità al miglioramento di servizi e strutture del loro paese. Qui, finchè ci saranno questi, ce lo possiamo sognare.

  9. Nicolo Piro ha detto:

    Per esperienza professionale raccomado di mettere sulla base della conoscenza analitica dei costi di costruzione e accossori. I primi accertabili sulla scorta degli esecutivi di cantiere alla scala 1:50 e dei libro dei particolari costruttivi alle scale 1:20, 1:10 e talvolta 1:1. Si trattadi elaborati grafici che devono essere redatti dal progettista dell’ opera, il quale nella prassi da noi in Germania, è anche il direttore e contabile dei lavori sia che si tratta di committenza pubblica che privata. Insomma quei cretini giri di valzer eseguiti in Italia. Con il progettista, il rappresentante della commmmmittenza stipula un contratto d’ incarico considerato un autentico corsetto come l’ altro che lo stesso rappresentante legale della committenza (nel ns. caso il sindaco) stipula con l’ impresa esecutricedei lavori. Procedura/e non vericatesi per la costruzione del ponte-viadotto di Genova del quale il progetto architettonico non è stato approfato daalcuna istanza tecnico-politica (Comune e Regione Liguria) né il progetto strutturale, redatto dallo strutturistttta della committenza, preventivamente verificato da un ingegnere-verificatore come da prassi in Germania (e in tutti i paesi civili del mondo), secondo il dettato del Regolamento edilizio “regionale (Diritto edilizio pubblico). Per Genova erano stati generosamente stanziati 2020 milioni di €. Somma che è stata sbordtata in maniera vergognosa a tal punto che ancora oggi non viene comunicato il costo totale dell’ infrastruttura (da qualchelacuna grave), elevata al rango di “modello” per l’ esecuzione delle OO.PP. Nonostante la presenza di giuristi come il presidente della R., Conte e Toninelli, non è stato stipulato alcun contratto d’ appalto con le ditte esecutrici dei lavori in c.c.a. e in acciaio. Pertanto che il sindaco Cicero faccia bene attenzione, poiché responsabile di ev. imbrogli emanchevolezze sarà lui , in quanto contraente quale rappresentante della committenza pubblica. Attualmente esiste un equiibrio perfetto tra massa edilizia esistente (il castello) e il terreno circostante dove viene scaricato l’ enorme peso della massa muraria. Attenziono, pertanto, a non mutarne la stabilità con interventi sprovveduti per leggerezza e ignoranza. Il primo passo deve essere in direzione di ina scelta oculata del geologo. È fuor di dubbio che per quanto attiene la struttura portante si tratterà di una struttura in c.c.a. sia per i muri interni e perimetrali portanti che per le solette: dalla piastra di fndazione alla soletta di copertura. E deve essere ben chiaro che il conglomerato occorrente non può essere prodotto in situ da operai non specializzati, bensì deve trattarsi di conglomerato da trasporto dalla granulometria preventivamente controllata e certificata e getti nelle casseforme accuratamente costipati davibratori elettrici tenendo nel debito cont lo spessorre dei corpriferro delle armature metalliche non inferiore a 40-35 mm. Non si scherzi, pertanto, con il fuoco raccomandato che chi tocca i fili ad alta tensione muore. Non si tratta di allarmamismi, bensì di richiamo ad un alto senso di responsabilità e professionalità.

  10. Nicolo Piro ha detto:

    Che i dibattiti e i media, comuni e sociali, giuochino un ruolo notevole nella formazione e informazione dell’ opinione pubblica per le questioni di interesse generale e il bene comune deve essere, ormai, fuor di dubbio. Per conseguire le finalità che si propongono occorre avere le idee chiare circa la focalizzazione degli obiettivi formulati in guisa che il destinatario, nel nostro caso la Politica locale, oltre a recepirne la sostanza, ne elabori i contenuti che a loro volta conseguentemente metatabolizzati, possano essere d’ ausilio a costituire una piattaforma sulla quale suggerimenti, proposte e controposte posizioni posssano trovare un confronto dialettico che, supportato da specialisti di settore, conduca all’ elaborazione della soluzione finale la più condivisa possibile.

    Che all’ evidenza di una offerta la più possibile diversicata l’ erigenda struttura multivocazionale debba aprirsi al presente guardando al futuro a media scadenza nel segno delle flessibilità sembra anche essere un aspetto da tenere nella giusta considerazione, donde quanto è stato detto, scritto e dibattuto sino ad oggi lascia intravedera già alcuni capisaldi che, enumerati per punti di forza, devono essere affrontati con peririzia, rigore, ordine e disciplina per avviare un percorso il più agevole ed economico possibile.

    Da castelbuonese, come ognuno di noi legato al luogo dinascita, infanzia, adolescenza, gioventù e dei primi annidi vita in compimento, poi compiuta in altri Paesi, non è assolutamente mia intenzione intervenire a gamba tesa in un dibattito che deve esaurursi in tempi e scadenze certe per passare, poscia, alla concretizzazione ragionata di un’ opus finalizzata ad una gestione razionale ed edificante del tempo libero, latu sensu, e non solo, laddove formazione e cultura devono essere cardini dai quali non si può e deve prescindere.

    Per un approccio il più realistico possibile al percorso che dall’ idea conduce alle fasi progettuale e costruttiva occorre in primis premettere che pel suo aspetto plurifunziale l’ opus richiede il concorso di diverse discipline e, conseguentemente, di esperti scientificamente riconosciuti di queste, sia per studio che esperienza professionale acquisita sul campo e per le tematiche:

    Finanziamento, Geologia (vista nel rapporto di grande rilievo preesistenza monumentale-meccanica dei suoli), Topografia, Cantieristica, Allacciamenti (stradale, idrico e fognante), Progetto e Architettura, Costruzione e Fisica Tecnica (sistema costruttivo e bilancio termico), Impiantistica (ventilazione e climatizzazione, recupero energetico, Impianti idrico e sanitario, illuminazione, etc.), Difesa dal fuoco e dal fulmine, Sicurezza, Costi di costruzione e accessori, Ammortizzazione, Gestione amministrativa.

    Lungi da me ogni intento prescrittivo o il perseguimento di interessi personali, offro ai miei tutta la mia vicinanza ed alla Politica locale il conforto della cinquentennale esperienza professionale.

    arch.
    nicolo piro
    G e r m a n i a

    http://www.facebook.com/nicolo.piro.161

  11. Nicolo Piro ha detto:

    L’ architettura della sala da concerto, teatro e, se richieste, proiezioni cinematografiche, deve poter coniugare la trias spazio, suono ed estetica e costituire una grande sfida che in primo luogo coinvolge la figura dell’ architetto a ben ragione considerato l’ ultimo umanista.

    Il design più bello per una sala da concerto sarebbe inutile se non potesse soddisfare le più alte esigenze di artisti e ascoltatori. Le rinomate sale da concerto spesso hanno un aspetto insolito e pareti traforate. A mio debol parere si tratta di una soluzione di ripiego dalla quale prendere le debite distanze per ripiegare verso soluzioni formali autenticamente creative che, oltre ad essere più economiche, sono capaci di creare un surplus estetico e formale di indubbio valore percettivo.

    Gli ingegneri con specializzazione in acustica supportano gli architetti e la collaborazione incomincia ad incrinarsi nel momento in cui propongono materiali di produzione indistriale (miscele) o elementi che ritengono essere futuristici che, se da un lato mitigano i costi e accorciano i tempi di esecuzione, nel tempo si rivelano insoddisfacenti e talvolta bisognosi di costosi interventi.

    Nella considerazione che l’ architettura è invenzione supportata dalla conoscenza di nozioni scientifiche, il contesto costituisce un binomio indissolubile, solché si pensi al valore di opera d’ arte totale che assume qualsivoglia edificio, sia che si tratti di composizione urbana, di edificio nel paesaggio naturale o della modellazione degli spazi vivibili.

    Nella memoria collettiva dei pochi, e a anche di chi scrive, ancorato è il ricordo del vecchio e glorioso Teatro comunale con l’ accesso dal vicolo che immetteva in un proporzionato foyer con alla sinistra il modestissimo vano-cassa, le pareti laterali verniciate in rosso pompeiano e le scalette laterali con ringhiere in ferro verniciate in nero a formare dei riquadri di sapore classicheggiante con le diagonali ad “x” piatta. Questo è il mio ricordo da infante allorché con il mio amato nonno Vincenzo andavamo ad occupare un posto nella prima fila a destra del corridoio centrale della sala, io seduto sulla poltroncina esterna ad attendere il passaggio del mio adorato zio Vincenzino Prestianni dentro un enorme gallo di cartapesta dai vivaci colori, il quale appena raggiunta la nostra posizione si voltava verso la poltroncina dove ero seduto accennando ad una “pizziliata” col lungo becco.

    Oh che amarcord!

    Gli anni scorreveno e più tardi tra la prima e seonda elementare venivamo condotti al teatro comunale e prendevamo posto nei palchi, ammaliati da quel velluto rosso-scuro che copriva la parte superiore del parapetto. Ho rivangato nei miei vivissimi ricordi d’ infanzia per richiamare l’ attenzione del Sindaco sue due aspetti preminenti della proposta progettuale che non deve essere di restauro (ad imporla è il risparmio energetico del quale occorre tenere debito conto e ragione), bensì di totale rifacimento, riprendendo per il palcoscenico (polifunzionale, cioè aperto alle destinazioni d’ uso di teatro, concerti di gruppo e “a soli” di pianoforte, questo disposto su una pedana mobile elettrica a trovare posto in un’ apposita cavea) la vecchia disposizione a nord della sala. Tutto può, e deve essere, possibile, se memoria, arte, architettura, musica e cultura possano fare da elisir per le generazioni future.

    Politica si e politica no, questa occasione deve costituire un incipit indiscusso ed un imperativo catagorico che deve porre il cittadino consapevole al di sopra della politica, in ispecie in un Sud dilaniato da negligenza, malaffare, passività, fatalismo e miseria. Pertanto il Sindaco Cicero incominci a parlare un’ altro linguaggio nel dialogo con i cittadini e faccia della politica la vera ed autentica Politica (da: “polis” della Grecia “madrepatria” e di quella Magna Grecia dove sovrano regna e scorazza l’ antistato) nei ranghi della quale chi ha conseguito un titolo di studio dai costi enormi sostenuti dallo Stato deve questo, e a tutti i suoi livelli, ripagare con impegno incondizionato e quotidiano e non parassitare incassando prebende di provenienza da debito pubblico cavalcante. A buona intenditrice, poche parole, Tanto per intenderci, Signora Architetta e vice-sindaco Mazzola.

    Pertanto al lavoro, Signor Sindaco Cicero, nel merito con la viva e calda prece di estendere il campo d’ azione concernente la nuova concezione del ad un ben definito “isolotto” con baricentro Il Castello dei Ventimiglia da recepire come autentico della nostra Castelbuono, tenendo ben presente il dato inoppugnabile di rendere fruibili anche, e soprattutto, a portatori di handicap e anziani sia le possibili destinazioni d’ uso dell’ erigendo complesso polifunzionale che gli spazi sacri e museali all’ interno del maniero al quale consegnari i caratteri di una .

    Che possa essere l’ istituzione di un ben strutturato comitato permanente a fare da controcanto all’ azione della Politica, atteso che città, arte e paesaggio sono da tutelare, curare e consegnare ai posteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.