Pro Loco Castelbuono: il Teatro come attrattore culturale

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8 Commenti

  1. abbonato ha detto:

    Pur essendo favorevole al teatro, suggerisco per correttezza di informazione di documentarsi sulle spese relative a un cartellone attrattivo come sognato, giustamente, dalla Pro Loco. Quando ci spostiamo verso Palermo (lo faccio ormai da anni con il mio gruppo di amici) paghiamo i nostri abbonamenti per spettacoli di livello medio-alto e in molti casi per potere ammirare l’Opera, viverla. Il teatro di Castelbuono e il Massimo di Palermo (solo per fare un esempio) avrebbero comunque due utenze diverse e spettacoli di livello diverso, a meno che, me lo auguro, non si intraprendesse un investimento smisurato. Dubito sarà possibile competere con la città, punterei piuttosto a un teatro che insegni alla comunità a vivere il teatro, non solo le commedie. È vero che a Castelbuono c’è una cultura teatrale, ma va curata e accudita. Questa potrebbe essere una proposta di crescita culturale, non sperare subito di avere il cartellone del Biondo (sempre per fare un esempio) ma animare innanzitutto la comunità, sperando anzi di vivacizzare la voglia di andare anche Oltre Fiumara per scoprire altri Teatri! stimolare la curiosità per una rappresentazione e una resa diversa, invogliare alla scoperta senza pretendere che tutto arrivi fin sotto il nostro naso. Il teatro NON è solo la rappresentazione, è un contesto. Castelbuono ha senza dubbio bisogno di un altro luogo di cultura, ma che non diventi stra-paesano, deve essere un volano e non un fine ultimo. Se poi dobbiamo fare intrattenimento per i turisti che non sanno cosa fare durante il soggiorno nella nostra Castelbuono è un altro paio di maniche e lì mi arrendo.

  2. Basta ha detto:

    Se lo dobbiamo fare per i turisti, anche no… Facciamolo per Castelbuono, non si può solo vivere per il turismo, con tutto il rispetto, esistono anche delle persone che ci vivono in questo paese, vogliamo fare qualcosa anche per loro? Ebbasta! Vogliamo il teatro per i castelbuonesi perché non si vive si soli bar.

  3. Piedi per terra ha detto:

    Concordo con buona parte di quanto sostenuto da abbonato: avuto il teatro bisognerà “curare” la già fervente attività per riuscire a finalizzare delle vere e proprie stagioni teatrali, prima ridotte e via via un po’ più estese al crescere della domanda; restando con i piedi per terra, all’inizio, dal punto di vista economico. Ma con l’ambizione di fornire uno sfogo concreto a Castelbuono ed ai paesi del circondario, non per competere con Palermo ma per collaborare proficuamente.
    In ogni caso, e da questo non credo si possa prescindere, ci vuole un vero teatro non un centro polifunzionale che scimmiotti la possibilità di rappresentazioni teatrali

  4. cittadino ha detto:

    Ben detto e da approvare in toto quanto affermato dal Presidente e dal consiglio Direttivo della Pro Loco. Se solo non ci fosse qualche testa che continua ad affermare ostinatamente, per partito preso o altro, che il centro polifunzionale/cammarone e’ il progetto per eccellenza a discapito ed in contrapposizione alle evidenze che un comitato per il teatro porta avanti da anni, con spirito di abnegazione e senza secondi fini, per la rinascita de “Le Fontanelle” e tanti sottoscrittori, artisti, politici o semplici cittadini (pensanti) hanno valutato ed approvato positivamente l’idea con il manifesto che mi sembra già, di per se, un sondaggio!

  5. Nicolò Cusimano ha detto:

    Per il Sig. o sig. ra “Basta”

    Normalmente non replico ai commenti ma non posso esimermi dal farlo perché le sue considerazioni (Se lo dobbiamo fare per i turisti, anche no… Facciamolo per Castelbuono)
    saranno state, sicuramente, dettate da una non corretta formulazione in italiano del comunicato della Pro Loco.
    Me ne dolgo e Le riporto, fra virgolette, i concetti da esso estratti imponenendo a me stesso che la presente replica sarà connotata da unicità:

    “Potrebbe essere anche un’altrettanto valida risposta a tanti , Auser, associazioni culturali che con mezzi propri, con pulmini e autobus appositamente noleggiati sottoscrivono abbonamenti, anno per anno, nei Teatri di Palermo”
    Ed ancora
    “Castelbuono può aspirare ad essere un centro di vera e propria produzione culturale, permettendo ai gruppi teatrali ed alle energie già presenti di organizzare laboratori, creare una scuola di formazione legata anche ai mestieri tecnici del teatro (sarte, artigiani, tecnici), alle professioni artistiche, alle professioni organizzative.”

    Anche a me verrebbe da dire “Basta” ma per tutta la problematica che è divenuta un’odissea.
    Cordialità
    Il Presidente della Pro Loco Castelbuono

    • Basta ha detto:

      Non era una critica al suo lavoro.

      • Titubante ha detto:

        Si potrebbe sposare il punto di vista della Pro Loco, o almeno qualche punto di esso. Ma spero vivamente che, una volta realizzato il teatro, la gestione sia diversa da quanto prospettato sopra. Come giustamente fatto notare da chi mi precede, non si può e non si deve pensare al teatro di Castelbuono come sostituto ai teatri cittadini o altri teatri. Chi pensa cosi è vicino ad assimilare il teatro ad un Cinema o forse ad un campanile a cui essere fedeli. Non è questo il mondo del teatro e diverse sono le regole del mondo culturale. Non vengo a Castelbuono perché più vicino di Palermo, scelgo Castelbuono se mi si offre uno spettacolo interessante o che abbia per me attrattiva. Per lo stesso motivo decido dove abbonarmi, anche tra i teatri cittadini.
        Ammetto inoltre che anche io ho notato con certa titubanza i seguenti passaggi, oltre che il titolo: “Da dichiarato paese a sviluppo turistico abbiamo il dovere anche di venire incontro alle esigenze delle famiglie/gruppi che soprattutto nei fine settimana potrebbero (in uno scenario post pandemia) riempire le nostre strutture ricettive. Dopo aver visitato i musei, le chiese, dopo aver degustato le nostre eccellenze dolciarie ed enogastronomiche, dopo aver fatto qualche passeggiata, tanti potrebbero chiedere (e lo hanno chiesto in passato): cosa possiamo fare ancora? Cosa offre ancora Castelbuono?”
        e ancora
        “Analisi e studi anche a livello universitario in campo nazionale, inerenti alla ricaduta economica della frequentazione di un teatro, portano a concludere che ogni persona spenderebbe 53 euro in quel territorio. Se dovesse essere veritiera una simile stima nella nostra realtà socio economica, un teatro di circa 260 posti comporterebbe una ricaduta economica pari ad oltre 10.000 euro per ogni giorno di programmazione.”
        Mi complimento per l’ottimistico punto di vista che non tiene conto di varianti significative già evidenziate da chi mi precede (p.e. che tutti e 260 siano “esterni” alla comunità, la localizzazione dello studio universitario citato, che una stagione preveda enormi costi, che servirà un direttore del teatro o figure preposte all’organizzazione etc.). Sarebbe, come già detto, più opportuno puntare alla crescita dei concittadini, anche pensando di organizzarlo il teatro il famoso pulmino verso Palermo! Evitiamo le chiusure e per un’eventuale crescita culturale puntiamo anche ad accogliere figure esterne che arricchiscano la nostra comunità…anche per i laboratori citati dalla Senatrice e ri-citati dal Presidente.

  6. Buona Novella ha detto:

    Sarebbe bello ma ormai è troppo tardi ,abbiamo la variante che ci obbliga al policulturalefunzionale politutto,bisognava svegliarsi prima….a meno che….

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