Pubblicato il dizionario atlante dei toponimi di Castelbuono

E’ stato pubblicato pochi giorni fa, dal Centro di Studi Filologici e linguistici siciliani, il Dizionario dei toponimi di Castelbuono e del suo territorio, curato da Massimo Genchi e Gioacchino Cannizzaro che, esattamente venticinque anni dopo il fondamentale Lessico del dialetto di Castelbuono (2000), ritornano in tandem con questo corposo saggio di 350 pagine che indaga compiutamente la toponimia rurale e urbana del territorio amministrativo e percepito di Castelbuono, sia dal punta di vista linguistico che da quello spaziale e storico.
Il volume, pubblicato nella collana Dizionario Atlante dei Toponimi orali in Sicilia (DATOS) diretto dalla prof. Marina Castiglione, si inscrive in un progetto «che si pone come obiettivo la raccolta capillare dei repertori toponimici popolari concepiti come proiezione delle comunità e del loro modo di interpretare lo spazio, rappresentarlo culturalmente e codificarlo linguisticamente».
Benché il progetto faccia esplicito riferimento ai toponimi orali, cioè ai toponimi ancora vivi nella memoria e nell’uso, per completezza di trattazione si sono voluti includere anche i non pochi toponimi attestati nelle fonti scritte e nei documenti d’archivio, molti dei quali al giorno d’oggi risultano sconosciuti. Naturalmente, è stato possibile attingere a questi dati storici solo grazie alle importanti pubblicazioni relative alla storia di Castelbuono del professore Orazio Cancila e alla numerosa mole di altri documenti non pubblicati che, assai generosamente, il professore Cancila ha messo a disposizione degli autori per questo studio.
I materiali raccolti spogliando fonti scritte e nel corso delle varie inchieste orali, sono stati divisi in quattro sezioni: toponimi e odonimi urbani estinti (come la Volta di donna Tofania, nel quartiere del Salvatore), toponimi extraurbani estinti (come il Piano di Vittimara), toponimi e odonimi urbani correnti, toponimi extraurbani correnti. Per il territorio extraurbano si è fatta la distinzione fra territorio amministrativo e territorio percepito per via del fatto che, storicamente, molti insediamenti lavorativi di castelbuonesi ricadono in territori amministrativi dei paesi limitrofi: Pollina, Cefalù, Isnello, Geraci, Petralia Sottana.

Corredano il testo diversi Focus e finestre relativi ad aspetti toponimici urbani ed extraurbani, segnatamente ad attività artigianali e industriali del passato, aspetti folclorici, brigantaggio, la suddivisione in “feudi” e contrade del territorio extraurbano, vie di comunicazione, corsi d’acqua, neviere, orografia.
Allegate al volume sono tre cartine di grande formato (30×40 cm) riguardanti:
- i confini amministrativi del comune di Castelbuono e quelli percepiti dai castelbuonesi;
- la ripartizione del territorio extraurbano in “feudi”, stàbbula e terre comuni;
- la rete delle trazzere attraverso le quali Castelbuono veniva collegato ai centri finitimi con l’indicazione degli abbeveratoi strategici o di maggiore importanza.
Il progetto prevede anche il riversamento di tutti toponimi correnti del territorio percepito di Castelbuono sulla piattaforma ATOS (Archivio dei Toponimi Orali in Sicilia). Questo è un aspetto di grande importanza dal momento che attraverso Google Earth sarà possibile avere la geolocalizzazione dei toponimi attestati.

L’articolata ricerca sul campo, che nella sua parte di maggiore intensità si è sviluppata fra il 2022 e il 2025, ha toccato un alto livello di compiutezza grazie al fondamentale contributo di numerosi informatori di ogni età: dai giovanissimi Ciccio Cammarata 94 anni, Vanni Cangelosi e Giuseppe Piro 93 anni, Vincenzo Lupo, 87 anni, a Mariano Norata 108 anni compiuti al momento dell’inchiesta (novembre 2024) a numerosi altri, fino ai meno giovani Viçè Bonomo (1963), Cosimo Cascio (1949), Daniele Cucco (1995) che insieme a tanti altri hanno contribuito a geolocalizzare i vari toponimi.
Le modalità di acquisto del libro, durante la presentazione od on-line, verranno comunicate prossimamente.

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