Costituente: Quale scuola per i nostri figli? Incontro online con gli architetti Marta Ciolino e Salvatore Cusumano domenica 23 maggio, ore 18.30

Forse ti piacerebbe leggere...

7 Commenti

  1. scuola ha detto:

    Un capolavoro di scuola tuonò qualcuno dell’amministrazione , entrando a sinistra la stalla con esterno , entrando di fronte spogliatoio per il personale scolastico ed esperti esterni, entrando a destra degustazione prodotti tipici , primo e secondo piano foresteria estiva , i mesi invernali scuola lavoro ,la terrazza adibita a solarium , il marciapiedi sarà pieno di tavoli dove si potrà consumare la lista del paniere Madonità , abbattuta la scuola ,faremo la palestra e la sala concerti .Che volete di più disse chi fa politica da 40 anni .E non mi fermo qui a presto vi presenterò una miriade di progetti .

  2. Qualunquista ha detto:

    Ottima iniziativa.
    l’importante è che non invitate l’inquilino pro tempore, visto che, in occasione dell’incontro di Rita Borsellino con i ragazzi della scuola media, ha passato il suo tempo a giocare con il cellulare e a fare telefonate e non parliamo delle sue posture di rilassamento sulla sedia.
    Ha fatto vergognare un’intera scolaresca è tutta la comunità Castelbuonese.

    • Qualunquista ha detto:

      Chiedo scusa ai lettori di questo blog, dovevo scrivere Fiammetta Borsellino e non Rita, è stato un lapsus.

    • Antonio ha detto:

      Ma è davvero da buttare quel plesso scolastico? non è stato pochi anni fa oggetto di intervento per efficientamento energetico?

  3. Nero con nero non tinge ha detto:

    Dopo questo progetto, e non solo, possiamo dire che in Italia chissà quanti sono gli amministratori non peggiori perché è impossibile ma come il sindaco di questo sciagurato paese. Ma lui dice di avere un bellissimo rapporto con Musumeci. In effetti se Musumeci non fosse come lui non potrebbe dirlo.

  4. Piro Nicolo ha detto:

    Da architetto mi occupo di Urbatettura, Filosofia sociale e prassi quotidiana di gestione di una politica italiana nata come malapolitica e malaffare, senza rispetto alcuno di chiccehssia. Pertanto lascio alle competenze di esperti di politiche scolastiche – in verità rarissime – gli espetti specifici del dibattito con l’ invito a toglierlo dal contesto delle solite sceneggiate con la partecipazione di attori, cantori e cariati di un sistema costruito sull’ equivoco.
    Progettare una scuola (per non scrivere di un campus universitario) non un’ operazione così facile, altrove definità . Rivolto agli architetti, per progettare una scuola occorrono una solida formazione di studi e professionale, la ferma volontà di proseguire in una infaticabile attività di aggiornamento, studio e ricerca e, soprattutto, la capacità di guardare oltre l’ orlo del (proprio) piatto dove da 71 anni viene servito un minestrone cotto e stracotto che rifieterebbero anche i cani sperduti senza collare. A tal uopo – e lo scrivo per esperienza personale – indispensabili sono, più che la lettura passiva, lo „studio“ attento di riviste di settore, in ispecie di chi – per mille ragioni – più lunga la sa di noi italiani, l’ istituzione di seri Consigli nazionali e Ordini professionali, questi non alla scala provinciale, bensì regionale in guisa che, grazie all’ elevato numero degli iscritti, possibile possa essere un’ autonomia finanziaria che, se ben gestita in tutti i suoi risvolti, da competenti organi direttivi e amministrativi si pongono come irrinunciabile motore di formazione e aggiornamento professionale, oltrecché come stimolo (così è nei Paesi ordinati come la Germania), ma anche come “frusta” nei riguardi di una malapolitica e di un malaffare ormai istituzionalizzati.

    sfacciata e dilagante a tutti i livelli politico-amministrativi: Comune, (Provincia), Regione, Governo, Stato.

    Mi siano consentiti questi toni aspri sui quali innaffio un intensa spruzzata di quel saggio andreottiano che recita: fare del male per ottenere il bene. Ha, pertanto, un senso, dopo averlo scritto innumerevoli volte, indicare ancora una volta per somme linee la perfetta organizzazione del Consiglio Nazionale e degli Ordini professionali “regionali” degli Architetti, e di questi, in particolare, l’ Architektenkammer Nordrein-Westfalen, AKNW (it.: La „Camera. . . „; it.: Ordine, che di “Ordine” sa poco o nulla, mortificando quel nobile concetto di “Ordine” precipuo dell’ Architettura greca e romana, latu sensu, e italiana, strictu sensu), http://www.aknw.de, nel Land (Regione) più grande della Germania, della quale ho l’ onore di farne parte già dal 1973 col Nr. 17186 (due anni dopo il mio arrivo in questo „grande“ Paese), e del cui “Versorgungswerk” (Assistenza malattie e fondo-pensione) dal 5.8.1981?
    Una realtà, l’ AKNW, al 30.4.2021, di 108.535 iscritti, Presidenza: Dipl.- Ing. Ernst Uhing, Dipl.- Ing. Susanne Crayen e Dipl.- Ing. Katja Domschky, con una autorevole rivista mensile, DAB Deutsches ArchitektenBlatt di 59 pagg., strutturato secondo: Editorial (Editoriale); Aktuelles (Attualità); Service (Servizio); Blickpunkt (Punto di vista); Politik (Politica); Berufspraxis (Pratica professionale); Prisma (Panoramica su: Nuovi percorsi, Retrospettiva, Attualità, in ambito nazionale e internazionale, di Architettura, Urbanistica e Design); Akademia (Accademia: Organizzazione di corsi e seminari. L’ Unica Accademia degna di rilievo in Italia è quella dell’ Ordine degli Archh. del Trentino-Altoadige/Südtirolo); Verbände (Informazioni e notizie su altre organizzazioni nazionali di Architetti); Mitgliedernachrichten (Notizie e informazioni sugli iscritti, nuove iscrizioni, decessi di colleghe/i, offerte di lavoro da parte di studi professionali e istituzioni pubbliche, concorsi di progettazione, CAD, Legislazione, etc.).
    Un tutto inimmaginabile per ordine, serietà e compostezza a fronte del caos dilagante nelle pari organizzazioni italiane, recentemente „coronato“ dalla nuova composizione del Consiglio Nazionale degli Archh. + + + ).
    Da questo già penoso stato di cose non può essere disgiunto il buio più assoluto per quanto attiene Diritto urbanistico, Diritto edilizio pubblico, Diritto contrattuale (organizzazzione e gestione degli appalti), Leggi-Norme e Regolamenti inerenti l’ edilizia e la certezza di visione di un’ aurora a medio e lungo termine. È così che in un tale marasma fatto di ignoranza, negligenza, irresponsabilità e prostituzione professionale guazza, e attinge le sue sue risorse, la malapolitica a tutti i suoi livelli e vengono calpestati gli interessi sia della committenza pubblica che privata. In primis per l’ assenza totale di quella “sacralità” alla quale in Germania è connesso l’ istituto del “Collaudo“,in genere, e de „Collaudo in corso dei lavori e finale di tutte le categorie dei lavori, da parte del progettista, direttore e contabile dei lavori”, sia che si tratta di committenza pubblica che privata.
    Pertanto “in medias res”: Scuola Media „Francesco Minà-Palumbo“ nei preliminari d’ impostazione e conduzione del percorso che hanno condotto al sedicente progetto di nuova costruzione „imposto“ da un peregrino e saccente „(s)governatore“ regionale conferito ad un ignoto ingegnere nel silenzio più totale dei sedicenti Ordini provinciali degli Archh., Ingg. e Geomm. dellla Sicilia che in un Paese normale avrebbero dovuto gridare allo scandalo, attivare l’ attenzione della Giustizia penale e perorare un pubblico , almeno su scala regionale e nel conforto di una Commissione esaminatrice composta soltanto di archh., ingg., esperti pedagoghi e, come membro di diritto, almeno il dirigente locale della Scuola Media. Ancora un’ assurdità che, tra le più gravi inottemperenze, annovera il venir meno dell’ elaborazione di un articolato (così da noi, in Germania) in assenza del quale, qualsivoglia forma di competizione si rivela inutile, irriverente verso le Istituzioni democratiche e scoraggiante sia per gli studenti di Architettura che per i giovani architetti che con entusiasmo si schiudono ad una sfida esistenziale e professionale che altrove ha luogo all’ insegna del sapere e di un alto senso di responsabilità sociale e morale. E, come se tanto di scorrettezze non sia stato sufficiente, ecco lo stagliarsi impertinente del ruffianesimo di bassa tacca dell’ ancora Sindaco, Mario Cicero, la latitanza di un sedicente Assessore com. le ai LL.PP., nella persona dell’ architetta Annamaria Mazzola, il silenzio meschino, ormai prassi, di rassegnati colleghe/i archh., ingg. e geomm. Locali (ed anche quello del mio caro amico Nunzio Marsiglia), ai quali meno è venuta la spinta al confronto con cogenti domande, come: 1. Da quale Istituzione viene rappresentata la committenza pubblica: Comune, Provincia, Regione?; 2. Quali le modalità contrattuali tra rappresentante istituzionale della committenza pubblica e progettista, soprattutto in relazione difetti derivanti da carente progettazione e direzione dei lavori; 3 Quali le modalità contrattuali intercorrenti tra rappresentante istituzionale della committenza pubblica e rappresentante legale dell’ impresa esecutrice dei lavori, ditte artigiane conivolte negli ambiti dell’ impiantistica e della sicurezza – in particolare per quanto attiene l’ eliminazione a loro spese di difetti di esecuzione dei lavori che può aver luogo soltanto sulla scorta di dettagliati esecutivi e particolari esecutivi di cantiere che deve redigere il progettista -, venuti alla luce nel tempo per il quale vincolanti sono le garanzie di legge previste a loro carico; 3. Quale il ruolo che dovrebbe svolgere l’ UTC nel caso (coerente e normale) nel caso al Comune di Castelbuono, e per questo al Sindaco, venisse consegnata la delega di rappresentanza della committenza pubblica e di conseguenza a lavori ultimati prendere in consegna l’ opera „esente da difetti visibili e invisibili“ (così da noi in Germania).
    Questa è la cornice nella quale è stata incastonata l’ ennesima e immonda operazione di malapolitica italiana, in genere, regionale e locale, in particolare, in ambito di infrastrutture sociali, qual’ è una buona Scuola al servizio della società, il tutto alla vigilia dell’ impiego di ingenti somme di denaro (da restituire al creditore) di provenienza comunitaria che, nonostante l’ impegno sovrumano del Capo del Governo, Prof. Mario Draghi PhD, trova „questa“ Italia vergognosamente, puntualmente e meticolosamente impreparata.
    Per quanto attiene Castelbuono – ma il discorso riguarda tutti i Comuni della Provincia di Palermo -, che sia il reppresentante del Governo, Prefetto di Palermo, Signor Giuseppe Forlani, a dare segni di vita, di presenza rigorosa e, se necessario, di mano punitiva sullo scorazzare imperante nelle civiche Amm.ni Comunali, in particolare sull’ attività svolte da sindaci e assessori, fuggiti dalla non facile vita attiva all’ interno di una realtà sempre più complessa, per rifuggiarsi nell’ ozio e nel parassitismo che garantisce loro la malapolitica.

  5. Antonio ha detto:

    la sintesi non è decisamente il suo forte, sembra uno dei comunicati del comitato centrale dell’URSS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.