RigenerAzioni riapre le porte a Castelbuono: nuova stagione teatrale all’Ex Chiesa del Monte

Dopo la pausa invernale, la rassegna teatrale a cura de I Trovatori torna con rinnovata energia in un luogo che è già un palcoscenico: l’Ex Chiesa del Monte di Castelbuono.

Un nuovo anno, nuovi spettacoli, nuovi sguardi sul mondo — per grandi e piccini.

Primo appuntamento

Domenica 22 febbraio 2026

La rassegna RigenerAzioni

Dopo il percorso avviato nel 2025, la rassegna teatrale RigenerAzioni, curata dalla Compagnia I Trovatori, inaugura nel 2026 una nuova fase del proprio cammino culturale.

Cambia lo spazio, si amplia lo sguardo: gli appuntamenti si spostano presso l’Ex Chiesa del Monte, in via Sant’Anna 14 a Castelbuono (PA). Un luogo simbolico che diventa scenario di incontro tra teatro, comunità e immaginazione.

RigenerAzioni continua a interrogare il presente attraverso il linguaggio della scena, proponendo appuntamenti mensili che alternano spettacoli dedicati alle famiglie a proposte teatrali più intense e stratificate, pensate per un pubblico adulto. Un progetto che costruisce nel tempo uno spazio condiviso di esperienza culturale, relazione e partecipazione.

Ad aprire il nuovo ciclo, dopo la pausa invernale, sarà domenica 22 febbraio alle 17.30 lo spettacolo “Il Principe Felice”, portato in scena dalla Compagnia dell’Arpa, adattamento teatrale dell’omonima fiaba di Oscar Wilde, con drammaturgia e regia di Elisa Di Dio.

Biglietto: €10 adulti | €5 bambini

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Ex Chiesa del Monte | Via Sant’Anna 14, Castelbuono (PA)


Il Principe Felice

Da Oscar Wilde · Compagnia dell’Arpa

Adattamento, drammaturgia e regia: Elisa Di Dio
Con: Jessica Aiello, Claudio Castagna, Adriana Lunardo, Esmeralda Sabina
Coreografie: Jessica Aiello
Scene: Claudio Castagna
Costumi: Placida Faraci
Luci: Roberto Ragusa

Biglietto: €10 adulti | €5 bambini


Lo spettacolo

In una città affacciata sul mare, la statua dorata del Principe Felice domina dall’alto i tetti, ammirata da turisti, bambini, passanti. Simbolo di bellezza e ricchezza, è considerata da tutti un modello di perfezione. Una simpatica rondine, pronta a migrare verso l’Egitto, sceglie di fermarsi ai suoi piedi prima di cominciare il lungo viaggio.

Da qui nasce l’incontro fra i due. La rondine scopre che dietro lo splendore dell’oro e delle pietre preziose si nasconde un cuore che soffre. Il Principe, dall’alto della sua collina, vede la miseria che affligge la città: madri povere, bambini affamati, uomini sfruttati. Nell’impossibilità di muoversi, chiede alla rondine di essere i suoi occhi e le sue mani, di portare doni e conforto, di spogliarlo progressivamente di ogni ornamento per alleviare le sofferenze degli altri.

Fra la statua e l’uccellino nasce un legame tenero, fatto di amicizia, amore e sacrificio. Quando la bellezza esteriore scompare, rimane la verità di un cuore che continua a battere.

«Una storia che non teme di affrontare temi complessi, ma lo fa con la leggerezza poetica tipica di Wilde»

Nota di regia — Elisa Di Dio

Perché Oscar Wilde, perché questa fiaba

Oscar Wilde scrive Il Principe Felice nel 1888, in un periodo segnato da contraddizioni sociali: lusso e splendore da una parte, miseria e disuguaglianze dall’altra. Dietro l’apparente semplicità della fiaba si cela una critica profonda alle ipocrisie della società vittoriana, ma anche una riflessione universale sull’amicizia, l’amore e il valore del dono di sé.

La compagnia ha scelto questa fiaba perché, con ironia e dolcezza, riesce a parlare ai bambini e agli adulti: mette in scena la vanagloria delle istituzioni, la corsa al successo e all’ambizione, contrapponendole alla generosità silenziosa e all’amore disinteressato. È una storia attuale, che parla alle nostre esistenze colme di beni effimeri e prive di attenzione per l’altro.

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