Risoluzione anticipata della convenzione tra Comune di Castelbuono e Arci Caccia

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9 Commenti

  1. Antica Cantilena ha detto:

    “…..” non si tocca
    chi lo tocca va alla forca
    una donna l’ha toccato
    alla forca se n’è andata

  2. Giuseppe ha detto:

    Se lo denunciavano i Carabinieri, allora, li mandava tutti in pensione anticipatamente?
    Altro che APe volontaria!

  3. Vice Versa ha detto:

    Il conflitto ci sarebbe stato nel caso in cui le guardie venatorie omettevano di denunciare l’illecito e non viceversa.
    Scusate, allora se un giudice denuncia un politico, viene rimosso il giudice e non viene toccato il politico?

  4. Basito ha detto:

    E dove starebbe il conflitto di interesse???
    Ennesima vergogna amministrativa

  5. Luca Martorana ha detto:

    Il rapporto collaborativo che si era instaurato già con la precedente amministrazione che ha visto le guardie impegnate sul controllo del territorio sulla vigilanza ambientale, sulla gestione delle battute di selezione ai suidi, sul conferimento rifiuti, in attività di affiancamento alla polizia municipale, in occasione di manifestazioni e attività di ufficio, è stato sempre espletato con le giuste modalità etiche. Così come da pubblici ufficiali accertato un reato commesso in una area sottoposta a vincolo che magari non è stato notato dagli altri enti preposti non potevamo omettere la segnalazione alla autorità giudiziaria di uno scempio all’interno dell’area protetta. Dove sussistono dei vincoli, dove non si possono modificare arbitrariamente lo stato dei luoghi, dove non si possono introdurre mezzi meccanici, dove necessitano pareri da più enti anche per la sola captazione di fonti idriche. Come appreso dall’articolo del giorno 20/02/2018 e dall’articolo sulla revoca della convenzione anche noi apprendiamo che i lavori come ammesso sono stati effettuati dal Comune di Castelbuono ciò avvalora l’iter investigativo. Per quanto riguarda il conflitto d’interesse se mai è ammesso lo faremo sostenere ai nostri legali che agiranno d’ufficio. Per quanto riguarda la revoca della convenzione sarà motivo di impegno per vigilare ancora di più sul territorio onde evitare che altri illeciti vengano commessi. Non sarà l’auto di servizio messa a disposizione a fermare il nostro operato ricordiamo il servizio svolto nel territorio rurale durante la novena di Sant Anna che ha garantito un controllo capillare delle contrade al fine di prevenire i reati predatori che ha consentito a chi risiedeva in abitazioni di campagna di uscire di casa tranquillamente, senza al rientro trovare amare sorprese. Detto ciò noi siamo per il rispetto delle leggi e per le mansioni svolte non ci riteniamo tali da chiudere gli occhi su fatti gravi o dove vi è la presenza di reato. Lavoreremo a fianco della magistratura aspettando l’iter e i tempi burocratici.
    Dott. Martorana Luca (Nucleo operativo ARCI Caccia)
    https://www.castelbuonolive.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20180221-WA0009.jpg

  6. Castiddrabbunisa ha detto:

    Tanto per capire… per una volta che un ente presidia e vigila correttamente sul territorio, trasponendo in concreta fattività le proprie finalità e i propri valori cardine, si recide ogni rapporto collaborativo con esso? “Annamo bbene… annamo proprio bbene!!!” … mi verrebbe da parafrasare la tendenza dell’attuale politica locale col discorso sulla democrazia di Pericle: “a Castelbuono noi facciamo così…” e cioè sempre peggio! La tanta decantata partecipazione attiva nella gestione democratica resta passatempo per pochi “eletti” e supporters (rectius babbi priati) vari…

  7. Don Fabrizio ha detto:

    Il fattaccio di Castelbuono , gli organi proposti alla vigilanza del territorio madonita dormivano. !!

    La configurazione del reato ex art. 734 cod. pen. nella giurisprudenza della Cassazione penale.

    1. La fattispecie
    l’articolo 734 cod. pen. punisce chi devasta o deteriora le bellezze naturali di determinati siti; la norma pone, quale condizione essenziale, che si tratti di luoghi soggetti alla speciale protezione dell’Autorità.
    Per quanto riguarda la distruzione o l’alterazione dei luoghi, l’evento si può determinare in qualsiasi modo; l’articolo del codice penale richiama, evidentemente a titolo esemplificativo, l’opera costruttrice o demolitrice che, comunque, indica un agere decisamente di impatto per il territorio.
    L’assoggettamento di determinati luoghi alla protezione speciale dell’Autorità avviene secondo quanto stabilito dal D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
    Il Decreto delegato, sopra richiamato, sancisce la piena efficacia delle dichiarazioni di importante e notevole interesse pubblico nonché i provvedimenti di riconoscimento delle zone di interesse archeologico emananti diversi anni prima dell’entrata in vigore del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
    L’articolo 157 riconosce, altresì, efficacia agli elenchi compilati ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497 (Protezione delle bellezze naturali).
    La giurisprudenza ha avuto modo di affermare che l’art. 734 cod. pen. è norma a carattere sanzionatorio.I
    L’articolo 734 cod. pen. si configura come un reato di danno e l’evento dannoso può essere determinato attraverso qualsiasi condotta attiva od omissiva in considerazione della natura di reato a forma libera.
    Il reato de quo è un reato istantaneo, perché la condotta omissiva antigiuridica, che produce l’evento dell’alterazione, si esaurisce nel momento del compimento della costruzione, verificandosi nello stesso momento la lesione del bene giuridico tutelato, dalla norma, con effetti permanenti perché, pur consumandosi istantaneamente, tuttavia perdura il danno dell’alterazione delle bellezze naturali.II
    Tale principio vale anche nel caso in cui la condotta non si esaurisca in un unico atto ma in atti plurimi frazionati e protratti nel tempo; il reato si consuma nel momento in cui si completa l’attività vietata e perdura fino alla rimozione (ove possibile, come nel caso di sistemazione di un cartellone pubblicitario stradale).
    L’illecito in oggetto può concorrere con la contravvenzione ex art. 1sexies L. n. 431/1985 (c.d. Legge Galasso) in tema di zone di particolare interesse:III
    la contravvenzione prevista dall’art. 734 cod. pen. è reato di danno concreto e il precetto va individuato nel divieto di cagionare distruzione e deturpamento di bellezze naturali; la contravvenzione ex art. 1sexies L. n. 431/1985 è un reato formale di pericolo presuntoIV e il precetto è quello di non porre in essere attività in certe zone senza la prescritta autorizzazione amministrativa, a prescindere dal risultato dell’attività stessa nei riguardi delle bellezze naturali aggredite, che possano risultare anche non danneggiate dall’attività autorizzata.V
    Alla breve comparazione sopraesposta tra due fattispecie contravvenzionali va, però, ulteriormente chiarito, che ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 1sexies Legge 431/85, è necessaria la sussistenza di una condotta idonea ad incidere in maniera apprezzabile sull’assetto ambientale territoriale.VI
    Il reato di cui all’articolo 734 cod. pen. sembra poter concorrere anche con quello di distruzione o deterioramento di habitat in sito naturale protetto di cui all’articolo 733bis cod. pen.;le due fattispecie, però, si differenziano per l’oggetto tutelato: il primo è posto a protezione delle bellezze naturali intese nella loro dimensione estetica ed in quanto componenti dell’ambiente; l’art. 733bis cod. pen. tutela gli habitat naturali (con le specie animali o la flora tipica) inseriti in un sito protetto e considerati meritevoli di salvaguardia.
    Appare, comunque, evidente che l’articolo 734 cod. pen. sanziona un comportamento illecito richiamato anche nella direttiva 2008/99/CE (tutela penale dell’ambiente) e che il legislatore abbia inserito il nuovo art. 733bis cod. pen. in chiave di “copertura” delle fattispecie illecite previste dalla direttiva suddetta.

  8. Vendicativo ha detto:

    La risoluzione della convenzione è di una gravità estrema. In confronto la rimozione delle pietre del castello o la realizzazione del laghetto di Piano Margi, appaiono delle innocenti birichinate.
    Viene così messa in luce la vera indole dei personaggi in causa, che ancora ignoravamo. A questo punto ci è chiara a tutti.

  9. Antonino ha detto:

    Mi ricorda tanto “l’ora Legale”….il film di Ficarra e Picone…si parla tanto che si vuole la Legalità…e poi questo è il risultato!!! Viene ” punito ” solo chi fà il suo dovere!!

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