Soldato blu

10 Commenti

  1. gabriele raimondo ha detto:

    Come diceva Pasolini i figli del proletariato vanno a fare i poliziotti. Dubito che fra quelle faccie d’angelo grondanti di sangue vi sia qualcuono che protesta per reale bisogno. Al liceo negli anni 90 i primi mesi di scuola era un continuo sciopero. Mi sono sempre chiesto da chi partisse l’iniziativa. ora credo di saperlo. Partiva proprio dai professori che ci usavano come delle marionette per i loro interessi.

    • Giuseppe ha detto:

      o partivani dai soliti noti, che poi nella vita hanno concluso poco o nulla e che erano ideologicamente mossi solo da pigrizia e voglia di ignoranza.si voglia di ignoranza..perchè è senza sforzo.e che scambiavano lo scuola per luogo di libere scorribande, più o meno innocenti.
      E’ sempre la logica del “voglio farmi i cazzi miei” purtroppo macherata neppure troppo bene con pseudo idealeogia di sinistra.era di moda,e lo è tuttora.

      comunque si renda conto che ciascuno raccoglie ciò che semina.basta vittimismo
      la saluto

      ps non capisco a quali interessi dei professori Lei si riferisca.

  2. Il problema è che la mamma dei cretini è sempre stata ed è sempre gravida! Da entrambe le parti! Ma la violenza è sempre da condannare, da entrambe le parti! Perché non ha senso protestare, se potenzialmente siamo ogni giorno complici di tale situazione! Io credo che esistano certamente forme di protesta migliori! Io ho massima stima per le forze dell’ordine, che non sono diverse da quei giovani che non volevano certamente creare problemi! La colpa è di chi scatena questa guerra tra poveri! Sono loro che dovrebbero pagare, ma paradossalmente gli stessi lì abbiamo creati noi stessi! Quando cambieremo mentalità forse la violenza finirà!

    “Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
    eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…

    Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
    di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…

    Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
    a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…”

    • Indaco ha detto:

      Per Gabriele Raimondo: mi spiace per le sue vicende sgradevoli delle scuole superiori, ma oggi qui si sta parlando di rivolte e di scioperi portate avanti da gente e da persone che lo stato ha ridotto ai minimi termini.
      Stiamo parlando di genitori che hanno speso soldi e fatto sacrifici per permettere ai loro figli di poter studiare e di poter avere un domani un lavoro. Stiamo parlando di padri di famiglia che arrivano a casa e devono dire domani non vado al lavoro perchè sono stato licenziato..
      Credo che tutto questo è molto lonano dagli scioperi delle scuole superiori che spesso sono fatti per evitare interrogazioni o altro.

      Per Grillo Castelbuonese:
      AUSCHWITZ sia come fatti che come canzone di Guccini non c’entra proprio niente.
      Ma le riporto alcuni periodi di Piazza Alimonda sempre di Guccini.

      “Nera o blu l’uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
      facce e scudi da Opliti, l’odio di dentro come una scabbia.

      Uscir di casa a vent’anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
      piacere d’incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
      la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
      sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.

      Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
      e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
      Si rompe il tempo e l’attimo, per un istante, resta sospeso,

      appeso al buio e al niente, poi l’assurdo video ritorna acceso;
      marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
      dissipate e disperse nell’aspro odore della cordite.

      Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
      ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
      Per quanti giorni l’odio colpirà ancora a mani piene.
      Genova risponde al porto con l’urlo alto delle sirene.
      Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
      dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
      come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
      una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
      Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
      c’è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.

      Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita

      • Giuseppe ha detto:

        premesso che la violenza da tutte le parti è da condannare, che ne dica o meno Sartre.

        e che ogni uomo morto è troppo

        ma quel povero disgraziato vittima di catttivi maestri, di cattive compagnie, dei suoi tempi forse, o di idee storpiate…non è che fosse proprio inerme.

        mi chiedo spesso, e spero in cuor mio di si, se lo stesso pathos lo avremmo avuto se a morire fosse stato quell’altro disgraziato dentro la landrover.
        o forse no.quelli possono morire, sono pagati per farlo, quando capita.
        non gli avrebbero fatto senatore la madre

        poi penso che abbiano sbagliato tutti. chi ha fomentato, chi non ha isolato i violenti, che ha abusato.chi ha ordinato la repressione violenta in risposta

        e penso, ma a quei disgraziati che hanno bruciato le auto…che magari ancora pagavano. a quei commercianti a cui hanno devastato il negozio…qualcuno ci pensa ogni tanto?

        sono solo riflessioni disincantate

      • Visto che la mia citazione non centrava nulla (punti di vista!), caro Indaco, vediamo se la mia prossima citazione è più attinente! Ci ho pensato un’attimo perché sono sicuro che appena la leggerete, si scateneranno le polemiche, poco male! Il testo è “Genova Brucia” di Simone Cristicchi:

        Mi ricordo una missione un po’ speciale
        Genova 2001 vertice mondiale
        sono un poliziotto del reparto celere
        pronto alla guerra
        ma più che una battaglia in strada sembra un carnevale
        tutti questi pacifisti del cazzo
        che si fanno chiamare popolo di Seattle
        massa di straccioni con bandiere arcobaleni
        che solo a guardarli in faccia già divento paonazzo

        Sono duecentomila e vogliono cambiare il mondo
        e pensano che per cambiare basti un girotondo
        io non so nemmeno chi ha ragione o chi ha torto
        ma vuoi vedere che a sto giro qui ci scappa il morto?
        Oguno sceglie la sua forma di protesta
        c’è chi ha steso fili di mutande fuori alla finestra
        c’è chi vuole oltrepassare la zona rossa
        c’è chi canta “Avanti popolo, alla riscossa!”

        Genova brucia
        sono autorizzato dallo Stato
        eseguire gli ordini non è mica reato e quindi
        Genova brucia
        non faccio distinzioni donne, vecchi o bambini
        potrebbe essere tuo figlio Carlo Giuliani

        Genova brucia
        Genova brucia
        Genova brucia

        Mi ricordo una missione un po’ speciale
        Genova 2001 squilla il cellulare
        con la suoneria di Faccetta Nera
        sono fascista, non credo sia una cosa di cui mi debba vergognare
        Zecche, parassiti e comunisti
        ci mancava pure quella banda di teppisti
        con la tuta nera ed il passamontagna in testa
        con le spranghe fanno a pezzi tutto e ci rovinano la festa

        Fate la carica e poi ve la date a gambe
        tenete il manganello e la pallottola vagante
        tute bianche si tingono di sangue
        sudore e lacrimogeni sparati sulla gente
        Tu che ti rifugi nel cortile
        prenderai più bombe che se fossi nato in Cile
        la Costituzione come carta igienica
        usala per pulirti il culo o tamponarti le ferite

        Genova brucia
        sono autorizzato dallo Stato
        eseguire gli ordini non è mica reato e quindi
        Genova brucia
        non faccio distinzioni donne, vecchi o bambini
        potrebbe essere mio figlio Carlo Giuliani
        Genova brucia
        Genova brucia
        Genova brucia

        Qui non serve a niente chiedere aiuto
        piangi quanto vuoi non ti risponderà nessuno
        non c’è Manu Chao e nemmeno il tuo avvocato
        canta la mia filastrocca siamo al Bolzaneto

        1,2,3 viva viva viva sei
        4,5,6 fossi in te non parlerei
        7,8,9 il negretto non commuove

        Ne è morto solo uno ma potevano essere cento
        i mandanti del massacro sono ancora in Parlamento

        • Indaco ha detto:

          Non è un punto di vista è cosi e basta, è impossibile un paragone tra i campi di concentramento e le guerriglie urbane, anche se come base hanno la violenza ma le ragioni son ben diverse.
          Quindi Piazza Alimonda sempre dello stesso autore è più appropriata.
          Ma ribattere con un testo di Cristicchi a uno di Guccini lascia il tempo che trova
          Poi se lei vuole ribattere tanto per il gusto di farlo e che l’ultima deve essere la sua, lascio con un’altra frase di Canzone di notte n3 sempre di Guccini.

          “la ragione diamo e il vincere ai………………….
          resteremo sempre a un punto dai campioni (tredici è pari),
          ma si perda perchè siam tre volte buoni
          e si vinca solo in sogni straordinari”

          • Le do ragione! Piazza Alimonda era più appropriata! Ma vede almeno una cosa sul mio intento l’aveva compresa! Focalizzare l’attenzione sul concetto di “violenza”! Purtroppo non avendo la conoscenza enciclopedica delle poesie del maestro Guccini, mi sono permesso di esprimere le mie opinioni con le poche conoscenze musicali che ho! Che comprendono cantautori “minori” anche come Cristicchi! Ma mi creda nn mi interessa avere l’ultima parola! Xkè di solito cercando di pensare all’ultima si dimentica qual’era la prima! Ad maiora!

  3. gabriele raimondo ha detto:

    Non si dispiaccia per i miei avvenimenti spiacevoli ma la deriva pericolosa in cui stiamo andando tutti.

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