Sull’acquisto dei nuovi contatori dell’acqua, su SO.SVI.MA. e su altre storie. Gianpiero Caldarella e Pino Di Gesaro rispondono al sindaco

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16 Commenti

  1. cronista ha detto:

    Un plauso ed applausi per questa risposta. Usata una maniera elegante e da giornalismo puro per rimarcare la verità contro lo sforzo fatto di deviare il discorso su un solo punto evitando di entrare nel merito dell’intero contenuto dell’articolo origine del dibattito (prassi abituale del politico d turno).

  2. basta niente ha detto:

    le forze politiche di Castelbuono non hanno capito o forse non vogliono o possono farlo che per annientare chi governa questo paese in questo modo basta parlare, scrivere e rispondergli a tono e nel merito.

  3. Vincenzo Prisinzano ha detto:

    Cosa devono misurare sti contatori nuovi, l’aria ?? Le condotte sono vuote e l’acqua arriva poche ore al giorno. Bisogna prima ammodernare la rete idrica che perde acqua su tutti i fronti. È da 40 anni che si deve fare. Dei contatori se ne parlerà dopo. Fare il contrario significa non capire quali sono le priorità del paese.

  4. Vincenzo Capuana ha detto:

    Con deliberazione n. 383 del 7 settembre 2021 “Approvazione disegno di legge: ‘Regolazione unitaria del servizio idrico integrato nella Regione Siciliana. Istituzione dell’Autorità Idrica Siciliana.’” nella Regione Sicilia si realizzerà “un Ambito Territoriale Unico per l’intero territorio regionale, che consentirà l’adozione della “Tariffa d’ambito regionale”, unica per l’intero territorio siciliano e nove sub-ambiti gestionali, corrispondenti agli attuali ambiti provinciali e, in parallelo con l’istituzione dell’Ambito Territoriale Unico, istituisce l’Autorità Idrica Siciliana (AIS), Ente pubblico di Governo (EGA) dell’ambito unico, rappresentativo dei Comuni dell’Isola.

    (nella delibera a firma del Governatore Musumeci lo stesso fa riferimento e guarda ad un modello organizzativo del servizio efficacie ed efficiente in Regioni quali Toscana ed Emilia, quasi mi avesse ascoltato nella riunione dello scorso 13 maggio in Aula Consiliare!!!!!!)

    Mi introfulo in questo dibattito (per chi vuole approfondire c’è il link sotto) permettendomi di dare questa informazione, se utile, avendone conoscenza perché è del tutto evidente che se e quando questo disegno di legge n. 1066, presto incardinato nelle Commissioni all’Ars, diventerà legge regionale tutte le discussioni ora in atto, che ignorano questo intervento legislativo, saranno mi permetto di dire SUPERATE (e non per colpa del Governo nazionale).
    Occupiamoci di futuro, spogliamoci di dogmi e costruiamo anche con il consenso popolare una proposta per un servizio idrico efficacie, efficiente, dai giusti costi e pubblico nella speranza di non sprecare le risorse (tante ed ultime probabilmente) del PNRR.

    https://www2.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/N.383_07.09.2021.pdf

    • Gianpiero Caldarella ha detto:

      Gentile Signor Capuana, il suo commento rischia di portarci lontano, eppure dal momento che ha toccato questo tasto, mi tocca rispondere nel merito. Certo che sapevo, sia io che Pino Di Gesaro, di questa proposta di legge di un Ambito Territoriale Unico. Le confesso che sapevamo da mesi che il governo regionale si muoveva in questa direzione, ma piuttosto che guardare alla Toscana o all’Emilia e ai loro modelli di efficenza, la invito a guardare un po’ più vicino. Per quello che noi abbiamo capito, in Sicilia questa vicenda si lega a doppio filo con la infinita procedura di liquidazione fallimentare dell’EAS (Ente Acquedotto Siciliano), che al 2017 aveva già accumulato più di 250 milioni di euro di passività. Dell’EAS risponde la Regione e i suoi bilanci, ragion per cui già nell’agosto del 2017 con una legge regionale (la n.16 dell’11 agosto 2017) c’era stato un tentativo di appioppare i costi di questa gestione allegra ai comuni, scaricando su di loro le reti idriche. Tentativo bocciato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.231 del 22 ottobre 2020. Da notare due cose: si stava facendo passare una legge importantissima 4 giorni prima di ferragosto e a meno di tre mesi dalla scadenza del mandato del governatore Rosario Crocetta. Passano poco più di quattro anni, ci si avvicina alla fine del mandato del governatore Musumeci e si riprova a cambiare le carte in tavola. In questa partita, sarebbe bene conoscere l’esistenza di un altro attore, cioè la Siciliacque, una società mista partecipata al 25% dalla Regione e per buona parte da Veolia, una multinazionale francese che si occupa di acqua, rifiuti ed energia. Ora, si ricorderà che solo die mesi fa il CGA(Consiglio di Giustizia Amministrativa, cioè il secondo e definitivo grado di Giulio dopo il Tar) aveva respinto il ricorso della regione Sicilia (premessa: le tariffe dell’acqua che i comuni pagavano a Siciliacque erano molto più alte di quelle che si pagano in altre regioni d’Italia) perché a decidere le tariffe dell’acqua dovevano essere gli ATO e non la Regione, magari seduta al tavolo con Siciliacque. Questo ci fa supporre o quantomeno non escludere che ci siano degli interessi concomitanti, destra o sinistra poco importa, le lobby non si curano di questi dettagli. Da un lato c’è l’interesse della Regione di sbarazzarsi dei debiti e dall’altro di Sicilacque di fare profitto. Se non consideriamo questi elementi e guardiamo solo ai modelli di efficienza emiliani o toscani, rischiamo di non avere un quadro completo. Inoltre, non è affatto detto che la discussione sin qui portata avanti sui contatori e sui comuni in regime di salvaguardia sia superata da questa proposta di legge. In primis perché deve essere approvata e in secundis, perché se legge bene la sentenza della cote costituzionale, (le metto il link qui sotto), noterà che un tale progetto rischia di infrangersi in una procedura di illegittimità costituzionale. Chiudo qui, la ringrazio per avermi dato la possibilità di allargare il campo, anche se le confesso che avrei preferito rimanere nell’ambito dell’inchiesta e le auguro buona serata.
      Gianpiero Caldarella
      https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2020&numero=231

    • PinoDiGesaro ha detto:

      Caro Vincenzo potresti, per favore, spiegarmi di quali dogmi dovremmo spogliarsi, e se effettivamente siamo noi rivestiti di qualsivoglia dogma ?
      In questa vicenda non ci siamo risparmiati nessuno strumento di indagine e non abbiamo tralasciato quasi niente, credo, che riguardi l’acqua, gli usi e gli abusi che su di essa insistono.
      Noi ci siamo guardati intorno, fino a dove ci hanno portato le carte…e ci scusiamo per avere sorvolato sui paradisi tosco-emiliani…a cui “sicuramente” avrà prestato orecchio il governatore Nello o qualche sua antenna castelbuonese.
      Un caro saluto.
      Pino Di Gesaro.

      • Il paese è piccolo la gente mormora ha detto:

        Caro Vincenzo, in paese circola l’inquietante voce secondo cui nelle alte sfere vi avrebbero imposto l’impresentabile come sindaco del PD per il 2022.
        Se è vero penso che molti di voi potrebbero evitare di uscire di casa o emigrare in Nuova Zelanda

    • Dalema ha detto:

      Ma quale proposta?!? Eccone un altro che sa fare solo comizi!…la scuola del PD colpisce ancora.

    • Lino Mazzola ha detto:

      Acqua privata, Cicero abbandona il fronte del no
      Di Redazione – 16 Settembre 2007
      [MADONIENEWS – Giuseppe Spallino – 14/9/07]
      Si sa che è imminente l’arrivo nei Comuni degli incaricati della consegna delle reti idriche ai privati aggiudicatari, e la Giunta ed il Consiglio comunale di Castelbuono comunicano che faranno trovare le porte aperte.
      Infatti il gruppo consiliare del Sindaco Mario Cicero (Partito Democratico) ha deciso di dare il via libera alla consegna delle reti e degli impianti al privato che si è aggiudicato, dopo una gara senza concorrentil, la gestione monopolista del servizio idrico per trent’anni. In tal modo il Partito democratico respinge la proposta di delibera presentata da diversi cittadini su iniziativa di Sinistra democratica di Castelbuono, che tendeva invece a bloccare la consegna degli impianti e a impegnare il Sindaco a prospettare, di concerto con gli altri Sindaci, soluzioni alternative alla gestione privata del servizio, ed a chiedere la revisione delle tariffe che altrimenti peseranno sui cittadini circa tre volte di più delle attuali.
      Il Sindaco, che sembrava avesse aderito al fronte degli amministratori contro la privatizzazione del servizio, ha motivato la sua scelta di consegnare gli impianti affermando, tra l’altro, che “non ci si può innamorare delle proprie idee”. L’assessore Genchi, che si era impegnato pubblicamente per conto dell’amministrazione ad appoggiare l’iniziativa di Sinistra democratica, si è allontanato dall’aula al momento della discussione del punto (intorno alle 23) perchè impegnato, a detta del Sindaco, in una riunione di carattere culturale.
      Il centrodestra ha accolto favorevolmente la posizione del Sindaco (e conseguentemente del Partito democratico) chiedendo ed ottenendo un rinvio del punto all’ordine del giorno per partecipare attivamente alla stesura del nuovo testo della delibera.
      Sinistra democratica di Castelbuono si riserva ogni iniziativa per sensibilizzare la popolazione ed informarla su questa scelta di sottostare alla privatizzazione dell’acqua, rilevando che la destra ed il partito democratico castelbuonesi, passate le apparenti e vacue polemiche della campagna elettorale, stanno operando sostanzialmente d’accordo.

      Giuseppe Spallino
      – 14 settembre 2007

      Questo articolo, uscito nel 2007 su Castelbuono.org, riportava le posizioni dell’Amministrazione di allora, Sindaco Cicero, eletto con il sostegno della lista “Sinistra unitaria l’Ulivo per Castelbuono”. L’ho ripescato mentre leggevo i commenti relativi alla questione “acqua”. Non so perché ma mi sono cominciate a fischiare le orecchie. Mi sono chiesto se fossero gli acufeni legati alla mia ipoacusia, dovuta alla vecchiaia galoppante. É probabile.
      Poi, chissà perché mi é venuto in mente il titolo di un film del 1991, tratto da un racconto di Stephen King : A VOLTE RITORNANO.

  5. Enzo Biundo ha detto:

    Sul punto numero 8),
    di questa puntuale e articolata risposta al nostro inquilino pro tempore di via S. Anna,
    vorrei informare i nostri concittadini Castelbuonesi, che l’inquilino, già ha indebitato la nostra comunità per 700.000 euro ( settecentomila euro ) con un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti che negli anni dobbiamo restituire ( con ogni probabilità con un aumento delle tariffe ).

  6. Vincenzo Capuana ha detto:

    Aver scelto di dare questa informazione sul vostro post dovrebbe pur avere un significato ‘politico’ che probabilmente non avete colto e che spero coglierete adesso.

    Ero certo che VOI eravate a conoscenza di questo ‘disegno politico’ che si pone obiettivi evidenti quali il debito EAS da ‘scaricare’ e finanche lo smantellamento del sistema di salvaguardia.

    Era divertente, dal mio punto di vista, evidenziare come il Presidente Musumeci guardi ai modelli delle regioni ‘rosse’.
    Non sono i modelli o solo i modelli che funzionano ma la qualità delle classi dirigenti, determinante nella gestione della cosa pubblica.
    E’ quello che dissi il 15 maggio.

    Compagno Di Gesaro i dogmi, ovviamente, sono altrove.

    È vero, volevo portarvi lontano: agli anni ‘30 di questo secolo, immaginiamoli insieme per realizzarne la visione.

  7. Barbasavio ha detto:

    Complimenti agli autori Di Gesaro e Caldarella, precisi e puntuali.
    Però al posto vostro eviterei di perdere tempo con il personaggio in questione: è fiato (e inchiostro) sprecato. È più cocciuto degli asini assunti da lui come mascotte, con Castelbuono dentro i cesti della spazzatura in groppa al povero asinello. E così davvero l’ha ridotta (dentro il cesto della spazzatura) in questi ultimi decenni e chissà quali danni dovrà ancora arrecare nei prossimi 8 mesi, sperando che siano gli ultimi della peggiore sindacatura della storia repubblicana.

  8. Gianpiero Caldarella e Pino Di Gesaro ha detto:

    Gentile Signor Capuana, NOI crediamo di aver risposto con dovizia di argomenti al suo post entrando nel merito del “disegno politico” che Lei ha solamente evocato. Quelle che lei chiama “discussioni ora in atto” sono fatti documentati, di cui i protagonisti si sono assunti la responsabilità mettendo delle firme su degli atti pubblici. Il disegno di Musumeci, anche quando si realizzasse, non può rappresentare un colpo di spugna su quanto è accaduto prima. Non è possibile azzerare la memoria, così come non si fa un buon servizio alla comunità quando non si prende posizione, rispetto a fatti di una certa rilevanza, nel momento in cui si rappresenta o si intende rappresentare la comunità. Per questo abbiamo ringraziato il Sindaco Mario Cicero, per essersi espresso, a differenza di tanti colleghi sindaci e consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. Il fatto poi che le nostre posizioni divergano fa parte delle regole della democrazia.
    Inoltre, dal momento che la Sua – o Vostra? Magari anche Lei rappresenta un VOI – valutazione in merito alla proposta di legge del governo Musumeci ci risultava ambigua o quantomeno poco chiara, abbiamo cercato di dare delle coordinate in merito a quanto successo negli anni passati, in tempi di Governo Crocetta, giusto per non mettere sul piedistallo o alla gogna nessun modello, con particolare riferimento all’esperienza dei modelli di partito in Sicilia.
    Detto ciò, esistono anche delle buone pratiche a cui bisognerebbe guardare. E l’ultima risale al 2001 quando il commissario per l’emergenza idrica per la Sicilia occidentale era il generale Roberto Jucci che fece un lavoro enorme e in pochi mesi, anche con l’aiuto del genio militare, risolse situazioni che si trascinavano da decenni. Jucci non ha preso un soldo per quell’incarico e dalle cronache dell’epoca risulta che spesso dormiva in caserma. Naturalmente un tale esempio di condotta pubblica e privata infastidiva non poco la classe dirigente di questa regione e al suo posto fu nominato Felice Crosta, uno dei dirigenti più pagati, se non il più pagato della non parsimoniosa Regione Sicilia. Circa 500mila euro l’anno, se non andiamo errati. Ma dato che poco ci interessa essere populisti, Le diciamo che lo stipendio stellare è stato l’ultimo dei mali, il problema più grosso è che da Jucci in poi sembra che si sia arrestato il periodo di risoluzione delle emergenze che si trascinano fino ad oggi.
    Perché le diciamo questo? Perché guardare al passato, conoscere la storia, a volte ha un “significato” superiore che limitarsi ad evocare dei valori come la “qualità delle classe dirigenti”. Se abbiamo deciso di occuparci di quest’inchiesta, infatti, E QUI STA IL PUNTO POLITICO, non è perché speravamo in una possibilità di contribuire alla crescita o alla selezione delle classi dirigenti. Noi non siamo nessuno, ma speravamo e speriamo che una maggiore informazione dei cittadini tutti, dal basso, potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza nella scelta dei protagonisti della vita politica/amministrativa del territorio. Una consapevolezza che si fonda sulla partecipazione.
    Solo in questo modo la visione degli anni ’30 di questo secolo può apparire, a nostro avviso, come uno splendido cammino, un sogno. Altrimenti sarebbe bene fermarsi all’oggi, al qui e ora. Giusto per evitare degli incubi.
    Gianpiero Caldarella e Pino Di Gesaro

  9. Lettore attento ha detto:

    Ragionamenti puntuali ed eleganti come quelli espressi da Caldarella e Di Gesaro sulla questione ACQUA dovrebbero solo far riflettere e spingere i populisti a tirare il freno sul loro modo abituale e inclocudente di entrare in argomento per forza e in ogni occasione. La spinta che dovrebbe dare un lavoro di ricerca ,così dettagliato ,dovrebbe solo portarci a guardarci meglio dentro per prendere coscienza dei limiti che abbiamo e della presunzione che ostentiamo quando soltanto pensiamo di conoscere i fatti del nostro paese e perciò possiamo aspirare a governarlo. Castelbuono non ha bisogno di “posare” Mario Cicero ed eleggere Cicero Mario . Castelbuono ha bisogno di ben altro e in atto, da quel che si vede e si sente, non c’è da stare molto allegri.

  10. Nicolo Piro ha detto:

    Proponiamo qualcosa di fattibile: 1. Un contatore per la conta delle stupidità raccontato da Mario Cicero mettendo in rilievo che in futuro per fare il sindaco o l’ assessore o il ministro occcore aver lavorato sodo per apprendere un mestiere o conseguire una professione; 2, Che per distribuire l’ acqua occorrono una rete idrica progettata ed eseguita a regola di arte e tecnica e che per distribuire l’ acqua agli utenti (i cittagini) dalla sorgente, questa deve essere portata in una modesta, ma attrezzata centrale, dove viene trattata e poi messa in rete. Così e nel Paesino di di residenza in Germania: http://www.neuenkirchen.de. Non Aggiungo altro per non annoiare i miei compaesani.

  11. Nicolo Piro ha detto:

    Chiedo venia alla Redazione e ai lettori per le imperdonabile nel commento postato.

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